Nel corso della sua lunga e gloriosa carriera Jane Fonda si è distinta anche per la sua capacità di schierarsi sulle grandi questioni. Ebbene, l’interprete – tra gli altri – di Crepa padrone, tutto va bene non ha perso occasione di farsi sentire anche in occasione di questi Oscar. Il grande tema del momento nell’industria cinematografica, si sa, è quello dell’acquisizione da parte di Paramount di Warner. Fonda si è presentata al party post premiazione di Vanity Fair con una spilletta recante la scritta “Block the merger”. Ha poi aggiunto ai microfoni che la fusione porterà alla perdita di molti posti di lavoro.
Vi è naturalmente anche una preoccupazione politica per il fatto che CNN passerebbe sotto il controllo di un’azienda molto vicina a Trump. Infatti, al contrario dell’accordo con Netflix, Paramount è interessata a prendere il controllo dell’intera Warner, compresi i canali all news e quelli televisivi. Un’operazione salutata con favore, appunto dall’amministrazione statunitense.

Oscar 2026: Warner era l’elefante nella stanza
La questione dell’acquisizione di Warner era già un grande tema, un po’ sottaciuto a dire il vero. Le parole di Fonda l’hanno messo ulteriormente al centro dei discorsi. Fa pensare che tutto questo sia avvenuto non solo agli Oscar, che di per sé basterebbe, ma al contesto specifico di questi Academy. Warner è uscita trionfante dalla notte delle stelle, sono ben undici le statuette conquistate dal gruppo, direttamente o indirettamente. Sono legati, infatti, a Warner tanto Una battaglia dopo l’altra che Sinners di Coogler, i due grandi vincitori della serata si sono spartiti dieci premi. L’undicesimo premio legato a Warner è stato quello di Amy Madigan, miglior attrice non protagonista in Weapons. Insomma, le parole di Fonda hanno riassunto una preoccupazione generale che per lo più circolava sottotraccia. Anche se, appunto, sembrano esserci meno prese di posizione rispetto all’accordo iniziale con Netflix.

