Recensioni FilmMorvern Callar: il social horror senza tempo

Morvern Callar: il social horror senza tempo

Morvern Callar è un film indipendente del 2002, diretto da Lynne Ramsey. Si tratta di un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo, del 1995, scritto da Alan Warner. La pellicola ha debuttato al Festival di Cannes ed è stata distribuita nelle sale solo a novembre del 2002. Il riscontro della critica è stato assolutamente positivo nei riguardi del progetto.

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La pellicola ha ricevuto anche numerosi riconoscimenti. Oltre a sette candidature ai BIFA (British Independent Film Awards), vincendone due, ha ottenuto anche un BAFTA Scotland Award. Ad oggi il film, si può dire, ha avuto un’influenza interessante sulla cultura di massa britannica, ma anche statunitense.

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Morvern Callar – Trama

Morvern Callar (Samantha Morton) è una giovane ragazza, che vive in un piccolo appartamento in Scozia. Conduce una vita umile, lavora in un supermercato con la migliore amica Lanna (Kathleen McDermott). La mattina di Natale, la ragazza scopre che il suo fidanzato si è suicidato, lasciandole un messaggio sul computer. Il giovane aveva scritto un romanzo, che Morvern avrebbe dovuto spacciare per suo e vivere con il ricavato.

La ragazza invia a degli editori il libro, sostituendo il nome del ragazzo defunto con il suo. Nel frattempo occulta il cadavere e ripulisce casa. Morvern, ad un certo punto, decide di partire per la Spagna con Lanna, con i soldi rimasti sulla carta del giovane. Le due si divertono e fanno festa. Incontrano dei ragazzi. Vanno in spiaggia o in piscina. Improvvisamente la giovane decide di cambiare posto e la migliore amica la percepisce strana. Per questa ragione le due si separano.

Dopo aver camminato a lungo, Morvern arriva a destinazione, perché deve incontrare gli editori. Le offrono 100,000£ per il libro e la protagonista accetta immediatamente. Una volta tornata a Londra, lascia l’appartamento e decide di partire di nuovo. Chiede a Lanna di seguirla, che questa volta non accetta. La giovane confessa a Morvern di essere felice in quel posto. Dunque la protagonista parte da sola, continuando ad ascoltare la playlist che il suo ragazzo le avrebbe regalato a Natale.

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Morvern Callar – Recensione

Morvern Callar è senza dubbio uno dei prodotti indipendenti più incredibili del mercato britannico, specie degli anni 2000. Nonostante si tratti solo della seconda opera della regista di Die, My Love, vanta una grande maturità. Le interpretazioni attoriali, specie quella di Samantha Morton, sono assolutamente memorabili.

Si tratta di un film devastante, anche grazie alla fotografia sporca di Alwin H. Küchler, in cui si attraversano numerosi stati d’animo. Si passa dal dolore causato dalla perdita, alla spensieratezza, alla gratitudine, e al senso di disorientamento. Il tutto sotto le note di colonne sonore senza tempo come Dedicated to the One I Love dei The Mamas & The Papas.

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Da un punto di vista tecnico, ogni frame sembra un quadro. La disposizione degli oggetti e delle figurazioni non è mai casuale. C’è prevalenza di piani medi, spesso per localizzare i personaggi all’interno dello spazio. Le vicende si svolgono tra ambienti sia esterni, che interni. Anche la luce stessa svolge un ruolo importante: mette in evidenza il contrasto che c’è tra l’appartamento di Morvern e banalmente il taxi preso in Spagna. L’obiettivo è risaltare anche la differenza dello stato emotivo nei differenti spazi.

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Crescere, scappare, ricominciare

Morvern sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua vita. Non solo ha perso una persona vicina a sé, ma ha anche perso l’amore. Un punto di riferimento con il quale aveva costruito una quotidianità. Con cui viveva e con cui condivideva la sua esistenza. Dunque si ritrova persa, senza meta. Come quando aveva perso la sua madre affidataria. La giovane sta attraversando nuovamente la perdita di una colonna portante della sua vita.

Cosa resta alla ragazza? Quello che può fare è affrontare il dolore e cercare di ricominciare. Ma non necessariamente in Scozia, anche se Lanna resta una parte importante della sua vita. Morvern decide di ripartire, che è una scelta tanto facile, quanto sofferta. Cerca di lasciarsi tutto alle spalle, senza dimenticare nulla. La scena della chiusura è determinante: la ragazza è in mezzo ad una folla che balla, lei sta ascoltando la canzone della playlist del suo ragazzo defunto.

La protagonista dà allo spettatore tanto coraggio e forza. Dimostra che, anche nel modo più disorganizzato e sbagliato possibile, tocca andare avanti. E se andare avanti significa lasciare tutto indietro e cambiare posto, va fatto. Anche se ricominciare significa perdere altre persone, anche in quel caso deve essere fatto. A volte è importante fare un passo indietro, per farne due in avanti.

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Conclusioni

Morvern Callar non è il classico prodotto da guardare il sabato sera con gli amici. E’ un film introspettivo e in alcune situazioni può essere davvero catartico per lo spettatore. E’ coraggioso, è crudo ed è sporco.

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E’ una pellicola che porta chi la guarda a mollare tutto e ad entrare in un’ora e 37 minuti di dolore, spensieratezza e un po’ di perdizione.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Una chicca del cinema indipendente britannico. Da riscoprire assolutamente

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