Dagli Stati Uniti rimbalza la notizia attorno al possibile ruolo dell’UE e dei singoli stati europei riguardo all’acquisizione di Warner Bros. Si tratta, da una parte, di un passaggio obbligato per l’antitrust, dall’altro di un discorso politico. In questo secondo senso vanno intese le manovre di cui si sta rendendo protagonista anche David Ellison di Paramount. Questi ha recentemente incontrato Macron in Francia e vertici politici sia in Germania che nel Regno Unito. Il senso della sua missione sembra abbastanza chiaro, ovvero quello di spingere questi paesi a perorare la causa di Paramount nell’acquisizione.
Una finestra di opportunità che si è aperta con la convocazione della riunione dei vertici di Warner Bros per il 20 marzo. In questa data verrà presa una decisione definitiva riguardo alle due grandi offerte che sono state presentate. È ovvio che un’indicazione precisa della politica delle istituzioni europee potrebbe cambiare la situazione.

Netflix: le rassicurazioni per l’Europa
Variety riporta comunque che anche Netflix si è mossa in questi mesi verso i paesi europei, in incontri ufficiali e non solo. Ted Sarandos a dicembre ha incontrato Macron e i vertici cinematografici francesi in occasione della presentazione di Emily in Paris 4 (qui la recensione della quinta). Sarandos è consapevole di dover affrontare i dubbi in Europa non solo su questioni di antitrust. Gli altri timori riguardano i possibili prezzi a cui arriverebbe Netflix per gli abbonati e il tema della distribuzione cinematografica.
Secondo diversi esperti che la stessa rivista statunitense ha intervistato, al riguardo il colosso dello streaming sembra disponibile ad aperture. Restano invariate le perplessità da parte del mondo del cinema riguardante l’accordo, in realtà riguardante entrambi gli accordi. Resta ancora l’eco delle dichiarazioni di Nolan a febbraio che si era detto, infatti, molto preoccupato per l’industria stessa. Una preoccupazione che molti altri cineasti hanno condiviso.


