Era il lontano 1967 quando nella pellicola cult Indovina chi viene a cena un giovane medico afroamericano conosceva i genitori wasp della sua fidanzata. L’incontro si rivelava più complicato del previsto per via del pregiudizio e del timore di chi con il pregiudizio si doveva misurare. Jordan Peele con Scappa – Get Out pare intenzionato a fare qualcosa di simile. All’inizio del film, il protagonista, un giovane afroamericano, seppure con qualche timore, s’appresta a conoscere la famiglia della sua splendida ragazza caucasica. Lontano però dall’essere una commedia dai risvolti sociali, Scappa – Get Out ben presto diviene un cupo thriller psicologico nel quale il protagonista verrà trascinato in un incubo senza fine, in un viaggio all’inferno dal quale sarà difficile fare ritorno.

Chris (Daniel Kaluuya) è un giovane fotografo di New York fidanzato con Rose (Allison Williams) che decide per il weekend di presentarlo ai genitori. L’incontro avviene nella meravigliosa tenuta della sua famiglia. Gli Armitage quando conoscono Chris appaiono un po’ sorpresi. Non sapevano che Rose avesse un ragazzo di colore. Questo però non pare essere un problema. Gli Armitage si dichiarano liberali e antirazzisti: avrebbero votato Obama se solo avesse potuto di nuovo candidarsi.  Sebbene un po’ goffi e imbarazzati, sono molto gentili nei confronti di Chris.

Gli Armitage, i genitori di Rose

Eppure il ragazzo non si sente a suo agio. I genitori di Rose lo scrutano di continuo  così come gli ospiti che affollano la loro casa e che mostrano uno strano interesse per il colore della sua pelle. Anche i domestici, tutti afro-americani, hanno un atteggiamento bizzarro. Così, quando scopre che in quella zona ci sono  state misteriose sparizioni di ragazzi di colore, Chris comprende che c’è davvero qualcosa di strano in quella famiglia. Quando viene a conoscenza del terribile segreto degli Armitage a Chris non rimane che fare una cosa: scappare.

Scappa – Get Out è il film d’esordio di Jordan Peele, noto comico americano che firma il suo primo lungometraggio come regista e sceneggiatore. In pochi si aspettavano che un attore comico, firmasse un’opera così interessante. Peels usa sapientemente il cinema di genere, quello più “leggero” per intenderci, e affronta spinose questioni relative al razzismo. E non è la destra americana di  Trump, quella bigotta e reazionaria che prende di mira. Sarebbe stato troppo facile. Peels preferisce mostrare le forme di razzismo più subdole e abiette che si nascondono dietro quella classe medio – borghese che si dichiara liberale e progressista. Che declama a gran voce la propria generosità, la propria tolleranza  e che afferma (come gli Armitage) che avrebbe votato Obama per un terzo mandato.

Alcuni hanno definito Scappa – Get Out  un thriller psicologico, altri invece un vero e proprio horror. Il film per la verità è una sorta di ibrido tra i due generi. Per tutta la sua durata Scappa – Get Out  punta soprattutto alla suspense e alla tensione psicologica. Solo verso la fine ci sono dei risvolti horror ma non si cade mai nel gore. Sin dalle origini il cinema del terrore si è fatto l’audace e coscienzioso portavoce di messaggi politici scomodi e fastidiosi camuffati dietro ai cliché del genere. In questo senso Peels ha dei celebri predecessori, da Romero a Hooper, a Craven e Carpenter, acuti interpreti e testimoni morali del loro tempo. Anche Peels si affida al cinema di genere per mettere in scena dinamiche sociali paurosamente attuali. C’è una nuova forma di razzismo, sembra dirci il regista, quella subdola e ipocrita degli antirazzisti.

Scappa – Get Out è uscito nelle sale cinematografiche nel 2017. In breve tempo ha avuto enormi consensi da parte del pubblico e della critica. Ha ottenuto una pioggia di premi e con ben quattro nomination ai Premi Oscar, si è aggiudicato la statuetta per la migliore sceneggiatura originale. Niente male  per un film a basso budget e girato in poche settimane. Sono davvero poche le occasioni in cui i membri dell’Accademy hanno premiato film appartenenti al genere thriller o horror. Tra i rari esempi ci sono Psyco (1960), Rosemary’s baby (1968), L’esorcista (1973), Il Silenzio degli innocenti (1991) che con grande stupore vinse le cinque statuette nelle categorie più importanti. Il fatto che una giuria così austera e rinomata abbia deciso di premiare questo film vuol dire che siamo davanti ad un opera davvero notevole.

Lo scorso anno Peels ha diretto un nuovo film horror: Us –Noi che ha conquistato il pubblico e ottenuto elogi dalla critica. Si tratta di una pellicola ancor più complessa e ambiziosa del film precedente nella quale ancora una volta il regista mette in scena le dinamiche di un sistema politico corrotto, malato e paurosamente disumano.

Voto Autore: 4 out of 5 stars