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The Dreamers: il ritorno nelle sale di Bertolucci

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Tornato recentemente nelle sale italiane in versione restaurata, The Dreamers di Bernardo Bertolucci racconta di un menage a trois nel 1968. Ed è precisamente il caldo (per l’atmosfera) maggio francese a fare da sfondo a questa pellicola complessa e stratificata. Come in Ultimo Tango a Parigi, è proprio la capitale parigina il luogo dove viene narrata la storia di tre giovani appassionati di cinema, ovvero Matthew e i gemelli Isabelle e Theo.

Il loro incontro casuale scatena un’intensa relazione che mescola amicizia, sessualità e soprattutto passione per il cinema. Nel mezzo, i tumultuosi cambiamenti politici e sociali avvenuti in Francia, che poi si sarebbero estesi a tutto il globo. La guerra del Vietnam e le rivolte studentesche forniscono una cornice significativa per le vicende dei protagonisti, influenzati da dinamiche relazionali nella percezione della libertà.

The Dreamers: il cast

The Dreamers è basato sul romanzo di Gilbert Adair (quì anche come sceneggiatore) e diretto da Bernardo Bertolucci. Ad interpretare i tre protagonisti, all’epoca (il 2003) in stato di grazia, vi erano Michael Pitt (Matthew), Eva Green (Isabelle), e Louis Garrel (Theo). Completano il cast Jean-Pierre Leaud (sè stesso), Jean-Pierre Kalfon (sè stesso), Florian Cadiou (Patrick), Robin Renucci (padre), Anne Chancellor (madre).

Eva Green

The Dreamers: trama e recensione

Parigi, maggio 1968. I gemelli Isabelle e Theo restano soli nel loro appartamento, dopo che i loro genitori sono partiti per le vacanze. Casualmente, fanno conoscenza alla Cinematheque Francoise di un americano, Matthew. La loro conoscenza diventa via via sempre più sorprendente ed estrema, dopo che i tre decidono di chiudersi in casa. Sullo sfondo i moti sociali e politici di quel periodo caldo.

La passione cinematografica è evidente in ogni singolo fotogramma di The Dreamers, e Bertolucci riesce a dosare perfettamente quest’atmosfera onirica che riflette la natura surreale delle esperienze dei suoi protagonisti. Infatti, la regia presenta uno stile visivo coinvolgente con inquadrature suggestive e movimenti di macchina complessi.

Il citazionismo continuo di film classici è un elemento chiave, e questo sottolinea la connessione tra la vita e il cinema, di cui la pellicola è costantemente pervasa. La settima arte viene esplorata come mezzo di fuga dalla realtà. I suoi protagonisti vivono in un mondo immaginario alimentato dalla loro stessa passione per i film.

Louis Garrel The Dreamers

Non solo cinema, ma anche la ricerca della propria identità in The Dreamers

La ribellione verso le convenzioni sociali, ma soprattutto verso la società dell’epoca è testimoniata dalle scelte radicali dei suoi personaggi. Tanto spregiudicati e senza limiti appaiono Isabelle e Theo nel loro indugiare sicuro verso la fame di vita, tanto apparentemente insicuro e timido è Matthew.

In modo provocatorio viene affrontata la sessualità, la sfida verso i tabù sociali connaturata soprattutto dalla relazione incestuosa fra i due gemelli. Essa stessa rappresenta una metafora di chiusura al mondo esterno attraverso l’intensità delle loro connessioni. Proprio il personaggio di Matthew funge da occhi per lo spettatore, introducendolo in questo mondo intenso e complicato rappresentato da Isabelle e Theo.

La sua trasformazione e crescita durante il film, rappresenta un riflesso degli impatti emotivi e psicologici delle relazioni che intraprende. I gemelli incarnano la gioventù ribelle degli anni ’60, e la loro relazione ambigua aggiunge complessità alla trama. Ciò pone domande sulla natura dei legami umani e delle esperienze condivise.

Il film è ricco di simbolismi, dai richiami costanti al cinema classico alla scelta dei luoghi iconici di Parigi. Il simbolismo contribuisce a stratificare il significato del film, permettendo interpretazioni diverse da parte degli spettatori. La rappresentazione aperta della sessualità e l’incesto possono inn un certo senso suscitare controversie. Ma tali elementi contribuiscono a enfatizzare la sfida del film alle norme sociali e al suo desiderio di esplorare territori inesplorati.

