C’è un momento nella vita di ogni artista in cui la passione si scontra con l’ansia del tempo che passa. Tick, Tick… Boom! (2021), debutto alla regia cinematografica di Lin-Manuel Miranda, racconta proprio questo: il conto alla rovescia di un giovane compositore che teme di non farcela, di non riuscire a lasciare un segno, prima che sia troppo tardi.
Tratto dall’omonimo musical autobiografico di Jonathan Larson, il film è un omaggio alla vocazione artistica, ma anche una riflessione toccante sul senso di urgenza, sulla paura del fallimento e sull’energia vitale che nasce proprio da quella paura. A interpretare Larson c’è uno straordinario Andrew Garfield, in una delle sue prove attoriali più intense e complete.

Trama
New York, 1990. Jonathan Larson ha 29 anni, lavora come cameriere in un diner e sogna di sfondare a Broadway. Da otto anni lavora a Superbia, il musical che dovrebbe cambiargli la vita. Finalmente è arrivato il momento cruciale: un workshop con produttori e potenziali investitori, ma mentre la scadenza si avvicina, tutto intorno a lui sembra crollare.
La sua fidanzata Susan (Alexandra Shipp) è stanca di aspettare e vorrebbe trasferirsi fuori città. Il suo migliore amico Michael ha abbandonato i sogni per un lavoro ben pagato nel marketing. Intorno a lui, intanto, la crisi dell’AIDS miete vittime tra amici e colleghi. Jonathan sente il tempo che scorre, che ticchetta come una bomba a orologeria. E se non ce la facesse? Se non bastasse il talento? Se stesse sprecando gli anni migliori?
Il film alterna scene della vita quotidiana a momenti musicali e teatrali, ricreando il format del monologo musicale da cui è tratto, e restituendo la frammentazione interiore di un giovane uomo che lotta per trasformare l’urgenza in creazione.

Tick, Tick… Boom! – Recensione
Lin-Manuel Miranda – (che ha curato le musiche di film d’animazione come Encanto, Mufasa- Il Re Leone e Oceania) – dimostra un rispetto profondo per la materia che mette in scena. Con uno stile narrativo dinamico e stratificato, riesce a tenere insieme biopic, musical e ritratto generazionale, costruendo una pellicola emotivamente sincera e musicalmente potente.
La regia mescola realismo e teatralità: i momenti di performance sono perfettamente integrati alla narrazione, mai posticci o forzati. Ogni brano è parte del racconto, un’estensione delle emozioni e dei conflitti del protagonista. E proprio questo equilibrio tra introspezione e spettacolo rende Tick, Tick… Boom! qualcosa di più di un semplice musical: è un’ode al gesto creativo come atto di resistenza, come scelta di vita.
Il film evita la retorica facile, non mitizza il protagonista, ma lo mostra nei suoi dubbi, nei suoi errori, nella sua fragilità. Jonathan è idealista, ossessivo, a volte egoista, ma sempre mosso da una forza autentica, disperata e generosa. E il film riesce a restituire tutta la sua complessità con leggerezza, commozione e ironia.
Un aspetto particolarmente riuscito è la capacità di parlare a più livelli: Tick, Tick… Boom! coinvolge chi conosce già la storia di Jonathan Larson, ma colpisce anche chi si avvicina per la prima volta al suo nome. È una narrazione che abbraccia temi universali — il tempo che passa, la paura di non riuscire, il valore della vocazione — senza mai perdere di vista la concretezza dei dettagli: un appartamento fatiscente, un assegno che non basta, una telefonata attesa troppo a lungo.
La regia di Miranda mostra consapevolezza e passione: ogni scelta visiva, dalla fotografia alla scenografia, è al servizio della narrazione emotiva. I riferimenti al teatro musicale classico e contemporaneo sono numerosi ma mai pedanti, e anzi contribuiscono a creare un dialogo tra generazioni di artisti.

Cast
Al centro di tutto c’è la performance monumentale di Andrew Garfield (The Amazing Spider-man, We Live In Time). Attore già noto per la sua versatilità, qui supera ogni aspettativa: canta, balla, ride, piange, esplode e implode in una continua altalena emotiva che non lascia mai indifferenti. Garfield ha imparato a cantare per il ruolo, ma ciò che colpisce davvero è come riesca a comunicare con ogni parte del corpo, rendendo Jonathan un personaggio vivo, tridimensionale, profondamente umano.
Accanto a lui spiccano Robin de Jesús nel ruolo di Michael, l’amico che rappresenta una possibile via alternativa alla precarietà dell’arte, e Alexandra Shipp (Barbie, Tutti Tranne Te) in quello di Susan, la compagna divisa tra amore e desiderio di stabilità. Entrambi offrono interpretazioni sincere e misurate, contribuendo a rendere il mondo di Jonathan credibile e toccante.
Da segnalare anche Bradley Whitford nei panni di Stephen Sondheim, mentore silenzioso ma fondamentale nella vita di Larson. Un’interpretazione breve ma intensa, che cattura lo spirito discreto e incoraggiante del grande compositore.

Conclusione e riconoscimenti
Tick, Tick… Boom! (disponibile su Netflix) è più di un film musicale. È un racconto universale su ciò che significa avere un sogno, inseguirlo a ogni costo, convivere con la paura di fallire e, al tempo stesso, trovare nella creazione un modo per resistere al tempo che passa.
È anche una lettera d’amore a Jonathan Larson, morto tragicamente a 35 anni proprio il giorno della prima di Rent. La sua eredità vive non solo nelle sue opere, ma in ogni artista che ha sentito sulla pelle il ticchettio del tempo e ha scelto comunque di creare.
Il film è stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico. Andrew Garfield ha vinto il Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale, ed è stato candidato all’Oscar per la sua interpretazione. La pellicola ha ricevuto nomination ai BAFTA, ai Critics’ Choice Awards, ai Satellite Awards e ha rilanciato l’interesse per l’opera di Larson, portandolo a una nuova generazione.
In definitiva, Tick, Tick… Boom! è un film che vibra di vita, musica e urgenza. Un inno a chi crea senza certezze, solo con l’istinto che il tempo va usato, prima che esploda.
