NewsOscar 2026: una nuova invasione da Cannes?

Oscar 2026: una nuova invasione da Cannes?

Il Festival di Cannes è appena finito e già ci si interroga su come influirà sugli Oscar 2026. Non potrebbe essere altrimenti alla luce degli ultimi anni, non potrebbe essere altrimenti alla luce, soprattutto, dell’anno scorso. Anora, Emilia Perez, Il seme del fico sacro, The Substance – solo per citarne alcuni – i film passati dalla Francia hanno fatto incetta di nominations e di molti premi. Questa nuova edizione della kermesse al momento dell’annuncio dei titoli presenti sembrava meno orientata a quel tipo di discorso. Ma è veramente così? Non si può non tenere conto di alcuni fattori che sembrerebbero suggerire il contrario. Primo tra tutti: l’apprezzamento di critica e pubblico verso alcuni film. Partiamo, non a caso, da It was just an accident di Jafar Panahi, vincitore della Palma d’oro.

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Oscar 2026

Oscar 2026: il fattore-Neon

Come sottolineano alcuni analisti il dato che Neon abbia fatto il pieno di titoli da distribuire o prodotti al Festival non è un caso. Neon da anni è coinvolta a vario grado con i film che vincono la Palma d’oro o comunque coi titoli maggiori di Cannes. Quest’anno oltre ad accaparrarsi l’opera di Panahi, distribuirà The Secret Agent¸ con il protagonista Wagner Moura che ha vinto il premio alla miglior interpretazione maschile. Il film ha buone possibilità di essere la scelta brasiliana come candidato per il Miglior Film Internazionale. Ricordiamo che il Brasile è reduce dal suo primo successo nella categoria con Io sono ancora qui.

È difficile, invece, che l’Iran scelga per gli Oscar 2026 It was just an accident, dato che Panahi è abbastanza inviso al regime. Qualche sito specializzato ipotizza che proprio Neon potrebbe condurre una campagna per il film simile a quella condotta per Anatomia di una caduta. Anche il film di Triet non venne scelto dalla Francia ma ottenne l’Oscar per la sceneggiatura originale e ulteriori quattro candidature. Sempre nell’alveo di Neon si trova Sentimental Value di Joachim Trier. Per il regista norvegese la candidatura al Miglior Film Internazionale è, secondo molti, assicurata.

Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

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