NetflixThe Gentlemen 2: Guy Ritchie porta il gangster movie in Italia

The Gentlemen 2: Guy Ritchie porta il gangster movie in Italia

The Gentlemen torna con una seconda stagione che conferma quanto Guy Ritchie continui a trovarsi perfettamente a proprio agio nel gangster movie. Partendo dall’universo dell’omonimo film del 2019, la serie Netflix non ha mai cercato realmente di reinventare il genere, preferendo lavorare su tutto ciò che negli anni ha reso immediatamente riconoscibile il cinema del regista britannico: criminali eccentrici, aristocratici, dialoghi serrati, violenza improvvisa e un’eleganza visiva che accompagna anche le situazioni più assurde.

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È proprio questa consapevolezza a rendere ancora piacevole The Gentlemen. Non c’è la volontà di attribuire al racconto una complessità che non gli appartiene, quanto quella di costruire un prodotto fresco, ben scritto e soprattutto divertente. La seconda stagione parte da queste basi e decide di allargare il proprio universo, spostando parte dell’azione fuori dall’Inghilterra e trovando nell’Italia uno dei suoi elementi più interessanti.

The Gentlemen

The Gentlemen : La trama

Dopo gli eventi della prima stagione, Eddie Horniman non è più l’uomo trascinato quasi contro la propria volontà nell’impero criminale della famiglia Glass. Il rapporto con quel mondo è cambiato: ora ne conosce le regole e sembra aver iniziato persino a divertirsi nel giocare secondo esse.

Insieme a Susie Glass, Eddie cerca quindi di espandere gli affari oltre i confini britannici. Il progetto porta i due anche in Italia, dove entrano in contatto con un nuovo ecosistema fatto ancora una volta di criminalità, denaro e aristocrazia.

The Gentlemen

Qui incontrano Marco Moretti, boss interpretato da Sergio Castellitto, Bella, aristocratica italiana interpretata da Benedetta Porcaroli, e Cico Maldini, interpretato da Michele Morrone. Il cambio di ambientazione permette alla serie di ampliare il proprio mondo senza modificare radicalmente la formula costruita nella prima stagione.

The Gentlemen: La recensione

È proprio l’Italia a rappresentare una delle intuizioni più riuscite della nuova stagione. Ritchie sposta parte del suo immaginario fuori dalle tenute britanniche e utilizza ville, laghi e paesaggi italiani come nuovo terreno sul quale far muovere i suoi personaggi. Non cambia realmente il linguaggio della serie, ma cambia ciò che lo circonda.

Il contrasto tra aristocrazia britannica e italiana, così come quello tra due immaginari criminali differenti, diventa così un modo intelligente per dare maggiore respiro al racconto. The Gentlemen continua a essere riconoscibile in ogni momento, ma evita almeno in parte la sensazione di trovarsi davanti a una semplice ripetizione della prima stagione.

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Rimangono il montaggio rapido, l’attenzione quasi ossessiva per abiti, automobili e ambientazioni, ma soprattutto quella capacità di Ritchie di costruire personaggi sopra le righe senza trasformare completamente il racconto in una parodia. Il suo gangster movie vive da sempre su questo confine: può diventare assurdo, grottesco e improvvisamente violento, mantenendo però una propria eleganza.

Da questo punto di vista la serialità sembra adattarsi particolarmente bene al suo cinema. Gli otto episodi permettono infatti alle diverse sottotrame di respirare e ai personaggi secondari di ritagliarsi il proprio spazio, pur mantenendo un ritmo generalmente sostenuto.

Non tutto possiede la stessa efficacia e alcuni passaggi risultano inevitabilmente più deboli di altri. Eppure The Gentlemen non perde mai completamente la propria capacità di intrattenere. È una serie che conosce molto bene il proprio pubblico e, soprattutto, conosce perfettamente il tipo di racconto che vuole costruire.

Il cast

A tenere insieme gran parte della stagione rimane la coppia formata da Theo James e Kaya Scodelario. I loro Eddie e Susie continuano a funzionare soprattutto grazie alla tensione costante che attraversa il loro rapporto. Collaborano, si studiano, si sfidano e sembrano continuamente oscillare tra fiducia e diffidenza.

James accompagna bene la trasformazione di Eddie. Se nella prima stagione il personaggio doveva ancora comprendere le dinamiche dell’universo criminale nel quale era entrato, ora appare decisamente più consapevole e disposto a sporcarsi le mani. Scodelario, invece, mantiene in Susie quella freddezza necessaria a bilanciare l’evoluzione del protagonista.

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Più discontinuo risulta l’inserimento di alcune delle nuove presenze italiane. Castellitto si muove con naturalezza nell’eleganza criminale della serie, mentre Porcaroli trova in Bella un personaggio interessante proprio per il rapporto tra appartenenza aristocratica e vicinanza al mondo criminale.

Più complesso è il discorso legato a Morrone. Cico nasce già come un personaggio sopra le righe e questo permette alla recitazione particolarmente caricata dell’attore di trovare, in alcuni momenti, una dimensione adatta all’universo di Ritchie. In altri passaggi, però, la stessa esasperazione rischia di superare il personaggio. La performance diventa allora troppo evidente e Cico si avvicina maggiormente alla caricatura.

Non si tratta di un elemento capace di compromettere la stagione, ma evidenzia una certa distanza tra l’equilibrio ormai raggiunto dal cast originale e alcune delle nuove aggiunte.

In conclusione

Alla seconda stagione The Gentlemen continua quindi a fare ciò che sa fare meglio. Non prova a trasformare il gangster movie e non cerca una profondità che rischierebbe soltanto di appesantire il racconto. Preferisce divertirsi con le sue regole, esasperarle e vestirle con quell’eleganza che Ritchie continua a maneggiare con estrema naturalezza.

The Gentlemen

L’espansione verso l’Italia rappresenta la principale ventata d’aria fresca, sia dal punto di vista narrativo sia da quello visivo. Non tutte le nuove presenze raggiungono però l’equilibrio del cast originale e proprio le interpretazioni rappresentano uno degli aspetti più discontinui della stagione.

Rimangono comunque il ritmo, l’ironia, la violenza improvvisa e soprattutto il piacere evidente con cui Ritchie continua a raccontare questo mondo. Forse la qualità più interessante di The Gentlemen sta proprio nella sua mancanza di pretese: sa perfettamente cosa vuole essere e non prova mai a nasconderlo. Un gangster movie elegante, assurdo e soprattutto divertente, capace ancora una volta di trascinare lo spettatore all’interno del proprio gioco.

Il trailer della serie

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

In The Gentlemen si percepisce una ricca raffinatezza e intelligenza che lo mantengono vibrante di entusiasmo e brio, intriso dello stile visivo impeccabile di Ritchie, il quale detta ritmo e tempistica con la precisione di un maestro d'orchestra.
Stefano Scozzari
Stefano Scozzari
Vivo il cinema sia sul set che attraverso la scrittura. Mi interessano le storie, gli autori e ciò che si nasconde dietro un’immagine. Amo i film che continuano a lavorarti dentro anche dopo i titoli di coda. È da lì che nasce la mia voglia di scrivere di cinema e di comprenderlo sempre un po’ di più.

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