lunedì, 27 Settembre, 2021

Modern Love: la serie streaming su Prime Video

A metà luglio è uscito il trailer di Modern Love 2, che sarà disponibile su Prime Video dal 13 agosto. Cosa ci aspettiamo?
Modern Love, la rubrica in prima persona sull’amore e le relazioni che esce ogni settimana sul New York Times era già diventata podcast, con le storie lette da grandi nomi. L’omonima serie antologica voluta da Amazon e uscita a ottobre 2019 era quindi prevedibile.

La prima stagione di Modern Love, è un Ballo al moulin de la Galette impressionista.
Trame semplici ma con significati complessi sono giustapposte a un cast ricco di volti noti, per creare una stagione equilibrata, snella, da consumare con gelato e cucchiaio alla mano.

Infatti, gli otto episodi brevi – trentacinque minuti al massimo – si susseguono come una raccolta di cortometraggi sull’amore. Sull’amore ma soprattutto sulla complessità dell’animo umano, delle personalità in rapporto tra loro. È anche una celebrazione del fatalismo libero da pregiudizi.

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Tra i volti più celebri Anne Hathaway, regina delle commedie d’amore – Principe azzurro cercasi, Bride Wars – La mia migliore nemica, Appuntamento con l’amore, One Day, Song One –; il collega John Slattery – saga Avengers, Mad man e apparso in molte altre serie tv –; Julia Garner – protagonista in Ozark –, Tina Fey, Shea Whigham, il cantante Ed Sheeran e Sofia Boutella, già protagonista dell’ultima opera di Gaspar Noè, Climax.

Modern love 1 si apre con un rapporto speciale d’amore. Cristin Milioti – nota soprattutto per il suo ruolo in  How I Met Your Mother, nei panni di Tracy McConnell e sul grande schermo con The Wolf of Wall Street in quelli di Teresa Petrillo Belfor, ma presente anche in Fargo e Black Mirror – è Maggie, ragazza studiosa che vive da sola in un grande edificio di New York. Lei ha una serie di frequentazioni complicate e Guzmin (Laurentiu Possa), il portinaio, la segue amorevolmente dalla sua postazione, riservato e presente. Le ambientazioni esterne sono ridotte e si sa pochissimo dei personaggi se non quello che vediamo, soprattutto della vita di Guzmin. L’episodio, ben orchestrato in questo yin e yang dei due protagonisti, lascia un senso di tenerezza e incuriosisce, invitando a guardare ben disposti l’episodio successivo.

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La seconda storia raccontata in realtà sono due. Uno startupper di successo, Joshua (Dev Patel), e una giornalista, Julie (Catherine Keener), si confidano reciprocamente. Per questo impariamo a conoscere molto dei personaggi e rimaniamo coinvolti fino alla fine nelle loro vicende dai finali opposti ma complementari.

Un musical è il genere perfetto per trasporre cinematograficamente lo stato d’animo di una persona bipolare. Lexie (Anne Hathaway), la protagonista del terzo episodio, riflette su come il suo disturbo abbia influenzato la sua vita in passato. Il suo grande flashback descrive la strada tortuosa di chi vive con una malattia mentale al giorno d’oggi; un viaggio verso la consapevolezza e l’accettazione della malattia, fino a una convivenza pacifica.

Nel mezzo della prima stagione di Modern love, viene presenntata una coppia di mezz’età in crisi. Una specie di film di formazione con protagonisti adulti che hanno dei nodi da sciogliere all’interno loro rapporto. Sarah (Tina Fey) e Dennis (John Slattery) vanno in terapia, decidendo che il loro matrimonio è finito. Continuano però a lavorare sui propri problemi e alla fine si vedremo come sia tutto riassumibile in una partita a tennis, metafora perfetta della vita matrimoniale.

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Nel quinto episodio Yasmine (Sofia Boutella) e Rob (John Gallagher Jr.) per un incidente passano in ospedale il loro secondo appuntamento. Lì, i due si conoscono meglio. La mattina dopo, quando Rob viene dimesso dall’ospedale, la coppia si ritrova ad avere un legame affettivo inaspettato.

