Il Locarno Film Festival ha dato vita ad una nuova iniziativa: il progetto Open Doors. Si tratta di una missione quadriennale per dare sostegno e fare promozione al cinema africano. Qualcosa di simile lo avevano già provato per l’America Latina, ora è il turno del continente africano. Lo staff del festival di Locarno collaborerà con il collettivo di studi cinematografici panafricani YETU (Un)Limited per incentivare il cinema locale e supportare i nuovi registi africani.
Proprio il produttore e co-fondatore di YETU è stato nominato responsabile del team che lavorerà al progetto. Per scovare e supportare talenti emergenti è stata creato un comitato di selezione composto da registi africani già affermati (come Fradique Bastos) insieme a Julia Duarte, dello staff di Locarno. I protagonisti del progetto hanno sottolineato la volontà di creare uno spazio sicuro e creativo per i professionisti del cinema.

Locarno Film Festival: un prestigio di 78 anni
Il Locarno Film Festival è nato nel 1946 e sin da allora occupa una posizione di rilievo nel panorama dei festival cinematografici. Si tiene ogni anno nel mese di agosto nella città svizzera che si riempie di personalità di spicco e di pubblico entusiasta. Il premio del festival prima era la Vela d’oro mentre ora è diventato il Pardo d’Oro. Il pardo è un animale simbolico, una sorta di leone che ricorda la lince dell’Inferno di Dante Alighieri. La città l’ha assunto come propria rappresentazione.
Quest’anno il Pardo d’Oro lo ha vinto la regista lituana Saule Bliuvaite con il film Toxic, che racconta le vite di Marija e Kristina, due adolescenti che provano a scappare dalla decadenza che le circonda tentando la carriera di modelle. Invece la regista austriaco-irachena Kurdwin Ayub si è aggiudicata il Premio speciale della giuria con Mond, che descrive il ruolo e il trattamento delle donne nello sport.
