Il buco 2, già disponibile su Netflix, è il sequel del film che nel 2019 ha lasciato il segno grazie alla sua inquietante metafora sulle disuguaglianze sociali. In un panorama mediatico affamato di idee originali, l’allegoria distopica di Galder Gaztelu-Urrutia aveva saputo farsi notare grazie alla sua premessa intrigante:
un thriller fantascientifico ambientato in una prigione futuristica, dove detenuti disposti su livelli devono sopravvivere nutrendosi di quanto resta di un banchetto che discende gradualmente lungo una piattaforma. Quello che inizia come un pasto sontuoso ai piani alti si riduce a misere briciole per chi si trova nelle profondità, offrendo una critica diretta ma efficace alla distribuzione delle risorse in un sistema capitalista. Il messaggio colpiva ancora più forte nel contesto della pandemia, quando il film stabilì record di streaming.
Il nuovo capitolo, diretto da Galder Gaztelu-Urrutia, continua a esplorare temi simili, sebbene con un approccio che risulta meno incisivo rispetto al predecessore. Qui, la distribuzione del cibo segue una logica apparentemente equa, ma l’umanità continua a rimanere intrappolata nelle sue contraddizioni.
Il buco – Capitolo 2: Trama
Torniamo nella fossa per esplorare nuovi personaggi in lotta per la sopravvivenza, e pur introducendo alcune variazioni alle regole che governano questo inferno verticale, il risultato non raggiunge la pienezza del primo capitolo. Il buco si chiudeva con una nota di speranza (leggi qui), il sequel invece sembra partire dalle conseguenze di un gesto rivoluzionario, pur confondendo la cronologia con il ritorno di un volto familiare. Ora i detenuti possono scegliere il proprio pasto quotidiano e si è sviluppato un sistema di autocontrollo, regolato da una sorta di ordine religioso.
Questi individui, noti come “Unti“, sono coloro che sono stati ispirati dall’iniziativa di un uomo, il “Maestro“, descritto come un messia che ha portato ordine grazie alla sua ferma volontà di agire per il bene comune. In questo contesto si osserva il contrasto tra chi rispetta le nuove regole e i “Barbari” che eccedono con le porzioni, mentre le trame dei personaggi si intrecciano seguendo queste dinamiche. Persino il cannibalismo è ora vietato dell’ordine imposto tra i detenuti, un duro colpo per chi si trova nei livelli più bassi, dove i corpi in caduta sono una fonte di nutrimento.
Perempuan (Milena Smit) e Zamiatin (Hovik Keuchkerian), si trovano al loro primo mese nella Fossa, dove si risvegliano al livello 24. Perempuan, è una scultrice, che affronta il suo passato attraverso dei flashback che emergono mentre si cala in questa torre infernale. Prima di entrare in prigione, viene interrogata e rivela di cercare perdono per un tragico incidente avvenuto durante una mostra delle sue opere, che ha coinvolto un bambino. Il buco 2 si trasforma nel viaggio interiore di una donna che si confronta con le sue paure e colpe, cercando disperatamente una via per perdonarsi.

Il buco – Capitolo 2: Recensione
Con due nuovi protagonisti, dialoghi taglienti e impressionanti sequenze di violenza – inclusa una rissa selvaggia che richiama il film a cui questo sequel deve forse di più, Snowpiercer – e un’estetica cupa e simbolica, Il buco 2 cerca di arricchire la narrazione. Cambiando le regole della prigione, trasforma anche il messaggio e anziché rispondere alle domande lasciate aperte dal primo capitolo, ne solleva di nuove.
Il film riesce a mantenere alta la tensione, con un aumento della brutalità e dell’orrore rispetto al primo capitolo. Tuttavia, mentre il primo Il buco era caratterizzato da un forte impatto visivo e narrativo, il sequel tende a ripetere le dinamiche già esplorate, senza coinvolgere con una trama che sappia distinguersi abbastanza. Le nuove sfide morali e sociali introdotte non hanno risvolti tali nella trama da riuscire a catturare l’attenzione e la curiosità, risultando in alcune parti del racconto piuttosto didascaliche. La presenza di nuovi personaggi e la loro evoluzione, sebbene promettente, non riesce a colmare il vuoto lasciato da un’analisi più profonda dei conflitti presentati.
I temi del film
Gaztelu-Urrutia, alla regia e co-sceneggiatura del sequel, sembra voler esplorare le difficoltà di attuare un ideale politico, anche quando è mosso da buone intenzioni. Tra le nuove regole introdotte nella torre a livelli, vi è quella secondo cui se qualcuno muore nessuno può prendere la sua porzione, anche a rischio di morire di fame, in nome dell’uguaglianza. Ma è giusto sprecare cibo per il bene di tutti? Mentre il primo film denunciava il capitalismo, Il buco 2 indaga i rischi di un socialismo degenerato in autoritarismo, rappresentato da un crudele leader (Óscar Jaenada) che applica le nuove leggi con spietata violenza.
Con questo film, il regista invita lo spettatore a riflettere su come una rivoluzione popolare può portare alla sostituzione di un vecchio sistema con un regime ancora più oppressivo. Tuttavia, il film produce lo stesso effetto del precedente: cerca di approfondire nuovi aspetti di un’idea potenzialmente espandibile, ma finisce per ribadire le critiche al consumismo, al capitalismo, alla disuguaglianza sociale e alla cattiva distribuzione delle risorse, ripetendo le dinamiche già viste, ma con un approccio più personale e, come già accennato, persino religioso.

Conclusioni
Nonostante i temi interessanti, il sequel fatica a coinvolgere. Al posto del risveglio politico del protagonista originale, seguiamo un’artista che entra volontariamente nella torre in cerca di redenzione personale. La sua discesa nei livelli più bassi si rivela una sorta di percorso terapeutico, meno incisivo rispetto al primo film, che esplorava dinamiche più universali.
Come succede per molti sequel, Il buco – Capitolo 2 offre di più: più violenza, con combattimenti prolungati e brutali, più efferatezza nelle scene cruente. Ma a volte, ciò che è in maggiore quantità può rivelarsi meno efficace. Mentre Gaztelu-Urrutia spinge la sua seconda opera in una direzione simile alla precedente, alcuni spettatori potrebbero sentirsi sazi e scegliere di passare a un altro film su Netflix.
