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Skincare: il nuovo thriller horror con Elizabeth Banks

Skincare è il nuovo film thriller horror diretto da Austin Peters al suo debutto alla regia con protagonista Elizabeth Banks (Spider-Man, Hunger Games, Magic Mike XXL, Pitch Perfect 2, L’angelo del male – Brightburn, Charlie’s Angels, ecc.).

Un thriller comico e nero con un piacevole focus femminile. Seguendo a ruota il successo del body-horror al femminile The Substance, il thriller comico Skincare è anch’esso incentrato su una protagonista femminile, in questo caso l’estetista Hope Goldman (Elizabeth Banks), dedita alla ricerca di un aspetto giovanile. Questo sforzo è molto più radicato nel realismo rispetto a The Substance, ma c’è una simile atmosfera comica nera in gioco, che lo rende sia divertente che pieno di momenti imbarazzanti che riecheggiano il festival del gore di Demi Moore e Margaret Qualley. Come minimo, Banks dimostra di essere all’altezza delle protagoniste di The Substance quando si tratta di proiettare ansia e disperazione appena nascoste sotto una faccia truccata. 

Un film piuttosto cupo che dice molto dei riflettori della Los Angeles moderna. Skincare non è la definitiva demolizione dei vanitosi divi di Los Angeles che pagherebbero qualsiasi cifra per alimentare la loro vanità. Ma è un bonbon condito con arguzia e malizia, con una interpretazione perfettamente folle di Elizabeth Banks, che ormai dovrebbe essere una star più grande.

Skincare

Skincare: la trama

Hope gestisce un piccolo salone a Los Angeles, abbastanza di successo a questo punto della sua carriera da apparire in una tv locale, dove coglie l’occasione per pubblicizzare la sua nuova linea di sieri idratanti e assortiti, attirando alcune clienti famose per le quali si inchina. Ma è in ritardo con l’affitto, un fatto che il suo sinistro padrone di casa (John Billingsley) e il suo braccio destro Marine (Michaela Jaé Rodriguez) continuano a ricordarle. Un giorno, nota che un altro estetista, Angel (Luis Gerardo Méndez), ha aperto un negozio dall’altra parte della zona pedonale del centro commerciale, il che manda Hope in preda a un’agitazione passivo-aggressiva.

Dopo che lei e Angel hanno scambiato parole piuttosto accese, Hope scopre che le gomme sono state tagliate e, in seguito, qualcuno hackera la sua identità e pubblicizza che le piacerebbe essere stuprata in modo fantastico su siti di incontri per adulti, il che porta visite losche da parte di potenziali partner. Quando una nuova conoscenza, il bel Jordan (Lewis Pullman), sessualmente ambiguo, interviene per difenderla, Hope è disperatamente grata. Ma Angel, a cui piace passare il tempo libero a cantare al karaoke a casa, è davvero dietro l’hacking e i danni criminali?

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Skincare: la recensione

Skincare è un degno contributo al crescente microgenere dell’horror a tema bellezza guidato dalle donne. Ciò che il regista Peters riesce a ottenere è slancio, impiegando 96 minuti di tempo sullo schermo per catturare azioni oscure che marciscono alla luce del sole di Los Angeles.

La bellezza può essere un brutto affare, e Peters, con l’aiuto del direttore della fotografia Christopher Ripley e della montatrice Laura Zempel, sa esattamente come mostrare la paura che si manifesta con la comparsa anche di qualche ruga. In questo mondo, l’invecchiamento è più spaventoso di qualsiasi mostro cinematografico.

Sebbene possa sembrare il solito thriller giallo, Skincare offre abbastanza intrigo e sviluppo da tenerti incollato. Ciò che lo aiuta a distinguersi è l’ambientazione hollywoodiana, che va di pari passo con l’indignazione, lo scandalo e la necessità di essere i migliori nel settore.

Skincare

Ci sono un sacco di colpi di scena lungo il percorso per tenerti sulle spine, e una o due false piste che elevano l’elemento mistero. I primi due atti funzionano tremendamente bene per creare suspense, aumentare la tensione e creare una graduale spirale discendente per Hope che lascia il pubblico a bocca aperta per le risposte e bisognoso di un climax scioccante che riveli tutto.

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Nonostante tutti questi elementi che rendono la corsa selvaggia, il terzo atto è purtroppo una bella delusione. Certo, offre un po’ più di azione e un crescendo di eventi come previsto, ma spinge le cose un po’ troppo oltre. Skincare si dipana in territorio prevedibile, con un finale eccessivamente contorto che contrasta con l’approccio teso, strettamente intrecciato e da brivido dei primi due atti. Sebbene la maggior parte della durata sia divertente e piacevole, tutto si riduce al finale, e la conclusione deludente probabilmente lascerà molti spettatori indifferenti.

Elizabeth Banks brilla nel ruolo di Hope

La cosa migliore di Skincare è senza dubbio la performance principale di Elizabeth Banks; è abbastanza buona da rendere il film degno di essere visto solo per lei. Interpretando una terapista di nome Hope che all’inizio sembra avere tutto, per poi vedere la sua vita lavorativa e personale sabotata e attaccata da ogni angolazione, la spirale discendente che affronta il personaggio è interpretata in modo impeccabile da Banks. È assolutamente credibile in ogni scena, riuscendo a interpretare entrambi i lati di Hope, che si tratti della perfetta lavoratrice glamour di Hollywood o della vittima di voci e scandali alimentata dall’ansia e dalla rabbia a metà crisi.

Banks è formidabile nel film. Guardarla sgretolarsi mentre il mondo di Hope crolla è il motivo per cui vedere Skincare

In conclusione

Un paradosso neo-noir illuminato al neon, un miscuglio di omicidi e caos, messaggi e metafore mischiati che potrebbero essere una storia vera in più di un modo.

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Skincare

Skincare è un thriller che sicuramente attirerebbe qualche fan in più se fosse sotto i riflettori del pubblico più vasto. Elizabeth Banks offre un lavoro che potrebbe essere il suo migliore fino ad oggi, con una sceneggiatura piena di temi interessanti, sequenze tese e una storia grintosa. È prevedibile in alcuni punti e non è convincente, ma vale sicuramente la pena di vederlo per quanto è divertente e unico il viaggio.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Skincare è un'altra interessante interpretazione di un sottogenere horror emergente, interpretato in maniera eccellente da Elizabeth Banks. Anche se non riesce a trovare il giusto equilibrio tra thriller e commedia, è caratterizzato da una trama travolgente e ricca di temi intricati.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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