Se la definizione di cult ha un’immagine, è molto probabile che questa venga da Gioventù bruciata. Il film del 1955 di Nicholas Ray ha consegnato al mito il suo protagonista James Dean. L’attore, morto pochi mesi dopo l’approdo nelle sale dell’opera, ha travalicato le generazioni con un ruolo entrato nella storia del cinema. Sono passati, dunque, settant’anni da Rebel without a cause, questo il titolo originale, film che in qualche modo continua a parlarci.

Gioventù bruciata – trama e cast
Jim Stark (James Dean) è un diciassettenne costretto dalla famiglia a trasferirsi in una nuova città a causa di un evento violento del suo passato. Jim manifesta tutta la sua irrequietezza finendo addirittura per farsi arrestare per ubriachezza molesta. Proprio alla stazione di polizia il ragazzo incontra due persone che gli cambieranno la vita: Judy (Natalie Wood) e Plato (Sal Mineo). Se il rapporto con la ragazza si trasformerà presto in un interesse amoroso quello con Plato diventa un legame fraterno, con Plato che vede in Jim una figura protettiva. Ma sempre alla stazione di polizia il ragazzo incontra anche Buzz (Corey Allen) capo di una banda locale di ragazzi che gli causerà non pochi guai. Buzz, già infastidito dalla sola presenza di Jim, lo provoca quando scopre il rapporto con Judy.
Dopo essere stato sconfitto in un confronto armato combattuto coi coltelli, Buzz sfida Jim a una corsa automobilistica. La corsa prevede di lanciarsi a velocità elevata in automobile e gettarsi dalla vettura prima che questa termini in uno strapiombo. Jim, dopo aver tentato – invano – di cercare il supporto del padre, accetta la sfida, che si conclude tragicamente. La situazione precipita ulteriormente quando gli amici di Buzz si mettono alla ricerca del ragazzo. Il finale tragico sarà allietato solo parzialmente dalla realizzazione della storia d’amore tra Jim e Judy. Gioventù bruciata segna il debutto al cinema di Dennis Hopper che reciterà al fianco di Dean e Sal Mineo ne Il gigante, film dello stesso anno. Il ruolo del protagonista, interpretato da Dean era stato offerto qualche anno prima ad un allora ventitreenne Marlon Brando.

Gioventù bruciata – antesignano e irripetibile
Nicholas Ray gira il suo film più noto, seguito da Il dominatore di Chicago e dal documentario sulla sua vita girato con Wim Wenders. Gioventù bruciata va probabilmente al di là delle sue intenzioni e finisce per diventare un film-manifesto. La contestualizzazione è importante: i giovani dell’opera sono nati durante la guerra ma senza averne la piena consapevolezza. Si trovano quindi al passaggio con l’età adulta con una crescente incomunicabilità che li separa dai genitori. La separazione si fa sempre più evidente: la musica, il cinema tutto del nuovo tempo muove in direzione contraria a ciò che era stato prima. Sono gli stessi anni dell’esplosione del rock n’roll. In vero, ci troviamo temporalmente poco prima dell’arrivo sulla scena musicale di Johnny Cash, Elvis, Chuck Berry. Rebel without a cause sta al cinema come questi nomi stanno alla scena musicale.
La rabbia incontrollata, il senso di irrequietezza si esprime soprattutto nei rapporti familiari. I genitori di Jim non sono repressivi o autoritari, semplicemente sono incapaci di comprendere il figlio, al netto della loro volontà. È una forma di assenza, un’assenza che in Plato sarà resa ancor più plasticamente dal fatto di essere orfano. Ray però riesce nell’impresa di evitare afflati moralistici, ci rappresenta una realtà che ancora oggi ha il carattere dell’attualità. La tragedia e l’amore finiscono per sovrapporsi e diventa impossibile slegarle l’una dall’altra. Gioventù bruciata al netto dei suoi meriti artistici è quindi diventato un film di culto. Un’opera che ha modellato un’estetica e aperto a dei temi più o meno accennati che diventeranno centrali nel cinema.

It was like, James Dean, for sure
La dimensione al di fuori del tempo di James Dean si può riassumere nel verso della canzone di Lana Del Rey del 2012 che lo cita. La cantante ricollega l’attore a un tratto che a prima vista non parrebbe così distintivo: “blue jeans, white shirt”. In effetti è dalla comparsa di James Dean che inizia a farsi largo questo modo di vestire. L’attore, nonostante la sua prematura scomparsa e i pochi film a cui ha preso parte, ha segnato il suo tempo in modo tale da travalicarlo. Gioventù bruciata finisce per diventare il suo testamento, il film a cui si lega la sua leggenda. Le citazioni, estetiche e non solo, al film nel corso degli anni si sono sprecate. Francis Ford Coppola nel 1983 ne realizza una sorta di versione attualizzata, forse anche più riuscita, sebbene non ugualmente iconica come The Outsiders.
Il mito di Dean è sopravvissuto all’attore, una fama che non si è spenta con la distanza del tempo. Tra i vari biopic più o meno realistici su Dean vale la pena citare Life film del 2015 in cui il personaggio è interpretato da Dane DeHaan. Il volto icona di un film-manifesto che unito a un destino così tragico hanno fatto dell’attore un simbolo transgenerazionale. Siamo a qualche anno dalla rivoluzione culturale degli anni ’60 e i ribelli senza causa hanno una dimensione poco politica e culturale, ma ci sono i germi di quello che verrà dopo. L’opposizione alla famiglia, il senso di irrequietezza, le trasformazioni sociali degli anni a venire hanno avuto bisogno di guardarsi indietro, dove hanno trovato James Dean e la sua Gioventù bruciata.