Michael Pitt The Dreamers

La storia del maggio francese e del suo senso di ribellione

Il Maggio Francese del 1968 è stato un periodo di intensi movimenti sociali, proteste e rivolte che hanno avuto luogo in Francia durante la primavera di quell’anno. Questo periodo è stato caratterizzato da una serie di eventi che hanno coinvolto principalmente studenti universitari, ma si è esteso anche ad altri settori della società francese.

L’innesco principale delle proteste fu proprio il malcontento studentesco nei confronti del sistema educativo e della società in generale. Gli studenti criticavano l’autoritarismo nelle università, il conservatorismo sociale e le restrizioni politiche. La scintilla che ha dato inizio al movimento è stata la protesta degli studenti dell’Università di Nanterre contro la segregazione di genere nei dormitori. La polizia intervenne brutalmente, scatenando una serie di manifestazioni di solidarietà in altre università.

Le proteste coinvolsero anche lavoratori di diverse categorie professionali, portando a uno sciopero generale che paralizzò il paese. Le fabbriche vennero occupate, le strade furono bloccate e la Francia sembrava sull’orlo di una rivoluzione. I manifestanti esibivano slogan come “Siate realisti, chiedete l’impossibile” e “Siamo tutti dei e dee”. La cultura giovanile e la contestazione al conformismo divennero parte integrante del movimento.

Louvre

La critica alle istituzioni

Il film critica implicitamente le istituzioni sociali, politiche e familiari. L’appartamento in cui i protagonisti trascorrono gran parte del tempo funge da microcosmo, isolando i personaggi dalle convenzioni esterne e mettendo in discussione le norme sociali. Infatti il personaggio di Theo sembra in un certo senso simile o una versione giovanile del Paul di Marlon Brando in Ultimo Tango a Parigi.

Infatti anche lì vi era un appartamento parigino, ma i protagonisti erano solo due, ma non avevano a che fare con lo sfondo storico dell’epoca. Theo prende da Paul il senso di spregiudicatezza e sicurezza, soprattutto per la capacità di voler sottomettere chi non ritiene all’altezza delle sue pulsioni.

La scena della corsa nel Louvre è uno dei momenti memorabili di The Dreamers di Bernardo Bertolucci. Questo momento avviene quando i tre protagonisti decidono di fare una corsa notturna all’interno del Museo del Louvre.

La scena inizia con una sensazione di eccitazione e libertà. I tre giovani entrano nel museo, che è chiuso al pubblico, e iniziano la loro avventura notturna tra le opere d’arte. Questa scena è carica di simbolismo, poiché rappresenta la ribellione giovanile e la sfida alle convenzioni sociali.

Durante questa corsa, i protagonisti sembrano dimenticare le barriere sociali e culturali, immergendosi completamente nell’esperienza. La scena sottolinea la loro connessione profonda e la condivisione di una passione per il cinema e l’arte, unendo il loro destino in un momento di intensa condivisione.

Questa sequenza è un esempio di come Bertolucci mescoli la realtà e la finzione cinematografica nel suo film. Il Louvre diventa un luogo simbolico, un palcoscenico per l’espressione della ribellione e della ricerca di libertà da parte dei giovani protagonisti, offrendo uno sguardo più intimo sulla loro connessione e sulla loro esperienza di vivere al di fuori delle norme convenzionali.

The Dreamers ending

Conclusioni

Bertolucci evita una rappresentazione semplicistica del ’68, riconoscendo la complessità dei cambiamenti sociali e culturali. La sua narrazione aperta e il tono ambiguo permettono agli spettatori di riflettere su diverse interpretazioni della rivoluzione e dei suoi impatti. Per il ruolo di Matthew, il regista aveva preso in considerazione due altri attori celebri: Leonardo Di Caprio e Jake Gyllenhaal.

Per motivi diversi, alla fine la scelta è caduta sullo sconosciuto (all’epoca) Michael Pitt. Il cineasta non offre una rappresentazione convenzionale e storica del’68, ma piuttosto una riflessione sulla sua influenza su un gruppo specifico di giovani. La sua attenzione alla psicologia dei personaggi, la relazione con il cinema e la sessualità, fa emergere una visione più intima e soggettiva di questo periodo storico rivoluzionario.

In conclusione, The Dreamers è un film che si presta a molteplici interpretazioni. La sua complessità, sia visiva che narrativa, lo rende un’opera d’arte cinematografica che stimola la riflessione sulla natura umana, la gioventù, la ribellione e l’arte cinematografica stessa.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

"The Dreamers" esplora un legame a tre sullo sfondo del maggio francese nel 1968 a Parigi, dove sessualità e passione per il cinema si intrecciano irrimediabilmente. Presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia del 2003, il film di Bertolucci torna nelle sale restaurato in 4K.
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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