martedì, 19 Ottobre, 2021

Vacanze romane, un cult fiabesco

Vacanze romane (titolo originale Roman holiday) è un film del 1953 diretto da William Wyler e scritto da Dalton Trumbo, Ian McLellan Hunter, John Dighton. Si tratta di un classico che non è invecchiato di un giorno. Malgrado siano passati tantissimi anni dalla sua uscita, è un cult indimenticabile che ancora oggi gli spettatori di tutte le età ricordano.

Con il tempo, il film è diventato modelli per tanti altri. Sono stati fatti remake e storie a esso ispirate. La scena di Audrey Hepburn e Gregory Peck sulla Vespa è una delle immagini più famose della storia del cinema. Questa pellicola rimane ancora un modello e viene ancora trasmessa e apprezzata. La troviamo nella piattaforma Amazon Prime Video acquistandola a 2,99, ma su Amazon è anche disponibile il bluray.

Vacanze romane

Vacanze romane, la trama e i personaggi

Vacanze romane si ispira a una vera storia d’amore tra la principessa Margaret d’Inghilterra, sorella della regina Elisabetta II ed il colonnello Peter Townsend. Infatti, la vicenda racconta di Anna, una principessa di un paese che non viene specificato. Ella soffre profondamente per la sua condizione, piena di impegni e intrappolata nella sua vita. In visita a Roma, decide di fuggire, quando conosce un giornalista squattrinato che la riconosce malgrado lei non riveli chi sia.

Anna e Joe, allora, intraprendono insieme un viaggio alla scoperta delle meraviglie di Roma, con lei convinta che lui non sappia chi è, mentre in realtà il giornalista cerca uno scoop. Joe è interpretato da Gregory Peck, che malgrado sia morto ormai il 12 Giugno 2003 a 87 anni a causa di una broncopolmonite, è un attore immortale che ha recitato tra gli altri per Alfred Hitchcock. Questa performance sicuramente è una di quelle più famose e più amate anche dal pubblico femminile.

Il suo è un personaggio scritto in modo semplice ma particolare: Joe Bradley è fatto di silenzi, ammiccamenti, caratterizzato in modo peculiare dal talento di Gregory Peck, che lo incornicia con l’immancabile sopracciglio alzato, sfoggiato già nella sua prima scena in cui gioca a Poker Gregory Peck. Nei silenzi si ritrova un personaggio galante, un gentiluomo che pur accompagnando una principessa si rivela lui in primis un principe. Tuttavia non il principe ideale, che risolve magnificamente i problemi, bensì semplicemente un uomo comune, un personaggio straordinariamente umano.

D’altra parte, Audrey Hepburn interpreta una principessa disincantata e vera. L’espressività dei suoi occhi sempre accesi contrastava, del resto, con la minutezza del corpo finissimo e sottile, poiché accendono anche in questo film l’intera stanza. La principessa ha l’animo di una bambina alla scoperta del mondo, ma che sa che la fiaba non può durare per sempre.

Vacanze romane

Una commedia romantica diversa

La trama di Vacanze romane parte da un principio assai semplice: rovesciare una fiaba famosissima come quella di Cenerentola. Nella fiaba che tutti conosciamo una donna umile conosce un Principe che si innamora di lei e così diventa una Principessa. Invece qui essere una principessa non rappresenta il coronamento del sogno, ma praticamente l’incubo. Anna non scappa dal ballo a mezzanotte, ma sa invece di doverci ritornare.

I dialoghi stessi si muovono nella direzione di una fiaba rovesciata: non vi sono i cliché di una commedia romantica con frasi a effetto e perfette, ma nell’inganno perpetrato c’è la naturalezza degli sguardi e della sintonia tra i due attori. Celebre la scena girata presso la Bocca della verità, dove è noto che secondo la leggenda, mettendoci dentro la mano, essa verrebbe mangiata se si ha mentito.

Nel film, Joe fa uno scherzo ad Anna, ma secondo la tradizione la reazione di timore di Audrey Hepburn sarebbe del tutto naturale: Gregory Peck le avrebbe fatto uno scherzo facendole credere che la mano gli fosse rimasta davvero intrappolata dentro la Bocca.

Vacanze romane

L’influenza di Vacanze romane

Il film ha reso famosa Audrey Hepburn e le valse l’Oscar come miglior attrice protagonista. Il provino della Hepburn è famoso, poiché le fu detto che era concluso quando la cinepresa era ancora in azione, e fu la sua reazione spontanea senza copione a convincere Wyler a scritturarla. La pellicola fece anche ammirare ancora di più Roma e reso celebre la Vespa Piaggio, simbolo italiano. Vennero realizzati anche dei remake, in Italia uno dal titolo Innamorato pazzo con Adriano Celentano e Ornella Muti.

L’eco del film fu talmente potente che una delle commedie romantiche più apprezzate degli ultimi anni, Notting Hill, vi si ispira molto. A dividere i mondi dei due innamorati non c’è una responsabilità di governo, ma il mondo dello spettacolo: Julia Roberts interpreta un’attrice, mentre Hugh Grant un libraio. Il finale di Notting Hill è estremamente simile alla scena della conferenza di Anna nella fine del cult.

Il film è anche diventato un musical: nel 2012 a Minneapolis debutta la versione musicale con le canzoni di Cole Porter, di cui esiste anche una versione italiana che dal 2014 va in scena al Teatro Sistina di Roma, città a cui sarà inevitabilmente sempre legata questa pellicola.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni
Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e copywriter, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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