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Roubaix, una luce: la recensione

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Nel 2019 il regista Arnaud Desplechin dirige un polar di grande impatto emotivo, Roubaix, una luce un film che con duro realismo racconta un caso di cronaca nera avvenuto nella città francese di Roubaix nel 2002 relativo all’efferato omicidio di un’anziana signora che abitava da sola nel suo appartamento. La pellicola, presentata in concorso al Festival di Cannes, trae ispirazione dal documentario Roubaix, commissariat central del 2008 che ricostruisce dettagliatamente il caso e le dinamiche degli eventi.

Nel cast figurano interpreti già molto noti al grande pubblico e apprezzati dalla critica come Roschdy Zem, Lèa Seydoux, Antoine Reinartz e Sara Forestier. Il film è disponibile in streaming sulla piattaforma Amazon Prime Video.

Roubaix, una luce – La trama

A Roubaix, una città della Francia settentrionale, l’inflessibile commissario Daoud indaga insieme al giovane ispettore Luois, reclutato da poco, sull’incendio di una palazzina avvenuto nella notte di Natale, durante il quale è morta un’anziana signora. I sospetti ricadono inizialmente su due ragazzi con precedenti penali, uno francese, l’altro maghrebino, che si dichiarano innocenti. Sempre più convinti che l’incendio sia stato appiccato per cancellare le prove dell’efferato delitto e depistare le indagini, i due poliziotti continuano le ricerche del colpevole con una certa ostinazione e si concentrano sulla testimonianza di due giovani ragazze, Claude e Marie, conviventi e vicine di casa della signora. Dai loro interrogatori emergerà una verità sconcertante che permetterà di fare luce sul caso e sulle dinamiche di quella notte terribile.

Roubaix, una luce

Un polar realisticamente crudo 

Discostandosi dalle sue opere precedenti volte in gran parte a rappresentare la realtà attraverso il gioco della finzione, con Roubaix, una luce Desplechin realizza un polar di grande impatto emotivo che intende ricostruire un fatto di cronaca nera in tutta la sua efferatezza e atrocità. Nel tentativo di affidare al cinema il racconto di un evento realmente accaduto adottando uno stile asciutto e privo di artifici, il regista ha ben in mente due modelli cinematografici di grande rilevanza, Il ladro di Alfred Hitchcock e I senza nome di Melville. Le vicende vengono narrate dai due poliziotti, Daoud e Luois, che concedendosi tra un’indagine e l’altra ampie riflessioni sociali e culturali ritraggono un mondo piegato dalla miseria e dalla criminalità: Roubaix, un tempo fiorente città industriale, rimpiange il suo passato di splendore e di progresso sulle cui ceneri si erge un presente deprimente e senza speranze per i suoi abitanti.

Roubaix, una luce

Roubaix, una luce: tra degrado sociale e criminalità

Il tessuto narrativo di Roubaix, una luce può essere suddiviso in due parti: la prima è interessata a rappresentare l’intera comunità della città francese, a farne emergere gli aspetti più critici (la ragazza stuprata in metropolitana, il furto ai danni di una panetteria, un’auto incendiata) che indicano un senso di degrado generale e di oppressione sociale; nella seconda la macchina da presa restringe progressivamente il suo campo visivo per focalizzarsi sulla storia di Claude e Marie attraverso inquadrature di spazi sempre più stretti, potenti primi piani e un racconto che diventa progressivamente più intimo e personale. Questo espediente di mostrare prima il contesto sociale in cui vivono le due donne per poi soffermarsi sulle singole storie permette allo spettatore di empatizzare con ciascuna di loro e di cercare di comprendere, per quanto sia possibile in termini etici, le ragioni delle loro azioni criminose.

Roubaix, una luce

Il determinismo e l’umanità di personaggi disumani

L’aspetto che più risulta interessante fra tutti è di certo la capacità del regista di far emergere l’umanità delle due donne, pur essendo queste calate in una realtà di morte e di violenza e colpevoli di atti delittuosi. L’intera vicenda deve essere quindi letta alla luce di una concezione deterministica secondo la quale le persone sono il riflesso dell’ambiente in cui vivono e le loro azioni il prodotto del contesto in cui agiscono. E di questo ne è fermamente convinto Daoud, che dotato di un intuito sorprendente e di una dimensione spirituale, è in grado di scorgere persino in due assassine la loro anima. Sarà proprio lui, insieme alla giovane recluta, Louis, più istintivo e meno risoluto del primo, a condurre gli estenuanti interrogatori durante i quali le due donne prima si accuseranno a vicenda nel tentativo di nascondere la verità, poi crolleranno dinanzi all’evidenza delle loro menzogne.

Roubaix, una luce – In conclusione

Desplechin dirige un polar dai toni cupi e introspettivi in cui la ricerca del colpevole consente di operare un’interessante indagine sociologica all’interno di un contesto sociale svantaggiato e precario, da cui proviene egli stesso. Rinunciando alla classica spettacolarizzazione del Male, il regista intende soffermarsi sulla sfera emotiva delle due donne accusate di omicidio, scavare in profondità e far emergere i loro tormenti. Notevole risulta la caratterizzazione dei personaggi, descritti sì con pochi dettagli ma capaci ciononostante di esprimere la propria personalità in tutte le sue sfaccettature e di comunicare il proprio punto di vista sugli eventi. Desplechin conta di certo sulle capacità espressive degli interpreti e non sbaglia, tant’è che Roschy Zem ottiene meritatamente per questo ruolo il premio Cèsar come miglior attore. In definitiva, Roubaix, una luce è un’opera ben concepita in grado di indurre importanti riflessioni sulle cause della criminalità e sul rapporto tra uomo e ambiente.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Prendendo le mosse da un fatto di cronaca nera Roubaix, una luce ci accompagna in un mondo disperato e martoriato dalla miseria per riflettere sul rapporto tra azioni umane e contesto sociale. Ne consegue un'attenta analisi delle cause del crimine, senza tralasciare la sfera emotiva e psicologica dei personaggi coinvolti.
Alessia Pennino
Alessia Pennino
Il cinema ha sempre rappresentato per me il rifugio perfetto dalle vicissitudini quotidiane, un porto sicuro dalla realtà, ma anche la dimensione ideale in cui sogni e desideri prendono forma. Ho sempre coltivato un interesse profondo per quest'espressione artistica, immaginandomi un giorno di scrivere recensioni per poter esprimere il mio punto di vista.

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