Il regista Iraniano Jafar Panahi (Gli orsi non esistono, Taxi Teheran), presente al Busan International Film Festival, per la selezione a “Regista asiatico dell’anno”, ha chiesto all’Academy di sottrarre le candidature per il premio “Miglior film internazionale” al controllo dei comitati di selezione approvati dai governi di tutto il mondo.
Panahi è un regista iraniano vincitore di molti premi, in particolare al Festival di Cannes. Viene da un paese dove gli artisti non sono liberi di produrre le storie che vorrebbero e devono combattere con una certa repressione di stato. Nonostante sia stato incarcerato più volte, torturato e perseguitato, continua a sfidare la censura del regime iraniano producendo opere che trascendono i confini nazionali.
Panahi si rivolge all’Academy all’indomani della candidatura da parte della Francia del suo film “It Was Just An Accident” per la categoria “Miglior film internazionale” alla 98a edizione degli Academy Awards. Il film ha vinto la Palma d’Oro a Cannes ed è idoneo perché coprodotto con la casa di produzione parigina Les Films Pelléas. L’Iran, infatti, non lo ha scelto per rappresentarlo, ma ha preferito Cause Of Death: Unknown di Ali Zarnegar, considerato non critico nei confronti del regime iraniano.

Jafar Panahi: le dichiarazioni
“Abbiamo un piccolo problema con l’Academy e la sua selezione internazionale. L’Academy non ha un programma specifico per noi. Quando realizziamo film, possiamo inviarli ai festival internazionali e non abbiamo il problema di ottenere un permesso ufficiale dall’Iran. Ma quando si tratta dell’Academy, dobbiamo ottenere il permesso dal nostro governo”.
Secondo le regole dell’Academy, infatti, una commissione per ciascun paese deve selezionare il film che lo rappresenterà nella categoria “Miglior film internazionale”. Il problema è che, in molti casi, la commissione potrebbe avere stretti legami con regimi governativi repressivi.
Panahi concludendo ha aggiunto: “Penso che l’Academy dovrebbe trovare un modo per non vincolare i registi ai loro governi. Tutti i registi indipendenti devono unirsi e trovare un modo per evitare di dover affrontare questo tipo di problema con il governo del loro Paese quando vogliono presentare i loro film all’Academy”.
