Wendell & Wild, la recensione

Wendell & Wild è un film di animazione in stop-motion del 2022 diretto da Henry Selick e co-sceneggiato da lui stesso e Jordan Peele, regista di Get Out e Nope, distribuito su Netflix.

Il film risulta essere il primo lungometraggio di Henry Selick dopo Coraline e la porta magica (2009). Il regista è anche noto al grande pubblico per aver girato, da un soggetto di Tim Burton, il cult The Nightmare Before Christmas (1993).

Nel cast vocale principale figurano Keegan-Michael Key, Jordan Peele, Lyric Ross, Angela Bassett, James Hong, Ving Rhames e Sam Zelaya.

Wendell & Wild

Wendell & Wild trama

Il film racconta la storia di Kat Elliot, una ragazzina che ha perso i propri genitori a causa di un incidente stradale. La piccola, dopo una vita alternata dentro e fuori il carcere minorile, giunge in una scuola a Rust Bank, la sua città natale, ormai alla deriva dopo essere stata vittima di un incendio, e sotto il controllo della famiglia Klaxon. Qui Kat fa la conoscenza di Siobhan, la figlia dei Klaxon, Raùl, figlio di un’avvocatessa che vuole dimostrare la colpevolezza dei Klaxon nell’incendio di qualche anno prima, Padre Bests, il sacerdote preside della scuola, e Suor Halley. Venuta a contatto con il mondo soprannaturale, Kat diventa una fanciulla infernale collegata ai demoni Wendell e Wild, due fratelli desiderosi di aprire un Luna Park a discapito del loro padre Buffalo Belzer. La coppia demoniaca utilizza Kat per entrare nel mondo dei vivi, promettendo di resuscitare i suoi genitori tramite una magica crema per capelli utilizzata dal padre, la quale viene invece usata per rendere possibile la distruzione della città e la costruzione di una prigione privata ad opera dei Klaxon. Alla fine Kat, aiutata da Suor Halley, fanciulla infernale a sua volta, dai propri genitori, resuscitati solo temporaneamente grazie alla crema, e da tutti gli altri, tra cui anche Wendell e Wild, riesce a fermare i Klaxon e a trovare la pace con se stessa.

Wendell & Wild recensione

Wendell & Wild è un film che, già alla prima visione, si dimostra un cartoon completo e di ottima qualità. Henry Selick mostra tutto il proprio talento, mai messo in discussione nella regia di un’opera in stop-motion, con diversi particolari tecnici e messe in scena che rendono la pellicola una vera e propria gemma del genere, dalle soggettive ai campi controcampi. Selick torna a dirigere in grande stile, raggiungendo tuttavia solo in parte i fasti dei suoi precedenti lavori.

La visione registica del cineasta del New Jersey si sposa in maniera quasi perfetta con il cinema di Jordan Peele, da sempre detentore di una poetica sarcastica, politica e fortemente orientata alla critica sociale. I due autori riescono ad amalgamare le dimensioni dell’horror che hanno contraddistinto i rispettivi lavori nel corso della propria carriera: da un lato troviamo un Henry Selick devoto al soprannaturale, mentre dall’altro un Peele che si rifà alla concezione dell’orrore creato dalle persone stesse. In Wendell & Wild, infatti, la creatrice di demoni è la protagonista Kat, succube delle proprie colpe e dei propri errori, vittima di un trauma infantile. La pellicola però non si ferma a questa suggestione, ma riesce ad andare oltre: il destino di Kat, infatti, sarà quello di farsi soggiogare inizialmente dal dolore provato nella propria esistenza per poi riuscire ad accettare e a plasmare il suo lato oscuro e i suoi ricordi tristi, una tappa fondamentale per la crescita e la maturazione di ogni persona.

Wendell & Wild

Di fronte ad un’animazione che riesce ad incantare sin dall’inizio ed un messaggio di fondo tanto manifesto quanto centrato, tuttavia, le maggiori insicurezze della pellicola si rilevano nelle singole caratterizzazioni dei personaggi: mentre da un punto di vista corale ogni ruolo risulta essere pienamente funzionale alla narrazione, ecco che dalla prospettiva dei singoli vengono a mancare talvolta o collegamenti tra la storia di un personaggio e quella di un altro o evoluzioni caratteriali ben delineate, in quanto esse avvengono in modo troppo repentino all’interno delle vicende principali. La causa di tutto ciò è probabilmente da dare alla numerosa quantità di materiale da mostrare e ad un numero forse troppo elevato di personaggi per una storia di base molto semplice.

Lo svolgimento dell’opera risulta coinvolgente e intrigante, seppur manchevole di momenti davvero iconici all’altezza di The Nightmare Before Christmas e Coraline e la porta magica o di entusiasmanti colpi di scena in stile Get Out e Us. D’altro canto, l’intenzione di Wendell & Wild non è tanto quella di stupire lo spettatore grazie al proprio intreccio narrativo, ma di catturare il proprio pubblico grazie all’estro immaginifico del regista, che nonostante tutto si dimostra all’altezza delle aspettative, realizzando una favola horror moderna avente delle buone potenzialità per diventare un film di culto; in cui la creatività nel lato tecnico, complici la fotografia di Peter Sorg e la colonna sonora di Bruno Coulais, riesce a sopperire ad un’eccessiva schematicità della storia.

Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Samuele Galleri
Samuele Galleri
Cinefilo di seconda generazione, amante soprattutto delle serie televisive e del cinema di animazione.

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