Lui sta arrivando, Nosferatu (2024) diretto da Robert Eggers ha già lasciato la sua ombra sul pubblico. Un film che prosciuga lo spettatore fin dalle prime immagini, fino ad arrivare a plagiarlo completamente, immerso nel nuovo mondo creato da Eggers.
Il soggetto si rifà all’omonimo capolavoro del cinema muto di Friedrich Wilhelm Murnau.
Nosferatu – Trama
Siamo nella Germania del 19esimo secolo. Thomas Hutter è un novello sposo che vive con la giovane e bellissima Ellen. L’uomo viene inviato dal suo datore di lavoro, Knock, nelle remote montagne della Transilvania per trattare l’acquisto di una proprietà con il misterioso Conte Orlok. Durante il viaggio, Hutter si imbatte in strani presagi e inquietanti eventi. Giunto al castello, scopre lentamente la vera natura del conte: è in realtà un vampiro che si nutre del sangue degli umani. Dopo aver notato segni di morsi sul petto, Hutter comprende il pericolo.

Nosferatu – Cast
Robert Eggers con Nosferatu ha chiamato a raccolta un cast davvero straordinario. Nei panni di Thomas Hutter troviamo Nicholas Hoult, attore che ha già dato prova del suo talento. Qui interpreta un marito devoto e profondamente angosciato per le sorti della sua novella sposa. Al suo fianco c’è la bellissima e giovane Ellen, ovvero Lily-Rose Depp che regala un’interpretazione decisamente sopra le aspettative.
Un personaggio profondamente tormentato e solo che si rifugia nelle tenebre, con scene madri davvero da pelle d’oca. A vestire i panni del tenebroso e inquietante Nosferatu, il conte Orlok, c’è il trasformista Bill Skarsgård. La sua figura non è mai stata rivelata durante la campagna marketing ed è stato un tocco di classe, dove il mistero aumenta la tensione. Nel cast anche Willem Dafoe, Emma Corrin e Aaron Taylor-Johnson.
Il cast intero risulta coeso e armonioso, accompagnato da dialoghi curati nei minimi dettagli che seguono alla perfezione il ritmo della narrazione.

Nosferatu – Recensione
Come anticipato dallo stesso Eggers, questo Nosferatu non è un semplice remake del capolavoro del cinema muto di Murnau, ma è una riscrittura passionale e profonda che il regista americano ha fatto. Il soggetto, dunque, si rifà al classico, prendendo anche spunto in parte dal Nosferatu di Herzog (qui la nostra recensione) e dal Dracula di Bram Stoker. Come Murnau, Eggers ha deciso di riportare in auge la figura del vampiro mostruosa e demoniaca.
Dimentichiamoci, dunque, del Dracula romantico e affascinante e abbracciamo la parte bestiale di quello che è a tutti gli effetti un demone maligno. Il Nosferatu di Eggers omaggia il film del 1922 in diversi punti, a cominciare dalla fotografia scura e asfissiante, dove la notte possiede una filigrana che ricorda il cinema primitivo. Non solo, la famosissima ombra della mano del conte Orlok è ripresa in diversi punti e accentuata nella sua inquietudine.

Murnau ha rivoluzionato la figura del vampiro già più di 100 anni fa e ora Eggers con Nosferatu ha creato qualcosa di totalmente nuovo ed estremo. A differenza di Dracula di Bram Stoker dipinto da Coppola, qui non c’è amore. Il conte Orlok non prova amore, non è innamorato di Ellen.
La giovane è solamente un mezzo che la bestia utilizza per raggiungere il suo scopo, una pura ossessione fisica e oggettivizzata. Robert Eggers ha magistralmente utilizzato le inquadrature e la fotografia per incutere lo stesso senso di tensione e inquietudine che il pubblico del 1922 aveva provato alla prima apparizione di Nosferatu su schermo.
Le ombre e le dita ossute della creatura tornano a terrorizzare la povera gente e a gettare un velo di tenebre sulla popolazione intera. Nessuno può sfuggire all’oscurità e al potere del re della notte. Una trasposizione dettata dalla passione e dalla devozione che rende questa pellicola un Capolavoro.

Robert Eggers Maestro di tecnica ed estetica
Se c’è una cosa in cui Robert Eggers è un maestro, questa è la tecnica e l’estetica che riesce a donare alle sue pellicole. Nosferatu non è da meno. Tra omaggi al cinema primitivo e un’atmosfera cupa e tetra la nuova storia del conte Orlok si presenta come vera e propria arte.
Le inquadrature e i campi e controcampi creativi che il regista mette in atto coinvolgono profondamente lo spettatore e lo inquietano dall’inizio alla fine. La tensione e palpabile e in questo agiscono la fotografia e il sonoro. Ad esempio, nella scena in cui lo sguardo di Thomas si posa sulla carrozza di Nosferatu l’ansia diventa concreta e profonda.
Eggers qui sfrutta l’effetto sonoro associando al trotto del cavallo il battito cardiaco di Thomas. Così, l’unico suono che arriva all’orecchio dello spettatore è un tamburellare martellante che crea apprensione. E, ancora, la prima volta che il pubblico vede il castello è pura arte, che si rifà in toto al cinema muto e bianco e nero. Immerso nella nebbia, sulla punta di una montagna, presagio assoluto di malvagità.

Nosferatu è un tripudio di arte e fascino, che racchiude non solo bellezza estetica, ma anche un’alta tecnica e conoscenza della cinematografia e dell’arte. Lo stesso vale per la rappresentazione del conte Orlok stesso, nascosto al pubblico fino all’ultimo e che torna ad essere una figura demoniaca.
Nosferatu è un vero e proprio horror che fa del mistero e dell’oscurità la sua forza. Eggers non si risparmia nemmeno perciò che riguarda il lato splatter e utilizza copiose quantità di sangue ed effetti speciali tanto tremendi quanto affascinanti. Un’oscurità che risulta seduttiva e attraente per quanto terrificante. Nosferatu è arte pura arte ed estetica che si elevano per raggiungere la perfezione in un tripudio di malvagità, tenebre e morte.

Conclusioni
Il Nosferatu di Robert Eggers non è un semplice remake, ma un’omaggio passionale e profondo che il regista americano rivolge a Murnau e al suo genio. Questa nuova pellicola è arte pura, immersa in un’atmosfera di ansia e tensione che tiene il pubblico col fiato sospeso per tutta la sua durata.
La tecnica e l’estetica di Eggers si elevano a creare delle inquadrature e delle sequenze che catturano lo sguardo e il cuore. Il tutto immerso in una colonna sonora e con degli effetti sonori che portano il pubblico ad abbracciare le tenebre. Il cast meraviglioso completa questo capolavoro del cinema moderno. Pura poesia da godere non solo con gli occhi, ma soprattutto con l’anima.

