HomeFestival di VeneziaThe Killer di David Fincher, la recensione

The Killer di David Fincher, la recensione

-

The Killer è il nuovo attesissimo film di David Fincher. In Concorso al festival di Venezia, arriva nelle sale italiane dal 27 ottobre, per poi essere distribuito sulla piattaforma Netflix. Il protagonista Michael Fassbender si prende tutta la scena, accompagnato per un breve frangente da Tilda Swinton. La musica del consolidato Trent Reznor in coppia con Atticus Ross, scandisce le immagini adrenaliche che compaiono sullo schermo. La pellicola è tratta da una graphic novel del 1998 scritta da Alexis Nolent e disegnata da Luc Jacamon.

The Killer, trama

Un Killer dal sangue freddo, svolge al meglio la sua professione, di omicida metodico. Una sera, durante il suo lavoro, sbaglia un colpo da cecchino. L’episodio si ripercuote sulla sua psiche, fin tanto che incomincia a girare il mondo nel tentativo di portare a segno la sua missione. Il prezzo da pagare è la sua salute mentale, che peggiora di volta in volta, portandolo a commetere una serie di omicidi violenti e brutali.

The Killer

The Killer, recensione

David Fincher è un maestro moderno del cinema thriller, con film indimenticabili, che hanno fatto letteralmente scuola di cinema. Seven o Zodiac sono alcune punte di diamante della sua vasta filmografia, che tocca anche capolavori contemporanei come The Social Network. Un regista che ha regalato al mondo diverse perle da commemorare e che lo celebrano tra gli autori più influenti della sua generazione. La sua capacità di unire l’elemento drammatico a quello più angosciante, lo ha reso estremamente apprezzato, riuscendo ad avere un grosso impatto, anche nei confronti di un pubblico più giovanile.

The Killer, il suo dodicesimo film in oltre trent’anni di carriera, mantiene quegli aspetti che lo rendono celebre. Stiamo parlando di una buona suspense nei momenti salienti e di una fotografia che richiama i suoi precedenti lavori. Le tonalità di colori si alternando dalle sfumature di giallo a quelle di verde, passando per il blu, che richiama le ambientazioni notturne. L’impegno svolto dal comparto di fotografia si dimostra il più riuscito, creando un ottimo prodotto visivo, che oramai si manifesta come la firma del regista.

The Killer

Ottima operazione è stata realizzata anche dagli altri reparti, dalla cura del suono a quello del montaggio, di notevole livello. Il montatore Baxter, da anni collaboratore assiduo di Fincher, è due volte premio Oscar, per due precedenti progetti realizzati assieme, di cui uno è Millenium – uomini che odiano le donne. La parte tecnica è quindi il tassello vincente di The Killer, in cui emerge con forza la professionalità svolta da ciascun membro del team, estremamente competenti nel loro mestiere. La colonna sonora si dimostra un ottimo supporto alle immagini che vediamo, in grado di suscitare quell’atmosfera cupa e ombrosa, che circoscrivono generalmente le opere dell’artista statunitense.

Passando ad analizzare la regia di David Fincher, purtroppo non si impone come dovrebbe. Le inquadrature e i movimenti di macchina non aggiungono niente di nuovo per la carriera del regista, che questa volta sembra limitarsi a ciò che ha sempre fatto e nulla più. Si percepisce una mancanza di impulso artistico e il risultato è una certa monotonia di immagine. La regia è abbastanza piatta e scialba e non rende giustizia alla sua figura. Considerando che il prodotto è marchiato Netflix, si ha l’impressione che il regista si sia allineato alla merce comune che solitamente si osserva sulla piattaforma streaming.

The Killer

Per quanto riguarda la sceneggiatura, la storia risulta decisamente debole. L’interpretazione di Fassbinder si conferma già vista in altri prodotti della stessa sostanza. Il killer solitario e freddo è un personaggio che è stato ampiamente sfruttato dalla settima arte. Si assiste a una ripetizione degli stessi eventi di un qualsiasi altro film con un assassino. Vige una carenza di idee, alla base della struttura narrativa e una scarsità di originalità generale, per quanto poi il prodotto si presenti decisamente dinamico nel suo svolgimento.

Un punto più favorevole può essere sentire il pensiero del protagonista, che in alcuni passaggi risulta anche divertente per come commenta alcune dinamiche. Rimane il fatto che The Killer presenta una scrittura poco innovativa e si ha l’impressione che durante lo sviluppo della vicenda perda il proprio focus e risulti per questo abbastanza confusionario. Sicuramente un passo falso per David Fincher, rispetto a tutto quello realizzato in passato. Uno dei suoi capitoli meno riusciti sotto questo punto di vista.

The Killer

In conclusione

La trama è quindi poco delineata e la narrazione si perde durante la traiettoria. Le interpretazioni non riescono a colmare il vuoto di scrittura. Tilda Swinton è sempre molto brava ma qui è marginata a un ruolo troppo piccolo, che non le concede il giusto spazio. Il lato tecnico è invece il punto di forza della storia, con la spettacolarizzazione delle scene più dinamiche a fare da padrone. Fincher mette, a livello di massima, poco della sua creatività e realizza un prodotto d’azione come molti altri in circolazione. Il suo genio affiora leggermente, specialmente nello stile visivo, grazie soprattutto a una buona fotografia. Il ritmo tiene per buona parte di tempo ma a causa del debole copione, si sgonfia via via.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Fincher realizza uno dei lavori meno stimolanti della sua carriera. L'interpretazione di Fassbender non riesce a colmare le lacune del progetto, in particolare la mancanza di idee originali alla base della storia.
Giovanni Veverga
Giovanni Veverga
Amo gli autori che vogliono e sanno come raccontare una storia in grado di affascinare lo spettatore.

ULTIMI ARTICOLI

Fincher realizza uno dei lavori meno stimolanti della sua carriera. L'interpretazione di Fassbender non riesce a colmare le lacune del progetto, in particolare la mancanza di idee originali alla base della storia.The Killer di David Fincher, la recensione