NewsNetflix-Warner: entra in scena anche Trump?

Netflix-Warner: entra in scena anche Trump?

Nell’ultima settimana abbiamo assistito a quella che potrebbe rivelarsi una delle svolte più significative per Hollywood: l’accordo Netflix-Warner per la possibile acquisizione della divisione studi e streaming di Warner Bros. Discovery da parte del colosso streaming, un’operazione che — se confermata — ridisegnerebbe gli equilibri dell’intera industria dell’intrattenimento. L’operazione costerebbe al colosso 82,7 miliardi di dollari (debito incluso), ma Paramount ha voluto controbattere lanciando un’offerta ostile da 108 miliardi di dollari per l’intera azienda.

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Andrew Lipman, esperto di politiche normative, intervenuto alla UBS Global Media and Communications Conference di New York, ha dichiarato di non prevedere ostacoli significativi per Netflix, aggiungendo di ritenere altamente probabile la conclusione dell’accordo.

La disputa tra le due major ruota in larga parte attorno al nodo della revisione normativa. Paramount ha sostenuto che un’eventuale intesa con Netflix non riceverebbe mai il via libera delle autorità di regolamentazione, poiché consentirebbe al principale servizio di streaming al mondo di ampliare ulteriormente il proprio vantaggio competitivo. Lipman, tuttavia, ha ridimensionato queste preoccupazioni, giudicando l’argomentazione poco convincente.

Netflix-Warner

Accordo Netflix-Warner: il ruolo di Trump

Il presidente americano Donald Trump, ha detto di voler essere coinvolto, ma ancora non si sa con certezza quale potrebbe essere il suo ruolo. Questo rappresenterebbe comunque una rottura con i precedenti presidenti, ma ha anche affermato di non essere particolarmente amichevole con nessuna delle due aziende.

Gail Slater, a capo della divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia di Trump, è una “seria e tenace esecutrice delle leggi antitrust”, ha affermato Lipman. Slater ha esaminato tra i 10 e i 12 accordi nel corso dell’ultimo anno, approvandoli dopo aver raggiunto intese transattive. Un approccio, questo, che per Lipman potrebbe offrire indicazioni su come la proposta di fusione tra Netflix e WBD potrebbe ottenere il via libera. “È aperta a un accordo transattivo. E il presidente, autore del famoso libro ” The Art of the Deal” , è favorevole agli accordi transattivi”, ha affermato Lipman.

Pur senza conoscere la struttura definitiva dell’accordo, Lipman prevede che all’azienda acquirente verranno imposte alcune “condizioni comportamentali”. “Netflix ha già mostrato apertura in questo senso, anche se non si tratta strettamente di questioni antitrust”, ha spiegato. Secondo Lipman, potrebbero essere richieste concessioni ai cinema riguardo programmazione e finestre, oltre a impegni su non-discriminazione, licenze e sublicenze dei contenuti.

Cristian Bucolo
Cristian Bucolo
Adoro il cinema e la scrittura. Ho sempre sognato di innamorarmi ballando il tip-tap, fare viaggi interstellari, cercare tesori dell’Antico Egitto o viaggiare nel tempo. Ho pensato che non avrei mai provato l’emozione di queste esperienze, ma poi ho scoperto la settima arte e la recitazione. Adoro i film di Damien Chazelle, la comicità nelle sceneggiature di Billy Wilder e mi affascinano le pellicole di John Huston. Credo che il cinema possa farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e scrivendo vorrei poter contribuire a diffondere questa visione.

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