Una donna di sessant’anni può innamorarsi di un uomo di trent’anni? Inganno è la nuova serie Netflix che unisce romanticismo, erotismo e mistero.

Inganno – Trama e Cast
La sessantenne Gabriella possiede un elegante hotel in Costiera Amalfitana, è divorziata dal marito Mario e vive con il figlio minore Nico. La sua vita scorre tranquilla e in maniera monotona, fino al giorno in cui incontra Elia: un ragazzo dotato di un indiscutibile fascino e dal passato oscuro e che esercita su di lei una attrazione irresistibile. Grazie a Elia, Gabriella riscopre il suo lato femminile e, per amore verso il ragazzo, metterà a rischio seriamente i suoi equilibri familiari.
Monica Guerritore e Giacomo Gianniotti sono protagonisti di questa nuova miniserie. Il cast si completa con Emanuel Caserio, Dharma Mangia Woods, Francesco Del Gaudio e Denise Capezza.
Inganno – Finalmente una donna over 30 si spoglia
C’è comunque un aspetto positivo da riconoscere a Inganno: finalmente viene mostrata una donna over 30 in maniera erotica. La bellissima Monica Guerritore viene mostrata completamente svestita, senza nessuna censura.
Viene spontaneo chiedersi: bisognava aspettare il 2024 per far comprendere che una donna a sessant’anni può essere ancora desiderabile e che la sua vita non finisce con i trent’anni?
Siamo abituati all’idea che un uomo possa innamorarsi di una donna molto più giovane di lui, basti pensare alla trasposizione cinematografica di L’animale morente, tratta dal romanzo di Philip Roth, ma non all’idea che una donna possa innamorarsi di un uomo più giovane. Inganno rompe i cliché già visti e ci mostra una cosa nuova.

Una sceneggiatura imbarazzante
Sebbene Inganno rappresenti una novità, ha dei picchi di trash imbarazzanti. Partiamo dalla sceneggiatura: come detto nel precedente paragrafo, l’idea è interessante, peccato che si perda in narrazioni inutili.
Era davvero necessario aggiungere il mistero del passato di Elia? E quello di Gabriella? Onestamente non aggiungono nulla a quella che dovrebbe essere la storia principale, anzi non fanno che creare buchi di trama allucinanti e inutili.
Stessa cosa vale per le storyline dei figli di Gabriella: si parla di stalking, di coming out, ma tutto viene trattato in maniera imbarazzante. Giulia è un personaggio che poteva essere interessante, in quanto è rappresentazione di tutte quelle donne vessate dagli stereotipi della società, ma la sua ossessione verso la perfezione non viene per nulla sviscerata. Stesso discorso per l’orientamento sessuale di Stefano e Nico, che viene mostrato (forse) per cercare di essere più inclusivi possibili. Tutto molto bello, ma a cosa mi servono i personaggi omosessuali se alla fine sembrano optare per delle relazioni etero?
I dialoghi sono imbarazzanti e neanche i due attori protagonisti non sembrano credere in ciò che dicono.
I personaggi sembrano essere schizofrenici e parliamo soprattutto del rapporto tra Elia e Gabriella: la donna subisce un colpo di fulmine che le fa perdere la ragione, ma tuttavia i suoi comportamenti fanno di lei un personaggio mal scritto, che non sa cosa vuole dalla vita.

In conclusione
Inganno poteva essere un’ottima sfida, ma in realtà non riesce a passare la prova. Si è voluto mettere nel calderone troppe cose che creano confusione e hanno portato a una narrazione banale e tratti imbarazzante.
