NewsThe Social Reckoning: perché Eisenberg ha detto no

The Social Reckoning: perché Eisenberg ha detto no

Il primo trailer di The Social Reckoning, atteso sequel di The Social Network, ha finalmente offerto al pubblico un primo sguardo a Jeremy Strong nei panni di Mark Zuckerberg. Il nuovo film segna il ritorno di Aaron Sorkin all’universo narrativo che nel 2010 gli valse l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, questa volta però con un doppio ruolo: oltre a firmare lo script, il cineasta assume anche la regia, raccogliendo l’eredità di David Fincher.

Prima di affidare il ruolo del fondatore di Facebook a Strong, Sorkin aveva tentato di riportare nel progetto Jesse Eisenberg, protagonista del film originale e candidato all’Oscar grazie alla sua interpretazione di Zuckerberg. In una recente intervista a Vanity Fair, il regista e sceneggiatore ha raccontato di aver cercato per diversi giorni di convincere l’attore a tornare nel franchise. Secondo Sorkin, Eisenberg riteneva che il personaggio fosse ormai strettamente legato alla sua carriera, ma non desiderava più essere associato pubblicamente alla figura del fondatore di Facebook.

La scelta di Jeremy Strong è maturata quasi per caso. Come raccontato da Vanity Fair, durante il party degli Oscar del 2025 organizzato dalla rivista, Sorkin parlò separatamente sia con Eisenberg sia con Strong del progetto. In quell’occasione, l’attore di Succession manifestò il proprio interesse per il ruolo qualora Eisenberg avesse deciso di non partecipare al film.

Le perplessità dell’interprete originale erano già emerse pubblicamente. Nel corso di un’intervista concessa alla BBC l’anno scorso, Eisenberg aveva spiegato di non seguire le vicende personali e professionali di Zuckerberg e di preferire non essere associato alla sua immagine. L’attore aveva inoltre criticato alcune decisioni attribuite alla gestione di Meta, citando temi come la moderazione dei contenuti, la verifica dei fatti e la diffusione della disinformazione online.

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Il plot di The Social Reckoning

A differenza del primo capitolo, che raccontava la nascita di Facebook e le tensioni interne che accompagnarono la crescita della piattaforma, The Social Reckoning sposta il proprio focus sugli anni più recenti e sulle controversie che hanno investito il colosso tecnologico. Al centro della narrazione troviamo Frances Haugen, interpretata da Mikey Madison, l’ex dipendente che rese pubblici migliaia di documenti interni dell’azienda, e il giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz, interpretato da Jeremy Allen White.

Il film ricostruisce il lavoro investigativo che portò alla pubblicazione dei cosiddetti “Facebook Files”, la serie di inchieste che nel 2021 mise in luce le ricerche interne dell’azienda sugli effetti dei social media sugli adolescenti, oltre alle problematiche legate alla diffusione della disinformazione e dei contenuti politici estremi. Con questo nuovo capitolo, Sorkin sembra intenzionato ad ampliare il discorso iniziato con The Social Network, trasformando il racconto dell’ascesa di Facebook in una riflessione più ampia sul potere, la responsabilità e l’impatto sociale delle grandi piattaforme tecnologiche.

Alberto Bajardi
Alberto Bajardi
Nato su quel ramo del Lago di Como dove Hitchcock girò la sua opera prima, si iscrive a giurisprudenza ispirato da La parola ai giurati, ma si ritrova a disertare le lezioni come Antoine Doinel, attratto dai matinée delle sale milanesi. Laureatosi al DAMS per non sentirsi più in colpa, ama il cinema senza distinzione di generi e cerca in un film nient'altro che emozioni autentiche, siano esse nei più acuti ritratti umani di Cassavetes o nei più viscerali horror di Cronenberg.

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