I Fantastici 5I 5 migliori film di Nanni Moretti

I 5 migliori film di Nanni Moretti

i film di Nanni Moretti sono senza dubbio unici. Moretti, infatti, è uno dei più importanti registi italiani che ha saputo costruire un’identità cinematografica personale. Nelle sue opere convivono l’ironia feroce e il dolore autentico, l’autobiografia e la politica, il grottesco e il lirismo. Moretti non racconta storie dall’esterno: le abita sempre, spesso letteralmente, comparendo in scena con quella presenza fisica ingombrante e inconfondibile. Il risultato è un cinema che divide, che provoca, che fa ridere e fa pensare — talvolta tutto insieme, nello stesso respiro.

Caro diario

Un film in tre capitoli, tra i più amati e liberi dell’intera filmografia morettiana. Moretti gira per Roma in Vespa, visita le isole Eolie, racconta la sua malattia. Caro diario è insieme un documentario personale, un saggio cinematografico e una lettera d’amore alla città e alla vita. C’è molta leggerezza, ma anche una fragilità vera, soprattutto nel capitolo dedicato alla sua esperienza con i medici. Vincitore del premio per la miglior regia a Cannes, il film dimostra che il cinema può essere autobiografia totale senza diventare narcisismo.

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La messa è finita

Uscito nel 1985 e vincitore dell’Orso d’argento a Berlino, La messa è finita segna una svolta profonda nella carriera di Nanni Moretti. Per la prima volta il registro comico si fa da parte, o quasi, lasciando spazio a qualcosa di più denso e malinconico. È il film in cui Moretti smette di essere solo la voce irriverente di una generazione e diventa un autore capace di guardare il dolore altrui senza distanza ironica.

La stanza del figlio

Con La stanza del figlio Moretti abbandona l’autoironia e si confronta con qualcosa di radicalmente diverso: il lutto. Un padre psicoanalista perde il figlio adolescente in un incidente di immersione e non riesce a trovare pace. La macchina da presa segue con pudore e intensità il dolore di una famiglia intera, senza consolazioni facili e senza retorica. È il film più intimo e formalmente sobrio di Moretti, e probabilmente il più universale. Ha vinto la Palma d’Oro a Cannes, consacrando definitivamente il suo status internazionale.

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Ecce Bombo

Secondo lungometraggio di Moretti, Ecce Bombo è già un manifesto generazionale. Il protagonista Michele — alter ego del regista — vaga tra amici, relazioni spezzate e conversazioni che non portano da nessuna parte. Il film coglie con straordinaria precisione il disorientamento di una gioventù cresciuta tra le utopie del Sessantotto e il vuoto del decennio successivo. Niente grandi drammi, niente colpi di scena: solo la verità piccola e fastidiosa di una generazione che non sa bene cosa vuole. La forma è scarna, quasi improvvisata, eppure ogni scena trasuda consapevolezza e controllo.

Palombella rossa

In Palombella rossa Moretti veste i panni di un dirigente comunista che ha perso la memoria e si ritrova a giocare una partita di pallanuoto, sospeso tra un passato che non ricorda e un presente che non riesce a decifrare. È uno dei film più originali e provocatori della sua carriera: politico senza essere didattico, surreale senza perdere mai il filo emotivo. La pallanuoto diventa metafora, la piscina uno spazio onirico in cui riemergono frammenti di coscienza politica e personale. E la celebre battezza alle sue interlocutrici — «le parole sono importanti!» — è diventata un’icona culturale che ha attraversato i decenni.

Fabio Salvati
Fabio Salvati
Il cinema mi piace da quando ero piccolo, e passavo i pomeriggi a perdermi tra storie di ogni tipo, dai cartoni animati ai grandi classici. Da Iñárritu a Kim Ki-duk, da Farhadi a Herzog, fino a Fellini e Monicelli: non faccio distinzioni, guardo tutto con entusiasmo quasi sospetto. Sono un appassionato di sceneggiatura e mi diverte smontare i film pezzo per pezzo, capire come funzionano e scoprire i segreti che li rendono così affascinanti.

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