domenica, 17 Ottobre, 2021

Sicilian Ghost Story

Ispirato ad un fatto di mafia realmente accaduto, Sicilian Ghost Story diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza unisce elementi di romanticismo e fantasy adolescenziale al dramma psicologico e thriller politico. Il film, ambientato in un piccolo paese siciliano, di cui non viene mai citato il nome, racconta della sparizione di Giuseppe, un ragazzino di tredici anni. E, mentre nel paese si respira una pesante aria di omertà e complicità, Luna, la compagna di classe innamorata di lui, non si rassegna alla sua misteriosa scomparsa ed è determinata a scoprire cosa è successo.

Sicilian Ghost Story

Non è la prima volta che i due registi si cimentano nel narrare storie ambientate in Sicilia. Già nel 2009 con il corto Rita raccontavano di una ragazza cieca abitante dell’isola e nel 2013 con Salvo raccontavano di un killer di mafia a Palermo. Questa volta, però, decidono di riportare alla luce un fatto reale, la tragica vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, che dopo il sequestro e una lunga prigionia durata ben 779 giorni, viene barbaramente strangolato e sciolto nell’acido. Un episodio agghiacciante che sconvolse completamente l’Italia nel 1996 e personalmente anche i due registi. Il suo omicidio ebbe un grande risalto mediatico soprattutto per il cruento occultamento del cadavere che non fu mai trovato. Già nel 1998, questo avvenimento era stato trattato nel secondo episodio del quindicesimo film dei fratelli Taviani “Tu ridi“, ma Grassadonia e Piazza l’hanno rielaborato in modo del tutto sperimentale ed efficace. Il film, presentato a Cannes nel 2017 come evento d’apertura della Semaine de la Critique, ha riscosso un grande successo in tutto il mondo, dall’America al Giappone.

Sicilian Ghost Story

Prendendo spunto dal racconto di Marco Moncassola “Un cavaliere bianco”, contenuto nella raccolta “Non saremo confusi per sempre” (Einaudi, 2011) dedicato a Giuseppe Di Matteo, Sicilian Ghost Story riunisce efficacemente elementi reali ad elementi di fantasia, legando quindi una storia di cronaca italiana ad una parte di storia inventata. Il film cammina con sicurezza su due piani di narrazione, sul confine tra cupa realtà e confortante illusione. I due registi hanno inserito e potenziato l’elemento inconscio e fiabesco. Soprattutto le scene girate nel bosco con un lago misterioso, una natura mitica e presenze animali rimandano con una certa fluidità onirica alla dimensione favolistica. Come nelle migliori fiabe, il film sembra essere senza luogo e senza tempo. I due protagonisti sono una ragazza e un ragazzo innamorati, quasi un Romeo e una Giulietta moderni. Spiriti affini, appassionati e ostacolati nella loro relazione perché i genitori di lei non vogliono che si incontri con lui. Eppure loro continuano testardamente a vedersi, il loro è un affetto puro, tenero e disinteressato. Peccato, però, che non sembra destinato a durare, in quanto Giuseppe scompare improvvisamente, senza lasciare nessuna traccia.

Sicilian Ghost Story

Luna, interpretata da una bravissima Julia Jedikoska che offre una figura fragile ma allo stesso tempo dura del suo personaggio, è prigioniera delle immagini dello spirito di Giuseppe e del suo stato emotivo in deterioramento. Il suo fervore, la sua determinazione e il suo senso di giustizia nel conoscere la verità, la spingono verso una connessione quasi soprannaturale con il ragazzo prigioniero. Giuseppe, interpretato egregiamente dal giovane Gaetano Fernandez, soffre in maniera angosciante, consolato solamente da una lettera scritta da Luna, che diventa l’unico conforto del dramma che sta vivendo. Mix di sogni, incubi e allucinazioni. Ci vuole circa un’ora perché la fantasia si sveli completamente, la prima metà del film è più focalizzata sullo stabilire relazioni e sul rapimento stesso. Il finale, quasi scomodo da guardare, è sorprendente, lascia senza parole e colpisce come un pugno nello stomaco.

Sicilian Ghost Story

Il bravissimo direttore della fotografia, Luca Bigazzi, che detiene il record di vittorie ai David di Donatello, esalta in maniera eccelsa l’intensità emotiva della storia con scene di luce diurna che catturano la bellezza e le contraddizioni che contraddistinguono la Sicilia. Gli interni sono ricchi e traditori e Bigazzi riesce costantemente a infondere al banale un senso sinistro, cupo e inquietante. Il superbo design del suono si aggiunge all’aumento dei sensi, in quanto sembra catturare ogni sussurro di vento, respiro, crepitio di ramoscelli e increspature delle onde attraverso un placido lago. Sicilian Ghost Story è affascinante. Estremamente ambizioso e cupamente intrigante, completamente originale e profondamente evocativo. Racconta una storia che non dovrebbe mai essere dimenticata e lo fa in una maniera che nessuno potrà veramente dimenticare. Un modo unico e diverso di raccontare una storia di mafia in Sicilia come se fosse un atto d’amore. Un atto d’amore unico e prezioso verso il piccolo Giuseppe.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Ispirato ad un fatto di mafia realmente accaduto, il film unisce elementi di romanticismo e fantasy adolescenziale al dramma psicologico e thriller politico. Un'opera originale, affascinante e profondamente evocativa.
Maria Rosaria Flotta
Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema d'animazione. Curiosa, attenta e creativa. Appassionata di cinema, arte e scrittura.
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