Il Festival del Film di Locarno renderà omaggio a James Gray durante la sua prossima edizione, assegnando al regista statunitense il Pardo alla Carriera, uno dei riconoscimenti più importanti della manifestazione svizzera. Il 9 agosto Gray riceverà il premio e sarà protagonista della presentazione del suo nuovo film, Paper Tiger, proiettato nella suggestiva cornice della Piazza Grande, lo storico spazio all’aperto del festival.
Presentato per la prima volta a maggio durante il Festival di Cannes, Paper Tiger è ambientato nel 1986 e racconta la storia di due fratelli, Irwin e Gary Pearl, interpretati rispettivamente da Miles Teller (Spiderhead, Eternity, Misteri dal profondo) e Adam Driver (Father Mother Sister Brother, Megalopolis, Frances Ha). La vicenda ruota attorno a Irwin, coinvolto in un pericoloso intreccio con la mafia russa dopo aver tentato di realizzare un progetto per arricchirsi rapidamente attraverso la bonifica del canale Gowanus. A cercare di aiutarlo sarà il fratello Gary, un ex poliziotto che rappresenta l’unica possibilità per salvarlo dalle conseguenze delle sue scelte. Successivamente il film arriverà anche negli Stati Uniti, dove aprirà la 64ª edizione del New York Film Festival il prossimo 25 settembre, segnando la sua prima proiezione nordamericana.
L’omaggio dedicato a James Gray comprenderà anche la proiezione di due suoi precedenti lavori, We Own the Night e Two Lovers, che saranno inseriti nel programma del festival come parte della retrospettiva dedicata al regista.

James Gray, una delle voci più riconoscibili del cinema americano contemporaneo
Nel motivare la scelta del premio, il Festival di Locarno ha sottolineato il percorso artistico di James Gray, iniziato nel 1994 con Little Odessa, film che gli permise di vincere il Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia quando aveva appena 25 anni. Da allora il regista ha costruito una filmografia caratterizzata da un forte legame con le sue origini nella comunità ebraico-russa di New York e da una particolare attenzione ai temi della famiglia, dell’identità e delle difficoltà legate al sogno americano.
Opere come The Yards, We Own the Night, Two Lovers e The Immigrant hanno consolidato la reputazione di Gray come autore capace di unire il racconto del mondo criminale, descritto con grande precisione, a profondi ritratti umani ispirati al cinema classico americano ed europeo. Negli ultimi anni il regista ha ampliato il proprio sguardo affrontando generi e tematiche differenti, dalla ricerca dell’esplorazione coloniale in Civiltà perduta, ai viaggi nello spazio di Ad Astra, fino al racconto autobiografico di Armageddon Time.
Il direttore artistico di Locarno, Giona A. Nazzaro, ha definito Gray “l’ultimo grande romanziere del cinema americano”, sottolineando come i suoi film siano attraversati da influenze che spaziano dalla diaspora ebraica al film noir, fino alla letteratura russa e nordamericana. Secondo Nazzaro, il regista è riuscito a sperimentare generi diversi, come la fantascienza e l’avventura, senza perdere la propria identità artistica e la propria sensibilità umanistica.
La 79ª edizione del Festival di Locarno si terrà dal 5 al 15 agosto.
