NewsTom Hanks apre a Toy Story 6, ma a una condizione

Tom Hanks apre a Toy Story 6, ma a una condizione

Tom Hanks è tornato a interpretare Woody in Toy Story 5, che ha fatto registrare il miglior debutto della storia del franchise, incassando 312 milioni di dollari nel mondo durante il weekend di apertura. Un successo che ha riacceso le speculazioni su un possibile Toy Story 6, nonostante la saga abbia ormai superato i trent’anni di vita.

Intervistato da Entertainment Weekly, Hanks ha spiegato che sarebbe disposto a tornare per un nuovo capitolo solo a una condizione: che il progetto abbia una vera ragione d’esistere. Secondo l’attore, un eventuale sesto film dovrebbe proporre una storia originale, affrontare temi significativi e offrire qualcosa di nuovo al pubblico, evitando di essere realizzato soltanto per il valore commerciale del marchio.

Tom Hanks ha però riconosciuto che la Disney potrebbe non avere necessariamente bisogno della sua presenza per riportare Woody sul grande schermo. Nel corso degli anni sono state registrate migliaia di battute del personaggio, materiale che l’intelligenza artificiale potrebbe utilizzare per ricrearne la voce e generare nuovi dialoghi.

La possibile ingerenza dell’intelligenza artificiale

“Ogni parola pronunciata in Toy Story esiste da qualche parte in formato digitale”, ha osservato l’attore, sottolineando come le nuove tecnologie rendano possibile creare contenuti sempre più realistici. Una prospettiva che Hanks e Tim Allen, storica voce di Buzz Lightyear, considerano piuttosto inquietante. Già nel 2023, durante un’intervista al podcast The Adam Buxton Podcast, Hanks aveva riflettuto sull’impatto dell’intelligenza artificiale e dei deepfake nel mondo dello spettacolo.

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L’attore ha ricordato come Polar Express del 2004 rappresentò uno dei primi esempi di digitalizzazione avanzata degli interpreti, anticipando sviluppi che oggi sono diventati realtà. Secondo Hanks, le tecnologie attuali consentono di ricreare un attore a qualsiasi età e persino di continuare a utilizzare la sua immagine dopo la morte.
Per questo motivo, ha evidenziato che la questione non riguarda soltanto l’aspetto artistico, ma anche quello legale ed etico. Distinguere una performance autentica da una generata artificialmente potrebbe infatti diventare sempre più difficile negli anni a venire.

Alberto Bajardi
Alberto Bajardi
Nato su quel ramo del Lago di Como dove Hitchcock girò la sua opera prima, si iscrive a giurisprudenza ispirato da La parola ai giurati, ma si ritrova a disertare le lezioni come Antoine Doinel, attratto dai matinée delle sale milanesi. Laureatosi al DAMS per non sentirsi più in colpa, ama il cinema senza distinzione di generi e cerca in un film nient'altro che emozioni autentiche, siano esse nei più acuti ritratti umani di Cassavetes o nei più viscerali horror di Cronenberg.

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