The Clovehitch Killer è un film thriller americano del 2018, diretto da Duncan Skiles al suo debutto alla regia e scritto da Christopher Ford (Clown, Cop Car, Spider-Man: Homecoming, Chaos Walking, Star Wars: Skeleton Crew). Il cast del film comprende Dylan McDermott (The Practice, Dark Blue, American Horror Story, Twister, Fiori d’acciaio, ecc.), Charlie Plummer (Boardwalk Empire – L’impero del crimine, King Jack, Tutti i soldi del mondo, ecc.), Samantha Mathis (Super Mario Bros., Quella cosa chiamata amore, Piccole donne, The Punisher, Salem’s Lot, ecc.) e Madisen Beaty (Il curioso caso di Benjamin Button, The Master, C’era una volta a… Hollywood, ecc.).
Il film è ispirato alla figura e alla storia del serial killer Dennis Rader.
The Clovehitch Killer è diviso in tre atti: l’interrogatorio del figlio, la vita del padre e poi la risoluzione, che è dove il film prende una brusca svolta verso la fantasia e si allontana dal realismo degli atti precedenti. La trama è accattivante perché unisce veri drammi criminali con una svolta sarcastica sul fascino della cultura popolare per i detective adolescenti che risolvono casi che gli adulti non riescono a risolvere.

The Clovehitch Killer: la trama
Il film è ambientato in una cittadina del Kentucky ancora infestata da un’ondata di omicidi seriali avvenuti più di un decennio prima.
L’assassino, soprannominato Clovehitch Killer per i nodi che lasciava come biglietto da visita, non è mai stato catturato, ma i suoi omicidi sono cessati bruscamente anni fa. Charlie Plummer interpreta Tyler, un bravo ragazzo e un devoto boy scout nella truppa guidata da suo padre, Don (Dylan McDermott, quasi irriconoscibile ma non così tanto da non essere del tutto inquietante vederlo in questo contesto).
All’inizio del film, Tyler prende in prestito il camioncino di suo padre per portare fuori una ragazza e, mentre si divertono, lei trova una foto accartocciata sotto il sedile di una donna con un bavaglio a palla. È inorridita, ma non più di Tyler. Mentre lei va in giro a raccontare alla loro comunità profondamente cristiana e conservatrice che peccatore perverso è, Tyler inizia a curiosare nel capanno degli attrezzi di suo padre, ansioso di scoprire cos’altro gli ha nascosto. Ostracizzato dai suoi amici, fa squadra con Kassi (Madisen Beaty), una ragazza che è ossessionata dal caso Clovehitch.

The Clovehitch Killer: la recensione
The Clovehitch Killer è un film inquietante su un’idea inquietante, quella parassitaria che si insinua nel condotto uditivo e ne divora la materia cerebrale.
Il film, una specie di racconto horror domestico, inizia con una premessa stereotipata da incubo — e se mio padre fosse il famigerato serial killer che terrorizza la mia città? — ma riceve una voce piuttosto efficace. È indicativo di come il personaggio del padre sia immediatamente sospettato, come se il figlio non avesse bisogno di prove per iniziare a chiedersi se suo padre uccida le donne per divertimento. Lo stesso vale anche per noi come pubblico, ma al film di Skiles non importa tanto se pensi di sapere come va a finire, anche se hai ragione. Si tratta solo di girare il coltello nella piaga nel processo di conferma di quelle paure.
The Clovehitch Killer è apparentemente incentrato su un’indagine, ma il sottotesto è come la cultura cristiana patologizzi lo sviluppo normale degli adolescenti, in particolare la sessualità, mentre fornisce copertura e rafforza l’autorità dei predatori. Tyler prova un’indignazione implicita per il fatto di essere gravato dal peso dello stigma del padre. Arresta il suo sviluppo e frustra i suoi desideri. Deve obbedire in silenzio e tollerare di ricevere istruzioni dall’ultima persona che dovrebbe essere investita di quei doveri.

Il film è dominato dalla comunicazione interrotta. Quando Tyler parla, le persone lo interrompono, presumono di sapere cosa sta per dire o lo accusano apertamente di parlare in malafede. Scopre rapidamente che la sua comunità è inospitale e non può contare sulla famiglia, sugli amici o sui leader. La comunità è una specie di prigione per gli innocenti.
Il cast fa la differenza
Il cast di The Clovehitch Killer è guidato dal giovane Charlie Plummer nel ruolo di Tyler che interpreta bene la parte di un adolescente che scopre che la vita non è come pensava e che potrebbe dover prendere in mano la situazione. Il suo arco narrativo da ragazzo timido all’inizio e più assertivo alla fine è interessante da guardare e Plummer gli conferisce una dimensione.
Interpretando suo padre, il presunto assassino è un Dylan McDermott quasi irriconoscibile che scompare nella sua parte e lo interpreta apparentemente diretto all’inizio e poi, man mano che si rivela di più, il suo approccio diretto diventa sospettoso e perfetto per il film e la parte.

A rubare la scena in molte delle sue scene è Madisen Beaty nel ruolo di Kassi, una giovane donna che aiuta Tyler lungo il cammino e ha alcuni segreti tutti suoi. Beaty dimostra di saper gestire una parte complessa e di infonderle personalità, mantenendo le cose riservate. È la stella splendente in questo film anche se non è la protagonista o il personaggio centrale.
In conclusione
The Clovehitch Killer è un film drammatico/thriller per famiglie che si prende il suo tempo per trovare il suo ritmo, ma una volta che ci riesce, il resto diventa come guardare un vecchio spettacolo che hai sempre amato guardare.
Per coloro che sono interessati ai serial killer o che sono cresciuti amando le storie di serial killer, questo è uno di quei film che mostra un’angolazione raramente affrontata nei film poiché proviene dall’angolazione familiare e da come un padre potenzialmente serial killer potrebbe influenzare suo figlio, la figlia più piccola e sua moglie, così come coloro che li circondano e gravitano nei loro circoli.
È un’interpretazione interessante sulla violenza e fondamentalmente senza spargimenti di sangue, ma questo non significa che nessuna parte sia brutale o che la psicologia delle cose non sia ben fatta.

The Clovehitch Killer, proprio come l’antagonista di McDermott, è parecchio inquietante a prima vista.
