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La piccola principessa: tra fantasia e poesia filmica

La piccola principessa è un film del 1995 diretto da Alfonso Cuarón (Disclaimer). La storia è tratta dall’omonimo romanzo di Frances Hodgson Burnett, pubblicato nel 1905, ma portato sul grande schermo con alcune variazioni rispetto alla trama originale. Il film ha ricevuto due candidature agli Oscar come Miglior scenografia e Miglior fotografia, ma ha ottenuto uno scarso successo al botteghino. Cuarón dirige una pellicola fortemente poetica, costruendo immagini che possano supportare i racconti fantastici della piccola Sara, trascinando lo spettatore in un mondo fatto di principesse, magia e luoghi lontani. Un racconto ambientato in una New York grigia piena di contraddizioni, povertà infantile e voglia di evasione.

Liesel Matthews

La piccola principessa: Trama

A ridosso della Prima Guerra Mondiale, Sara Crew (Liesel Matthews), vive con il padre (Liam Cunningham), un capitano dell’esercito britannico, in India. Tra paesaggi mozzafiato, animali esotici e fiabe che raccontano le gesta di eroi e principesse, Sara trascorre un’infanzia magica e spensierata. Ma dopo che il padre viene chiamato a combattere è costretta a trasferirsi in un collegio femminile di New York. Grazie all’ingente fortuna accumulata dalle aziende del padre, la bambina riceve i migliori servizi e un trattamento speciale dall’avida direttrice dell’istituto Miss Minchin (Eleanor Bron).

Grazie alle sue capacità narrative e alla smisurata immaginazione riesce ad entrare nel cuore delle sue compagne. La sua umiltà la porta a stringe una forte amicizia con Becky (Vanessa Lee Chester), una bambina costretta a lavorare nella servitù. Le speranze che il padre ritorni da lei si esauriscono quando l’avvocato di famiglia fa sapere che il padre è morto in battaglia e che il governo inglese ha confiscato il patrimonio di famiglia. Con l’impossibilità di pagare la retta scolastica, Sara potrà rimanere a patto che cominci a lavorare insieme a Becky. Alla bambina le viene tolto tutto, ma non il potere della fantasia, che le permette di affrontare la dura vita che la attende, lontano dai luoghi incantati dell’India.

Liesel Matthews

La piccola principessa: Recensione

Alte torri ricoperte di spine, mostri con più teste, eroi dalla pelle blu con frecce a tre punte e principesse in pericolo. Questo e molto altro è presente nell’immaginazione della piccola Sara. La bambina che viene da molto molto lontano, da un paese governato dalla natura, dove le tigri si riposano all’ombra di grandi alberi, le montagne circondano un paesaggio attraversato da un fiume cristallino e l’aria speziata odora di curry e zafferano.

Sara ha assimilato la cultura indiana incentrata sul rispetto e l’umiltà, che esercita in ogni momento della sua vita. Proviene da una famiglia ricca e agiata, ma nel momento in cui perde ogni cosa, riesce a sopravvivere grazie a quel patrimonio immateriale che le è stato donato: il ricordo di un paese fiabesco, l’amore di un padre che ha sempre messo sua figlia al primo posto e la capacità della sua mente di scorgere il bello anche dove sembra impossibile trovarlo. La fantasia è la vera ricchezza di Sara.

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Nel momento in cui Mis Minchin la costringe a vivere nella vecchia e sporca soffitta, dove l’acqua si infiltra dalle finestre, il freddo penetra nelle ossa e i topi fanno banchetto mentre lei dorme, l’unica cosa che le concede, per punire quella bambina troppo irriverente, è la proprietà di un libro. Ma inconsciamente sarà proprio la fantasia a salvarla. Cultura e immaginazione la faranno volare tra mondi incantati e storie di eroi, dandole la possibilità di evadere da quella prigione terrena in cui è costretta a vivere. La sceneggiatura mantiene viva la sospensione dell’incredulità grazie a dialoghi e descrizioni capaci di trasportare lo spettatore ed emozionarlo. Anche costumi e scenografia contribuiscono in modo decisivo a questa immersione, amplificando l’efficacia del racconto.

La piccola principessa

Tra fiabe e immaginazione

“Tutte le donne sono principesse”

Questo Sara impara mentre vive spensierata in un paese che la circonda di poesia. La vera ricchezza si nasconde nell’animo, nella gentilezza e nella dignità che ogni ragazza o persona deve donarsi. Questi sono anche i temi principali delle storie che racconta, ispirati alle principali leggende e miti dell’india. Richiami a poemi epici che seguono le gesta di grandi eroi e la loro continua lotta contro il male.

Le scene in cui vengono visualizzate le storie di Sara sono ricche di colori brillanti come il verde, il blu o l’arancione. Le scenografie tendono ad atmosfere fiabesche inserendo volutamente un’estetica artificiale, sottolineando l’immaginazione e il mondo interiore di Sara. Foreste e grandi palazzi che sembrano trovarsi in luoghi che non hanno coordinate nel mondo reale. Ma questa atmosfera magica si scontra con la morte e l’orrore che circonda la Prima Guerra Mondiale. Le fiabe che la protagonista racconta per gli altri, ma soprattutto per sé stessa, diventano una metafora della resilienza e una sorta di filtro simbolico per interpretare l’orrore della Guerra.

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La piccola principessa

Abbandono e povertà infantile

La piccola principessa è sicuramente un film dedicato ai bambini, in cui gli adulti possono ritrovare la magia di un tempo. La storia, però, attraverso la sua ambientazione in una New York di inizio Novecento, pone l’accento anche sulla condizione in cui erano costretti a vivere numerosi bambini, privati dei diritti fondamentali e abbandonati in un contesto di povertà estrema. Una società improntata al guadagno e cieca di fronte alle ingiustizie sociali. D’altronde la cultura vittoriana di disuguaglianza sociale era ancora molto influente. Il film cerca di rappresentare questo spaccato all’interno di una società che cercava di lanciarsi verso la modernizzazione e i primi lenti progressi verso un mondo più equo.

Cuarón cattura quest’essenza attraverso immagini che parlano più di molti dialoghi, come Becky che cerca di darsi sollievo passando un cubetto di ghiaccio tra le dita dei piedi doloranti per delle scarpe che molto probabilmente sono di molte taglie inferiori oppure Sara che decide di dare una brioche a dei bambini che stanno patendo la fame e in cambio riceve una rosa color giallo limone.

La piccola principessa

Conclusione

Con La piccola principessa, Cuarón mostra come cultura e immaginazione possano aprire vie di salvezza, liberandoci da qualsiasi gabbia in cui il mondo ci relega. Attraverso dialoghi poetici, colori brillanti e immagini simboliche, il film ci trasporta in una dimensione in cui persino il finale di una storia può essere riscritto.

 

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Colori, poesia e racconti fantastici.
Cristian Bucolo
Cristian Bucolo
Adoro il cinema e la scrittura. Ho sempre sognato di innamorarmi ballando il tip-tap, fare viaggi interstellari, cercare tesori dell’Antico Egitto o viaggiare nel tempo. Ho pensato che non avrei mai provato l’emozione di queste esperienze, ma poi ho scoperto la settima arte e la recitazione. Adoro i film di Damien Chazelle, la comicità nelle sceneggiature di Billy Wilder e mi affascinano le pellicole di John Huston. Credo che il cinema possa farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e scrivendo vorrei poter contribuire a diffondere questa visione.

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