Midnight in Paris, written and directed by Woody Allen

Il cinema ha il potere di portarci in luoghi bellissimi, e di presentarceli con una precisione ed un romanticismo tale da farci innamorare. Questo è proprio il caso di Midnight in Paris: proiettato per la prima volta al festival di Cannes l’11 maggio del 2011, il film è un’altra opera targata Woody Allen. Qui il protagonista sognatore tipico alleniano, Gil Pender, viene interpretato dall’attore statunitense Owen Wilson. Il cast è costellato da altre star del cinema americano, come Adrien Brody (the pianist), Rachel McAdams; e internazionale, come Marion Cotillard (Inception) e Lea Seydoux (the french dispatch).  La pellicola ha anche ricevuto quattro candidature agli Academy Awards, per miglior sceneggiatura originale, miglior film, miglior regia e miglior scenografia, aggiudicandosi solo quello per la sceneggiatura.

Midnight in Paris

Midnight in Paris: trama

Gil è un giovane sceneggiatore californiano; si trova a Parigi con la fidanzata Inez per una vacanza prima del loro matrimonio. Lui è innamorato da sempre della città e della sua storia; adora vagabondare per le vie sotto la pioggia e sogna di vivere nella Parigi degli anni 20. Una sera, perso nel ritrovare da solo l’albergo, si ritrova in un piccolo vicolo: qui allo scoccare della mezzanotte il suo sogno si avvera, una macchina d’epoca lo riporta indietro ai ruggenti anni Venti. Inizialmente molto disorientato, Gil incontra tutti i suoi idoli letterari, tra cui Scott Fitzgerald (interpretato da Tom Hiddleston) insieme alla moglie Zelda (Alison Pil), ed Ernest Hemingway (Corey Stoll). Per diverse sere egli continua a ritornare nel passato: porta il suo romanzo alla scrittrice e poetessa Gertrude Stein (Kathy Bates) per ricevere un parere. Qui, inoltre, si innamora di un’altra anima sognatrice come lui: si tratta di Adriana (Marion Cotillard), affascinante amante di Pablo Picasso. A differenza di Gil, però, per Adriana che vive gli anni 20 la vera età dell’oro di Parigi era la belle époque, quindi la fine dell’Ottocento.

Midnight in Paris

Midnight in Paris: recensione

“Si ecco che cos’è il presente, è un po’ insoddisfacente perché la vita è un po’ insoddisfacente”

Midnight in Paris, a prima vista, potrebbe sembrare una semplice commedia, molto leggera da seguire, con degli interessanti intrecci amorosi; ma guardandolo più attentamente si riscontra un importante spunto di riflessione. Si tratta proprio di quella che viene definita la sindrome epoca dell’oro, ovvero la convinzione che un’epoca passata fosse migliore del presente. In questo caso, ad esempio, Gil rifiuta il suo presente, si distacca da esso, vagheggiando come età dell’oro gli anni 20; allo stesso modo Adriana, che vive già nel passato amato da Gil, considera la sua età dell’oro un periodo ancora più passato, e per gli impressionisti della belle epoque l’epoca d’oro era il rinascimento. Questo perché il sogno di un passato migliore è solamente un’illusione: ad un certo punto la realtà diventa un po’ insoddisfacente, ma questo non dipende dal periodo storico, questo dipende dalle difficoltà della vita. Una qualsiasi cosa, una qualsiasi epoca, vista da lontano, può sembrare perfetta; ma solamente quando uno si avvicina, la vive e vede ne comprende la realtà, svelando tutti i difetti celati.

“Sai a volte mi chiedo come qualcuno possa realizzare un libro, un dipinto, una sinfonia o una scultura che competa con una grande città. Non ci si riesce, ci si guarda intorno e ogni strada, ogni boulevard, sono in realtà una speciale forma d’arte”

Parallelamente al contenuto della pellicola, si ha una particolare attenzione alla sceneggiatura e ai sottofondi musicali: Parigi diventa la vera protagonista del film. Questo è già palese dalle prime scene: Midnight in Paris si apre sulle note del brano Si tu vois ma mère di Sidney Bechet, e con delle inquadrature dei posti più caratteristici e suggestivi della città dell’amore. Inoltre, durante tutto il film sono molte le osservazioni fatte dai personaggi, specialmente da Gil e Adriana, su Parigi e sulla sua bellezza.

Midnight  in Paris

Sognatori e realisti

I personaggi di Midnight in Paris sono in netta contrapposizione: da un lato, si hanno delle figure romantiche e sognatrici, i protagonisti prediletti da Woody Allen, come lo stesso Gil e Adriana; e dall’altro, Inez, Paul e tutti coloro che sono il presente del protagonista sono figure realiste e di una fredda razionalità. In particolare, Inez minimizza Gil e la sua creatività, cercando di controllarne le scelte, fin praticamente a soffocarlo. Oltre tutto, osservando bene i comportamenti di lei nei confronti di Gil, risulta palese il fatto che non lo ami, come lui realizzerà anche di non amarla a sua volta.

Un altro personaggio che risulta totalmente in contrasto con Gil è Paul (interpretato da Michael Sheen), una vecchia conoscenza di Inez, che la coppia incontra casualmente a Parigi: si tratta di una figura presuntuosa e pedante, esperto di arte, architettura e vini.  Questo suo continuo dominare la scena mette il protagonista da parte e attrae molto Inez.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

La pellicola è leggera, ma porta chi la guarda comunque alla riflessione. Si ha una certa attenzione alla sceneggiatura e un cast di attori affermati.

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