X-Men 2: recensione del secondo film sui Mutanti

X-Men 2 è il secondo capitolo della saga di X-Men, in cui ritroviamo personaggi storici come Wolverine, Magneto e il Professor Xavier. Oltre a ritrovare personaggi già noti, vengono introdotti nuovi membri del team dei Mutanti come Nightcrawler. La regia è affidata anche in questo caso a Bryan Singer.

Nel cast Hugh Jackman (Wolverine), Famke Janssen (Jean Grey), Ian Mckellen (Magneto), Patrick Stewart (Xavier), Halle Berry (Tempesta), James Marsden (Ciclope).

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X-Men 2

X-Men 2 – Trama

All’indomani delle vicende del primo film, Wolverine prosegue le ricerche sul suo passato. Nel frattempo, Nightcrawler attacca il Presidente degli Stati Uniti, esponendo alla persecuzione i Mutanti. Il colonnello William Stryker ne approfitta e chiede al Presidente di attaccare la Scuola dei Mutanti e prelevare i ragazzi. Veniamo a conoscenza del trauma personale dal quale ha origine l’odio del colonnello per Xavier e i suoi ragazzi: il figlio Jason è un Mutante e ha fatto suicidare la propria madre.

La persecuzione dei Mutanti ha quindi inizio. Wolverine, Jean, Tempesta e Nightcrawler saranno costretti a fuggire. Nel frattempo, Mystica escogiterà un piano per liberare Magneto dalla prigionia. Il professor Xavier verrà sottoposto al dominio psicologico di Stryker, che sfrutterà i poteri telepatici del figlio.

X-Men 2 – Recensione

X-Men 2 è un film migliore del suo predecessore. Rappresenta un sequel naturale, che va ad approfondire dinamiche solo abbozzate nel primo capitolo. Il mondo di X-Men si arricchisce di senso, esplorando maggiormente le relazioni.

La componente politica, già presente nel primo capitolo, è qui ancora più protagonista e fa da collante all’intera vicenda. Il trauma è l’altro grande tema del film. Il trauma del villain Stryker, l’amnesia riguardante le torture subite per Wolverine, la difficoltà nell’accettare la propria forma per Nightcrawler.

La componente suspense è ancora più accentuata, con il nostro team di Mutanti costretto alla fuga costante. Anche l’horror caratterizza sceneggiatura e regia di Synger, con un paio di scene ambientate in spazi scuri dai quali delle minacce sono pronte a spaventare il pubblico.

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Da lodare sceneggiatura e regia. La prima risulta elaborata e curata, andando in profondità rispetto a emozioni e pensieri dei personaggi. La seconda è chiara ed efficace. Ricerca la tensione emotiva ed è fredda dinanzi a personaggi che fanno della loro staticità un punto di forza (Magneto su tutti).

Il film ha una struttura tipica dei film d’azione. Azione e spettacolo si concentrano nella seconda parte. L’ultima ora di film è spettacolare mentre la prima esplora di più i personaggi.

Le interpretazioni risultano ancora una volta convincenti. Ad un cast d’eccezione si aggiunge Alan Cumming nei panni di Nightcrawler: un personaggio moderno, diviso tra sensi di colpa e volontà di redenzione.

X-Men 2

I simboli dietro i personaggi

All’interno di un film dalle forti tinte politiche, sono due i personaggi che hanno una rilevanza particolare. Il primo è l’antagonista, il colonnello Stryker, un personaggio che si distingue per la volontà di attaccare i Mutanti: l’obiettivo è la repressione. Questa volontà ha origine da un trauma personale: il figlio Jason è un Mutante e Stryker ha fallito come padre, non riuscendo a educarlo. Alla base c’è quindi paura e senso di colpa, mascherati da senso del dovere.

Sono tante le sfaccettature di questo personaggio che può essere considerato un villain moderno, di spessore.

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L’altro è Nightcrawler. Su di lui si fa una scelta inaspettata: legare la sua anima alla fede. Si tratta di un mostro in apparenza, e così è visto da tutti. Rappresenta la paura del ”diverso’‘, di chi non si conosce e ed ha un aspetto temibile. Anche qui i rimandi politici sono forti.

Il contrasto con il suo carattere è quindi evidente: se è d’aspetto temibile, ha un carattere timido e un’anima buona. Non cerca lo scontro. Inoltre, è profondamente credente. Trova nella fede una possibilità di redenzione da peccati del passato, peccati che sta scontando assumendo le sembianze di un ”mostro”. Le sfaccettature sono tante.

