RRR, l’action indiano arrivato fino a Hollywood
Sicuramente ne avrete sentito parlare o anche solo intravisto il titolo qua e là online, perché RRR ha varcato i confini dell’India e fatto il giro del mondo arrivando persino a Hollywood. Uscito nelle sale statunitensi a marzo del 2022, in Italia è disponibile su Netflix. E’ la più grande distribuzione internazionale di sempre per un film indiano. Pochi o forse nessun film di produzione indiana può dire d’aver fatto lo stesso brillante percorso, al di là delle co-produzioni s’intende. Il film diretto da S.S Rajamouli è un incredibile blockbuster, un minestrone di action, dramma, suspanse e storia d’amore che il cinema americano può solo sognare. Naturalmente, se si conosce un minimo il cinema indiano e Bollywood, aspettatevi coreografie pazzesche, canzoni e una colonna sonora che non mancherà di accompagnarvi per giorni interi. Esagerato oltre ogni dire, assurdità e surrealismo ai massimi livelli, eppure è difficile definirlo trash, perché non lo è. E’ cinema indiano nella sua più totale purezza, perché musica e danza sono caratteristiche insite in questo popolo e non possono mancare come sfumatura d’espressione della loro arte cinematografica. Il National Board of Review lo ha inserito tra i dieci migliori film del 2022. Ai Golden Globe 2023 ha vinto il premio come Miglior Canzone Originale e ai Saturn Award ha vinto il premio come Miglior Film Internazionale.
RRR, la trama
Il titolo è già singolare, ma i primi minuti sono sufficientemente esplicativi. Ci troviamo in India, in un periodo in cui il paese fa ancora parte dell’Impero Inglese. Una bambina di nome Malli, appartenente alla tribù dei Gond, viene rapita dal governatore per farne la dama di compagnia -o per meglio dire schiava di casa- di sua moglie, perché dotata di un singolare talento artistico. Komaran Bheem, il capo tribù, parte verso Delhi per salvarla fingendosi un musulmano di nome Akthar. La moglie del governatore, venuta a sapere di questa spedizione punitiva, chiede l’aiuto di Raju, un ufficiale della polizia imperiale indiana dal talento letale. I due uomini si incontreranno per una coincidenza fortuita, ma nessuno dei due sa la vera identità dell’altro né le intenzioni. Stringeranno una forte amicizia, ma il destino ha in serbo per loro nuove avventure e pericolose rivelazioni.

Tre ore e non sentirle
Eh si, RRR dura la bellezza di tre ore. Un tempo quasi impensabile al giorno d’oggi se non ti chiami Avatar 2 o non sei figlio della mente di Christopher Nolan. State tranquilli, perché non ve ne accorgerete neanche e addirittura potreste volerlo rivedere a breve. Noi occidentali non siamo abituati al cinema indiano, per il semplice fatto che non ha una distribuzione degna di essere chiamata tale, ragion per cui a primo impatto è logico trovarlo straniante. Ci sono canzoni, coreografie, ma non è un musical e quindi risulta difficile associarlo anche a quel genere che potrebbe esserci più familiare. Un’idea di cosa sia RRR potrebbe derivare dal pensare al film action più tamarro (passatemi il termine) che sia mai stato concepito ed esasperarlo al mille per mille. Quando in un film americano assistiamo a scene assurde esclamiamo un: “Si vabbé” quasi scocciati, perché vogliono farci passare per credibili alcune cose che spesso sono anche rese male a livello visivo e registico. In RRR l’esclamazione di stupore c’è, inutile negarlo, ma l’esagerazione e il surrealismo con il quale sono proposte le scene action lo fa accettare senza problemi e continuiamo la visione estasiati, affascinati. RRR è un film assolutamente affascinante sotto ogni aspetto e c’è da fare solo e soltanto una standing ovation per la capacità di gestione di ogni comparto, da quello puramente visivo che ha veramente pochissimi “scivoloni”, a quello riguardante la scrittura e la trama nella sua totalità.

Un’epopea dal ritmo trascinante
RRR è un’epopea, una storia epica resa ancora più indimenticabile dai suoi personaggi. N.T Rama Rao Jr (Bheem) e Ram Charan (Raju) sono pazzeschi, una performance credibile nonostante l’assurdità della storia di cui sono protagonisti. Naturalmente, la prestanza fisica e la bellezza li aiuta e non poco, ma d’altronde sono dei predestinati. Sono eroi di un popolo e di un’intera nazione oppressa dal nemico bianco che considera inutile sprecare una pallottola forgiata dalla diligente classe lavoratrice britannica per uccidere un indiano. Bheem e Raju ci vengono inizialmente presentati come l’uno l’opposto dell’altro, due uomini con una missione e la determinazione giusta per portarla a termine, anche a costo della loro stessa vita. Il destino giocherà con loro, li unirà e disunirà più volte, fin quando sarà il desiderio di libertà, rivalsa e rivoluzione a prendere il sopravvento. Capiranno che in ballo c’è un intero popolo a cui dare conto e ragione, non solo le proprie rivendicazioni personali. Acqua e fuoco, due elementi naturali forti e vigorosi, nell’immaginario collettivo contrapposti, che qui sapranno trovare un compromesso per unirsi e fronteggiare addirittura l’Impero Inglese.

Odore di Oscar?
Sapete come si dice no? Non succede, ma se succede…RRR ha ricevuto apprezzamento globale e proprio in America un’accoglienza che probabilmente neanche il regista e la troupe si sarebbero mai aspettati. Forse perché rappresenta la totale antitesi del cinema hollywoodiano? Perché diverte, intrattiene, incolla allo schermo molto più di quanto non fanno le osannate produzioni americani? Diciamo che i nostri amici d’oltreoceano dovrebbero imparare qualcosina dal film di Rajamouli, ad esempio che la componente action può essere curata a dovere senza per questo tralasciare la trama. Sarebbe una svolta se RRR venisse candidato agli Oscar 2023 come Miglior Film Internazionale e se dovesse vincere meriterebbe quella statuetta, perché è davvero una figata!

