Io e Lulù, recensione del film di Channing Tatum

“Io e Lulù” (titolo originale “Dog”) segna l’esordio alla regia di Channing Tatum (“Magic Mike”, “The Lost City”). Tatum dirige insieme a Reid Carolin, suo collaboratore creativo di lunga data. Carolin è autore anche della sceneggiatura. Al soggetto ha partecipato, inoltre, l’ex soldato Brett Rodriguez. Il film è dedicato alla cagnolina di Tatum, Lulù, morta nel 2018 per un cancro. Tatum e Carolin avevano già prodotto un documentario per la HBO dal titolo “War Dog: A Soldier’s Best Friend”. L’idea è scaturita, dunque, in parte dal docufilm, in parte dal desiderio di raccontare le avventure di un ragazzo che viaggia in auto con un cane. Il copione ha preso corpo da ricordi, emozioni, esperienze personali. 

Io e Lulù
Io e Lulù, 2022

Io e Lulù, recensione e trama

Le storie di cani talvolta fanno scoppiare in lacrime. Il popolare “Io & Marley”, tratto dal bestseller omonimo, ne è un esempio. “Io e Lulù” è invece una commedia che resta tale pur affrontando temi importanti. L’intento è stato chiaro fin dall’inizio: non deve essere un film in cui il cane muore. Ha spiegato Channing Tatum: “nella trama il cane non doveva essere ferito né morire, amiamo i cani e la loro morte in un film è qualcosa che nessuno vuole vedere”.

“Io e Lulù” è un avvincente road-movie e una commedia tenera e gentile. Un film per tutta la famiglia. Un pop-corn movie che lascia un bel sorriso dopo la visione. Emozionante anche la colonna sonora. La scelta dei brani è in perfetta sintonia con le immagini (include brani di Peggy Lee e The Tokens). 

Io e Lulù
Io e Lulù, 2022

Protagonisti della storia sono: Lulù, cane soldato, razza pastore belga Malinois e Briggs (Channing Tatum), un militare dei Rangers. I due eroi s’imbarcheranno in un viaggio epico, attraverso l’America profonda, affrontando avventure rocambolesche, a bordo di un Ford Bronco del 1984 tirato a lucido. L’auto, splendidamente restaurata, tappa dopo tappa, però, perderà qualche pezzo: vetri rotti, sedili stracciati, presi a morsi da un’inferocita Lulù che, in macchina, scatenerà il finimondo.

Quasi raggiunta la meta, il bolide si fermerà del tutto e Briggs dovrà sbrigarsi a correre da un meccanico. A questo proposito Tatum ha ricordato un viaggio fatto insieme a Carolin. Passarono tre giorni nel deserto. Al ritorno, Tatum stava guidando lungo Hollywood Boulevard mentre la gente fissava la macchina distrutta, l’automobile sembrava stesse per esplodere: “Succede qualcosa in un viaggio quando la tua macchina dopo rimane piuttosto scassata. Senti come se avessi fatto un buon lavoro”. 

Io e Lulù
Io e Lulù, 2022

“Io e Lulù” è il racconto di un’amicizia speciale. Di un rapporto profondo salvifico. I due protagonisti si aiutano a vicenda (Briggs è un militare che soffre di disturbo da stress post-traumatico, con una complicata situazione familiare). Lulù, invece, ha un caratteraccio. Allevata per combattere sul campo di battaglia. Morde. Non sopporta le carezze. L’unico per cui provava sincero affetto era il suo addestratore, il soldato Riley. Riley che però ora è morto. E Briggs sta andando con Lulù in Arizona per partecipare al funerale. Lulù era per Riley un’amica vera, una sorella; non un cane.

Un road-movie si regge su episodi strambi, personaggi curiosi ed improbabili. E questo film di certo non delude. Le situazioni divertenti non mancano: Briggs si finge cieco per dormire gratis in una suite di lusso. Vuole un letto comodo perché una sensitiva, figlia dei fiori, gli ha spiegato che Lulù vuole un materasso morbido per riposare. La truffa di Briggs però viene sgamata presto presto (per colpa di Lulù…) e finisce per passare una notte in prigione. C’è poi l’incontro con una sorta di hippy facinoroso che lega Briggs alla sedia, in una stalla. E ancora: una caccia all’uomo per acciuffare dei ladruncoli e recuperare la refurtiva. Il gran finale: il Bronco che non ne vuole più sapere di partire, con Briggs costretto a proseguire a piedi portando Lulù sulle spalle (un topos dell’epos e dei racconti bellici).

Io e Lulù
Io e Lulù, 2022

Il film di Tatum è delizioso. Girato con sentimento e cuore, riesce ad emozionare. Intrattiene con intelligenza. Tatum è energico e bravissimo (soprattutto perché il ruolo richiede una serie di monologhi). Ideale nella parte. Credibile sia nei momenti comici che in quelli più seri in cui emerge il dramma di un uomo segnato dalle sofferenze del fronte. “Io e Lulù” è un prodotto molto americano. Vediamo le larghe strade deserte, i panorami ampi mozzafiato, le distese azzurre dell’oceano. Si sogna e si prova una sensazione di benessere. Mette di buon umore questa coppia di eroi itineranti. Lui che scola birre e sgranocchia junk food. Canta alla guida e fa lunghi discorsi col suo compagno di viaggio a quattro zampe. “Io e Lulù” è un film commerciale onesto e sincero, per questo risulta meravigliosamente godibile. Curiosità: Lulù, in realtà, è interpretata da ben tre cani, scelti su 150 esemplari.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

"Io e Lulù" è una commedia e un road movie. È la storia di un viaggio e di un'amicizia speciale tra un soldato e il suo cane. Il film segna l'esordio alla regia di Channing Tatum ("Magic Mike", "The Lost City"). La pellicola è dedicata proprio al cane di Tatum, morto nel 2018. "Io e Lulù" è un film grazioso che lascia un bel sorriso dopo la visione.
Micol Graziano
Micol Graziano
Amo il cinema e i pop-corn.

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