X-Men 2

La regia di Synger

Ancora una volta Synger (X-Men, Superman Returns) porta in scena una regia profonda, che alterna dinamismo e staticità, così come azione arrembante e primi piani emotivi.

La prima sequenza del film, che vede coinvolto Nightcrawler alla Casa Bianca, è diretta con grande chiarezza e ritmo. La velocità con la quale il personaggio compare e ricompare risulta sin da subito spettacolare e coinvolgente. La regia segue più le guardie del corpo del Presidente, intente ad acchiapparlo: è la loro prospettiva che ci viene mostrata maggiormente. Il personaggio riesce così a cogliere di sorpresa anche il pubblico.

Le scene che hanno come protagonista Wolverine sono sempre molto intense sul piano emotivo: Wolverine è un personaggio caratterizzato da rabbia, voglia di vendicarsi, tormento interiore. La regia supporta questo lato emotivo con continui primi piani, anche e soprattutto nelle scene d’azione.

La suspense è continuamente protagonista ed è indotta da una regia intenta a mostrare e nascondere in continuazione. Le intrusioni di Mystica, così come la penetrazione della Scuola, sono caratterizzate da grande tensione perché non sappiamo di preciso dove si trovano i nemici.

La regia di Synger avvalora il significato simbolico delle ambientazioni, mostrandocele con diversi cambi medio-lunghi. La stanza di Cerbero, nella sua maestosità, è molto presente nel film. Si tratta di un luogo simbolo di potere, controllo e supremazia. La Scuola, che in X-Men 2 viene attaccata, è simbolo di protezione, casa, sicurezza infranta.

La sceneggiatura di X-Men 2

X-Men 2 riesce a tenere insieme complessità tematica, intreccio narrativo e spettacolo in maniera adeguata. Come il primo film, anche questo si collega al tema co-esistenza umanità-Mutanti: i personaggi centrali hanno un’opinione differente in merito ed è proprio questo il motore della trama.

I protagonisti continuano ad essere caratterizzati in maniera coerente e distintiva. Ognuno rappresenta atmosfere e pensieri differenti. Wolverine è l’istintivo e il tormentato, Magneto è il freddo calcolatore, Xavier è il leader fallibile. Nightcrawler mostra una nuova sfaccettatura del Mutante: il legame uomo-fede-redenzione.

Molto interessante il lavoro svolto con il professore: Xavier, presentatoci come una figura sempre positiva, pacifica e risolutiva, risulta fallibile. Il suo metodo non funziona su tutti e deve scendere a patti con colpe del passato.

Per quanto concerne l’intreccio, questo film fa qualcosa in più rispetto al primo. Questo perché le linee narrative sono maggiori. Ciò ci permette di legarci anche ai personaggi secondari. Personaggi come Bobby e Pyro, studenti di Xavier, hanno più protagonismo.

In X-Men 2 ci sono due villain principali e questo non fa che aumentare l’atmosfera di tensione costante. Lo spettacolo è assoluto protagonista nella seconda parte. Il film ha una struttura a escalation tipica dell’action. Riflessione e azione risultano quindi ben amalgamate.

La pellicola porta a termine ogni linea narrativa in modo adeguato, rispettando le premesse iniziali. La sensazione che lascia è, ancora una volta, di grande sospensione: le vicende devono proseguire, c’è tanto di questo mondo ancora da esplorare.

X-Men 2

Conclusioni

X-Men 2 è un ottimo cinecomic che intreccia tematiche profonde ad un ritmo sostenuto e spettacolare. I personaggi, nel primo film solo abbozzati, risultano qui maggiormente approfonditi. Il cambio di stile rispetto ai cinecomic degli anni ’90 è ancor più evidente, con personaggi come Nightcrawler che risultano interessanti ed emotivi.

Synger confeziona un cinecomic completo: la sua regia non fa che avvalorare scelte stilistiche e di sceneggiatura convincenti.

PANORAMICA RECENSIONE

Sceneggiatura e soggetto
Regia
Interpretazioni
Emozioni

CONCLUSIONI

X-Men 2 è un film completo. Ha una sceneggiatura elaborata e conclusiva, un cast di alto livello e un ritmo narrativo adeguato ad un film d'azione. Questa pellicola ha il merito di approfondire il mondo degli X-Men, dando risalto a personaggi secondari. Ancora una volta, tematiche e stile sono all'avanguardia per l'epoca.
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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