Recensioni FilmEssi vivono – Il vortice del consumismo sfrenato

Essi vivono – Il vortice del consumismo sfrenato

Essi vivono (1988) è un film del celebre regista John Carpenter che, inizialmente, fu sottovalutato dalla critica. Eppure, nel corso del tempo è stato riletto in chiavi diverse ed è diventato presto sia un cult movie, sia un fenomeno pop dell’immaginario culturale moderno. Infatti, il film ha avuto un impatto importante nella cultura popolare videoludica (è citato in videogiochi quali The Simpsons: Bart vs The Super Mutants, Saints Row IV e Duke Nukem 3D) e in alcune serie tv animate (South Park e Adventure Time), ed è stato un oggetto di studio molto interessante per via della forte critica sociale che ha esercitato in quegli anni, divenendo – tardivamente – un simbolo di resistenza culturale.

Nonostante la crisi economica segnata dalla rigida politica di Ronald Reagan e molteplici tensioni civili, la popolazione americana vive nell’illusione che tutto va bene e che non c’è nulla di cui preoccuparsi, poiché soggiogati al potere dei media e della pubblicità che contribuiscono a una visione ingannevole della realtà. Il film è disponibile in streaming sulla piattaforma MUBI.

Essi vivono

Essi Vivono – Trama

Essi vivono parla di John Nada (Roddy Piper), un operaio disoccupato che da Denver si trasferisce a Los Angeles per trovare un lavoro, in un periodo storico nel quale il settore si trova in crisi e la disoccupazione tocca livelli abbastanza alti. Poco dopo essersi stabilito in una baraccopoli situata in periferia, Nada nota una serie di strani eventi: un predicatore religioso (Raymond St. Jacques) affetto da cecità che esorta la gente a “svegliarsi”; degli strani messaggi televisivi di uno scienziato che si sovrappongono temporaneamente alle trasmissioni, ma che le autorità sopprimono rapidamente, inducendo un diffuso mal di testa tra gli spettatori; e un elicottero della polizia che sembra ispezionare continuamente il sito.

Successivamente, Nada entra in possesso di un paio di strani occhiali neri, grazie ai quali scopre che molti esseri umani sono in realtà degli extraterrestri che cercano di condizionare l’umanità con messaggi subliminali. Sconvolto dalla rivelazione, il giovane intraprende una lotta senza sosta per la libertà.

Il film mostra una situazione sociale in cui i media detengono un forte potere ed esercitano un controllo massiccio sulla popolazione per distorcere la realtà, quasi per celare le contraddizioni e i problemi di quel tempo. 

Essi vivono

Essi vivono – Recensione

Il film tratta un tema che a quei tempi sembrava essere un semplice cliché, senza sapere che presto sarebbe tornato attuale nella nostra contemporaneità: il divario sociale tra una parte di popolazione che rifiuta di adattarsi e un’altra parte omologata che ha paura della verità e fa di tutto per nasconderla agli occhi delle persone comuni. Infatti, gli occhiali neri che indossa Nada gli permettono di vedere questa differenza, mostrando una popolazione aliena che domina la società in ogni sua parte fondamentale.

Sfruttando proprio i media e la pubblicità diffondendo messaggi quali «obbedisci», «consuma», «sposati e riproduciti» e ancora «dormi», questi mostri rappresentano una metafora perfetta quanto brutale del modello capitalistico della società che intende controllare la popolazione e impedire di vedere come stanno realmente le cose.

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A fronte di ciò, Essi vivono trova uno scacco nella scena dello scontro tra Nada e il suo amico Frank (Keith David), poiché rappresenta una serie di dicotomie che parlano allo spettatore, mostrando come il rifiuto possa essere una reazione scontata, ma al tempo stesso anche la più necessaria per un individuo che, finora, è sempre stato ignaro dell’inganno.

In questa lotta caotica tra i due assistiamo alla forza della verità che cerca di imporsi sulla menzogna, che si risolve nell’alleanza tra i due personaggi la quale porta a unirsi a un gruppo di ribelli, la cui missione è quella di svegliare le masse.

Essi vivono

Demolire l’illusione

C’è una frase pronunciata dal predicatore cieco che fa da fil rouge di tutto il film: «Loro vivono, noi dormiamo». Considerando che il film si muove tra la distopia fantascientifica e il grottesco, non stupisce la capacità di Carpenter nell’anticipare i tempi attuali e di mostrare una realtà che, probabilmente, si fa presto a dire che è costruita secondo schemi convenzionali. La popolazione è frammentata e l’America, in quel momento storico, stava attraversando una fase di transizione dopo i vari fallimenti della politica di Reagan, che a quel tempo dominava il panorama mediatico.

In virtù di ciò, la popolazione americana visse quegli anni all’insegna del sogno americano e dell’ottimismo, alimentati dall’atteggiamento e dal carisma del presidente statunitense, che mise tali valori al servizio di un’ideologia neoliberista orientata allo smantellamento del welfare, alla compressione dei diritti e alla marginalizzazione delle minoranze, in un contesto segnato anche dall’inasprimento della Guerra Fredda.

Da un punto di vista comunicativo non mancarono le contraddizioni: i media e il discorso pubblico esaltarono il militarismo e soprattutto il mito del successo. Da questo immaginario derivò probabilmente una pubblicità costruita su misura per narcotizzare le menti dei consumatori e spingerli al consumo.

La pellicola di Carpenter ha fatto quello che diversi cineasti non hanno potuto – e forse neanche voluto – tentare di fare: fare della controcultura uno strumento di critica e di opposizione al conformismo di quegli anni sfruttando l’immagine di Nada, proprio perché rappresenta il tipico individuo perdente dell’America di Reagan: un operaio edile emarginato ed estraneo alla cultura del successo e del consumismo che diventa motore di una ribellione per svelare alle masse l’inganno in cui vivono. 

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Conclusioni – Essi vivono 38 anni dopo

Il film di John Carpenter è stato capace di profetizzare una condizione dentro la quale ci ritroviamo e che ci condiziona fortemente, pur non essendo alieni. Siamo indotti a consumare, anche passivamente, qualsiasi genere di contenuto pur di sfuggire dalla noia e per distrarci dai problemi reali che affliggono la società contemporanea che influenza le masse attraverso gli algoritmi, scegliendo cosa mostrarci.

Non è tutto qui: viviamo in un tempo in cui il senso critico è narcotizzato al fine di essere indirizzato dove conviene di più al potere e ai media, specialmente se dobbiamo fare delle scelte in ambito politico (come avviene per esempio in Eddington di Ari Aster dove la situazione è portata all’estremo). Dunque, la pellicola attualizza un tema cruciale: siamo capaci di vedere davvero la realtà?

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Essi vivono è un cult movie che, visto oggi, non si allontana molto dalla realtà. In uno scenario distopico e con un personaggio sfacciato e coraggioso, Carpenter ha anticipato una delle questioni più complesse della contemporaneità: il potere schiacciante dei media e la nostra adesione a un mondo consumista.
Federico Ferrara
Federico Ferrara
Vivo immerso nel cinema e nei libri da quando sono piccolo, al punto da aver sviluppato una passione per la critica e per il giornalismo culturale. In un film guardo particolarmente la fotografia, la sceneggiatura e i movimenti dei personaggi per capire fino in fondo la narrazione e come orienta il nostro sguardo.

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