Robert De Niro ha ricevuto un’accoglienza da star in Piazza San Cosimato, a Roma, dove ha presentato la proiezione speciale della versione restaurata per il 50° anniversario di Novecento, il capolavoro di Bernardo Bertolucci dedicato alla lotta di classe e all’ascesa del fascismo. L’evento ha chiuso la dodicesima edizione de Il Cinema in Piazza, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Piccolo America.
Davanti a una piazza gremita e festante, tra applausi e un’onda messicana, l’attore premio Oscar ha ripercorso alcuni ricordi del lungo set condiviso con Gérard Depardieu, Donald Sutherland, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Burt Lancaster, Alida Valli e Laura Betti. A 82 anni, Robert De Niro ha ammesso con ironia che molti dettagli gli sono ormai sfuggiti: «Non ricordo», ha ripetuto più volte nel corso dell’incontro, condotto dal giornalista Antonio Monda e dal presidente della Fondazione Piccolo America, Valerio Carocci.
Robert De Niro tra i ricordi di Novecento e l’omaggio a Bertolucci
Alla domanda su come fosse nato il suo rapporto con Bertolucci, l’attore ha risposto: «Ho dimenticato come ci siamo conosciuti, ma ricordo di essere rimasto colpito dalla sceneggiatura. Bernardo era molto gentile, anche se all’inizio pensavo fosse un po’ pazzo». Robert De Niro ha raccontato anche un episodio delle riprese: «C’era una scena in cui interpretavo una versione molto anziana del mio personaggio. La girammo all’inizio della lavorazione, una scelta che trovai strana. Alla fine la rigirammo quando il film era ormai concluso. Ero abituato a lavorare in ordine cronologico, ma Bertolucci aveva un metodo diverso».
Nel film De Niro interpreta Alfredo Berlinghieri, erede di una ricca famiglia di proprietari terrieri, mentre Depardieu veste i panni del bracciante comunista Olmo Dalcò. Sollecitato sul messaggio politico dell’opera, l’attore ha osservato: «È certamente un film sul fascismo. Non so dire se Bertolucci fosse comunista o socialista, ma era sicuramente dalla parte della gente».
Tra i ricordi più nitidi della lunga lavorazione restano le difficoltà linguistiche sul set, dove si alternavano italiano, francese e inglese, ma soprattutto «gli straordinari ristoranti di Reggio Emilia». De Niro ha poi ricordato con affetto anche Sergio Leone, regista di C’era una volta in America: «Aveva un grande senso dell’umorismo, era una persona gentile. In una parola, fantastico». Prima di lasciare il palco, ha salutato il pubblico con un caloroso «God bless Italy», accolto da una nuova, lunga ovazione.

