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Il teorema di Margherita – la recensione

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Il Teorema di Margherita (Le Théorème de Marguerite) è un film drammatico francese scritto e diretto da Anna Novion.

Il film è stato presentato in anteprima al 76° Festival di Cannes il 22 maggio 2023 ed ha ottenuto due candidature ai Cèsar. Il Teorema di Margherita è arrivato nelle sale italiane il 28 marzo con Wanted Cinema.

Il cast

La protagonista Marguerite Hoffmann è interpretata da Ella Rumpf, attrice che ha ottenuto per questo film un premio Cèsar come Miglior Rivelazione femminile. A seguire, nel cast troviamo, Jean-Pierre Darroussin nel ruolo del suo relatore di tesi Laurent Werner, Clotilde Courau nel ruolo di Suzanne e Julien Frison nel ruolo di Lucas Savelli.

Il teorema di margherita

Il teorema di Margherita – trama

Margherita, una brillante studentessa di matematica di 25 anni, sta per laurearsi con un’importante tesi ma, a pochi giorni dalla discussione, le sue teorie vengono messe in dubbio. Margherita scopre di aver commesso un errore nella complessa dimostrazione del teorema su cui sta lavorando: la congettura di Goldbach.

Le certezze di Margherita crollano e subentra una forte insicurezza e sfiducia che portano la giovane ad abbandonare gli studi. Scoprirà poi di avere delle preziose doti, acquisite proprio grazie alla matematica. In questo nuovo viaggio, lontano dalla sua più grande passione, Margherita inizia a confrontarsi con le difficoltà della vita adulta che la riporteranno alla sua amata matematica.

Il Teorema di Margherita – la recensione

Anna Novion ribalta il genere riprendendo temi già affrontati ma difficili da tradurre al cinema, dirigendo in modo concreto ed efficace una pellicola di questo tipo. I cliché di cui parliamo riguardano in primis il cosiddetto genio ribelle, che resterebbe appunto uno stereotipo, se non fosse per la scelta di ribaltare (finalmente, forse) il tutto ad una figura femminile.

Il cinema ci ha abituati a vedere questo ruolo in versione maschile: il matematico che sfida le convenzioni accademiche, che si ritrova a fare i conti con il mondo esterno e che abbandona gli studi per riscoprire sé stesso. Qui, come già anticipato, la presenza di una ragazza giovane e determinata, ci porta ad un ribaltamento dello stereotipo classico.

Altri aspetti critici che Il Teorema di Margherita porta all’attenzione del pubblico sono quelli che riguardano la pressione che i ragazzi subiscono durante i percorsi di studi e i costi elevati della vita da studenti. Diversi studi dimostrano che la maggior parte degli studenti soffre di ansia da prestazione. In questo modo il film ci unisce attraverso sentimenti universali condivisibili a prescindere dalla scelta di vita o di facoltà.

Una volta stabilite le dinamiche di base della vita di Margherita, lo spettatore può godere di un ritratto riuscito di una giovane studentessa che si accorge di aver ridotto la sua vita alle aule universitarie, perdendosi altri aspetti fondamentali del suo essere.

La rottura di una routine

È opportuno sottolineare l’interessante contrasto che riguarda il prima e dopo l’interruzione degli studi di Margherita. Nelle prime sequenze pensiamo a questa ragazza come una persona molto sicura di sé, che addirittura si muove nelle aule universitarie in ciabatte. Subito dopo il contrasto con il mondo esterno però, non ci viene presentato con trovate banali o superficiali, al contrario, sembra essere tutto pensato alla perfezione.

Il teorema di Margherita

Possiamo soffermarci, ad esempio, sulle partite clandestine di Mahjong. Tra le varie esperienze di Margherita vi è la scoperta di un gioco cinese che diventa per lei e per la nuova coinquilina fonte di guadagno e allo stesso tempo di scoperta. Scopre in primis che sono proprio la matematica, lo studio e la passione per questa materia che le hanno permesso di sviluppare queste doti e, in secondo luogo che tutto la riporta al punto di partenza.

La sua passione per la matematica è così forte che non riesce a non ricaderci e a ripensarci anche nel gioco e nel tentativo di evadere da questa. I muri dell’appartamento diventano le lavagne su cui studia il teorema abbandonato, con l’aiuto di Lucas, il giovane che ha confutato la sua tesi e del quale poi si innamora.

Il ruolo della donna

La scelta di una figura femminile, come anticipato, è data dalla volontà di ribaltamento di un cliché. Molte studentesse di materie scientifiche (come la matematica) – afferma la stessa regista – si convincono di non potercela fare perché costrette in un ambiente considerato maschile. Questo accade per diversi settori simili e porta le studentesse ad abbandonare o a sentirsi diverse o in difetto.

Margherita reprime le proprie emozioni e cerca di adeguarsi al contesto anche dal punto di vista estetico, soprattutto nel modo di vestire. È convinta, così facendo, di sembrare meno vulnerabile e forse di essere presa sul serio.

In questo film però, il suo ritrovare se stessa e la sua femminilità non avviene (fortunatamente) attraverso una trasformazione con trucchi, tacchi o mini gonne perchè la sua femminilità e la sua forza non si riducono ad un qualcosa di puramente estetico.

PANORAMICA

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

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