Maddy (Julia Garner) inizia a interessarsi a un ingegnere di intelligenza artificiale e flirta con lui finché non iniziano a frequentarsi. Peter (Shea Whighamad) a un certo punto cerca di baciare Maddy, ma lei è confusa perché in realtà in lui cercava la figura paterna che avrebbe sempre desiderato. Per entrambi questa relazione è stata fondamentale per vivere in futuro in modo più sano la vita.

L’amore libero per antonomasia è celebrato nel settimo episodio dove si sposano un paio di situazioni che la società tende a escludere dalla schemi: l’amore LGBT+ e la vita dei senzatetto.

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Tobin (Andrew Scott – da Fleabag con furore, ma senza tonaca –) e Andy (Brandon Kyle Goodman) decidono di diventare genitori, per consolidare la loro famiglia. L’unico bambino che possono adottare è di Karla (Olivia Cooke), una ragazza senzatetto. La coppia è reticente ma decidono comunque di portare avanti la gravidanza del loro futuro figlio. Le abitudini di vita di Karla sono difficili da comprendere per loro che vivono in modo totalmente diverso e questa è un ottima storia per riflettere su più piani riguardo le discriminazioni.

L’ultimo episodio alterna il passato, una storia d’amore tra Margot (Jane Alexander) e Kenji (James Saito), e il presente, durante il funerale di Kenji. I due vedovi anziani che si conoscono durante l’allenamento per una maratona vivono un amore denso e maturo, come solo dopo una vita trascorsa può essere.

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Il finale, come l’inizio, è intriso dal senso misterioso della vita, un filo rosso che ci cuce tutti assieme.

Come avevamo detto all’inizio fatalismo, ma anche la celebrazione di questo sentimento troppo spesso considerato alla luce del suo aspetto romantico e ideale, scevro da quelle che sono le vicissitudini della vita e delle varietà dell’umano che l’esperisce. 

Le critiche alla serie su varie testate riportano anche una dura realtà. Nonostante le caratteristiche positive di storie vere e attori al top, il tutto più risultare un po’ ritrito, forse ancora troppo influenzato da quel romanticismo sopra citato.

Nel New York Times stesso la critica Maureen Ryan lo definisce un instagrammable latte o un ‘cardigan fatto a mano’; insipida e nauseante viene definita addirittura da una giornalista del The Guardian.

Del resto, probabilmente, l’intento non era diverso. L’amore è un argomento universale, le trame derivano da un quotidiano e tutto quindi è molto pop.

Tutti concordi su i tre episodi migliori: il primo, il settimo e l’ottavo, con un po’ più di spessore, profondità e chiarezza rispetto agli altri.

Probabilmente la cosa che rende più disomogenea la serie è proprio la mano diversa della regia di alcuni episodi. Infatti i primi tre episodi e l’ultimo sono diretti dall’irlandese John Carney, mentre gli altri rispettivamente da Sharon Horgan (4) Tom Hall (5) e la talentuosa attrice Emmy Rossum (6). E, in effetti, ogni episodio ha un genere a sé, che richiama molta cinematografia del genere romantico-psicologico-di formazione.

Qualcuno lamenta questa poca omogeneità, ma crediamo che per essere una serie antologica sia molto ben studiata nelle sue fasi di climax, la struttura è simmetrica e il filo logico c’è, ed è palese soprattutto se visto tutto d’un fiato.

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In ogni caso, la maggior parte del pubblico ha apprezzato questo prodotto, perché la fame d’amore e di inclusività è presente e attuale, soprattutto se somministrata in maniera soft, tra le righe di commedie d’amore.

Modern love – stagione 1

  1. Quando il portiere è il tuo migliore amico (32 min)
  2. Quando cupido è una giornalista indiscreta (31 min)
  3. Prendimi come sono, chiunque io sia (34 min)
  4. Riunirsi per tenere vivo il gioco (29 min)
  5. In ospedale, una parentesi di lucidità (32 min)
  6. E così sembrava papà, ma era solo una cena, giusto? (31 min)
  7. Il suo era un mondo per una (35 min)
  8. La corsa diventa più dolce vicino all’ultimo giro (29 min)

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Prima stagione di una serie antologica di commedie romantiche dal sapore pop. Cast ricco di volti noti per tematiche varie, tratte da storie vere della rubrica omonima del New York Times.
Anna Stefani
Dottoressa in Discipline letterarie e Storia dell’Arte. Amante del cinema grazie alla Nouvelle Vague e David Lynch.

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