John Lithgow (Dexter, The Crown, How I Met Your Mother) si è espresso contro quella che ha definito “guerra all’empatia” e ha affrontato la controversia relativa al suo casting per il ruolo di Albus Silente nella serie tv di Harry Potter su HBO Max e soprattutto sulle posizioni anti-trans di J.K. Rowling. Durante una discussione sul palco del dramma familiare queer di Sophie Hyde, Jimpa, alla 55esima edizione dell’International Film Festival di Rotterdam, l’attore ha parlato. Ha definito “folle” il fatto di aver firmato un contratto di otto anni per il progetto, considerando che ha 80 anni.
Poi gli è stato chiesto come si sia trovato ad affrontare il ruolo, considerando le opinioni della Rowling sulle persone trans. Lithgow ha risposto: “Prendo l’argomento e la questione estremamente sul serio. J.K. Rowling ha creato questo straordinario canone per i giovani, una letteratura per ragazzi che ha fatto breccia nella coscienza della società. Giovani e meno giovani adorano Harry Potter e le sue storie. È una questione di bene contro male. È una questione di gentilezza contro crudeltà. È un tema profondamente sentito“.

John Lithgow sulle dichiarazioni della Rowling
John Lithgow ha poi chiarito la situazione in merito al coinvolgimento della nota scrittrice nella serie che vedremo a inizio dell’anno prossimo. Ha detto: “Trovo ironico e in qualche modo inspiegabile che la Rowling abbia espresso tali opinioni. Ne ho letto, non l’ho mai incontrata. Non è affatto coinvolta in questa produzione. Le persone che stanno riadattando Harry Potter e trasformandolo in una serie Tv lunga otto anni sono straordinarie. Sono persone con cui vorrei lavorare. Certo, mi infastidisce quando le persone si oppongono con veemenza al fatto che io abbia a che fare con tutto questo. Ma se si legge il canone di Harry Potter, non si vede assolutamente alcuna traccia di sensibilità transfobica. Ha scritto questa grande meditazione sulla gentilezza, l’empatia e l’accettazione… ed è proprio per questo che mi sembra così strana“.
L’attore ha poi concluso: “Silente è un ruolo meraviglioso. C’è molto di più di quanto pensassi, soprattutto grazie alle persone che stanno creando la serie. Quindi è stata una decisione difficile, basata su quella controversia, e mi ha messo molto a disagio che la gente insistesse attivamente perché io lasciassi questo lavoro. Ma ho scelto di non farlo“. Questa domenica, sempre al Festival, John Lithgow ha anche affrontato lo stato della politica statunitense e globale. “Ora siamo nel mezzo di una guerra all’empatia, e io sto dalla parte dell’empatia“.
