Recensioni FilmWar Machine: il trauma cibernetico della guerra

War Machine: il trauma cibernetico della guerra

War Machine è un film d’azione del 2026 con Alan Ritchson disponibile su Netflix. Così come aveva fatto in Playdate o Reacher, Alan Ritchson dimostra ancora una volta la sua prestanza fisica. Qui sarà messa a dura prova, perchè dovrà affrontare un pericoloso robot assassino venuto dallo spazio. Al di lá della minaccia che rappresenta, il robot non è nient’altro che il trauma cibernetico della guerra, la cui vera macchina d’esecuzione è in realtà l’uomo.

Il robot in agguato

War Machine-trama

Durante una missione in Afghanistan, un soldato scelto, 81, e il suo battaglione subiscono un attentato da parte dei talebani. Il fratello del soldato perde la vita, esprimendo il suo ultimo desiderio da vivo: quello di entrare nei rangers. 81, una volta tornato in patria, sarà pieno di traumi ma con la volontà inarrestabile di onorare la memoria del fratello caduto.

Le porte dei rangers gli si spalancano. È lui il migliore di tutti. Giunge il giorno dell’ultima prova, che è anche quello di un presagio: marcia della morte è l’appellativo della lunga esercitazione. Ben presto il gruppo dei rangers capitanato da 81 capirà che non si tratta di un qualcosa di simulato, poiché ciò che stanno per incontrare è reale ed è piombato dallo spazio: un robot alto 3 metri con una tecnologia avanzatissima che sta dando loro la caccia. Solo 81 e pochi rimasti, tutti feriti, riescono a sopravvivere, ma hanno costantemente il mostro cibernetico alle calcagna.

War Machine-la recensione

War Machine ricorda quei film d’azione in cui l’uomo sfida le macchine assassine, oppure delle minacce comunque non umane. Classici esempi sono la saga dei Transformers ma soprattutto il primo Predator con Schwarzenegger. In War Machine lo Yautja di Predator, l’alieno umanoide che dà filo da torcere a Schwarzenegger, è stato sostituto da un cyborg di parecchie tonnellate. Ma c’è lo stesso senso di sorveglianza e di predazione e quasi prevedibilmente l’eliminazione del il cyborg, così come dell’alieno, sarà affidata al più palestrato della squadra, ovvero Ritchson, che prima di abbattere il colosso di metallo deve fare lo stesso con il trauma della guerra.

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Il film è intriso di una certa retorica americana sulla sinergia tra compagni d’armi in un conflitto. Ognuno è lì per altro. 81, in Afghanistan, era lì per suo fratello. Dopo l’attacco dei talebani, con un ginocchio spappolato, prese in spalla il soldato ferito, ma svenne, a 90 metri dalla base. Quel traguardo non raggiunto nel passato diventa il suo nuovo obbiettivo nel presente.

Gli effettivi visivi giocano un ruolo fondamentale, senza coprire la ricchezza della sceneggiatura, che è molto arguta nel personificare il dolore, la lotta e la rivalsa di un soldato inesorabile tramite la spettacolarizzazione di un conflitto estremo: quello tra uomo e macchina, tra guerra esterna e pace interiore.

Una promessa sacrificale

Non si molla, nemmeno sotto le bombe

Viene spesso ripetuta la frase del fratello di 81, in punto di morte, quella sul non mollare mai. 81, condividendola a pieno, se l’è persino tatuata sul braccio. Solo uno dello squadrone, il soldato 7, l’ha notato, poichè era compagno d’armi di suo fratello. L’annuncio di una simile fratellanza, anche se non di sangue, non poteva che ramificarsi in una redenzione per 81. Infatti, sarà tramite il soccorso, fino alla fine, di 7, che 81 redimerà il nome di suo fratello, di quel combattente che non era riuscito a salvare. 7 però verrà salvato, grazie alla grinta di 81, confermando che l’arma più letale è la ragione umana.

War Machine
La guerra non finisce mai

Conclusioni

Pur non essendo così originale, non erano affatto scontate la credibilità e la convinzione del protagonista. Queste due caratteristiche ci sono entrambe e portano Ritchson ad essere il perfetto erede di un certo filone cinematografico action. La sua prestanza fisica e anche il modo di recitare ricordano molto lo Schwarzenegger delle origini e anche tutta quella lunga serie di attori che l’hanno affiancato, da Stallone fino a Van Damme.

Ciò che fa davvero la differenza in questo film è tutta la parte sull’addestramento dei ranger. La profondità introspettiva del momento si discosta largamente dalla  classica superficialità dei film d’azione. War Machine si prende tutto il tempo necessario per partire e calare lo spettatore nell’azione esagitata. Prima di questo però sente la necessità di trasmettere la tenacia di 81, la sua forza e i suoi incubi, da cui non ha tempo neanche di riprendersi, perché la tromba del capitano suona e tutti si alzano nella camerata, pronti a partire. E di certo vale la pena alzarsi ed accendere la TV per visionare questo tutt’altro che banale o disprezzabile film di guerra futuristico.

War Machine
La macchina mortale

Cast e personaggi principali

Cosa molto innovativa è che nessuno sappia realmente come si chiamino i personaggi. Gli attori che interpretano i soldati sono tutti contrassegnati dal numero che è stato loro affidato dai ranger. Abbiamo allora Alan Ritchson, nel ruolo di 81, Stephan James in quello di 7 e molti altri che rivestono più che altro un ruolo di comparsa durante l’allenamento dei ranger. Gli unici ad avere un nome sono i sovraintendenti del corpo militare: Sheridan, interpretato da Dennis Quaid e Torres, con il volto di Esai Morales.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

War Machine è il film che maggiormente esalta le doti recitative di Alan Ritchson e anche se non è così originale la sceneggiatura e la messa in scena sono fattori che lo differenziano dalla spesso ricorrente povertà narrativa dei film d'azione più superficiali.

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