Recensioni FilmElio e il solito viaggio alla ricerca di un posto nel mondo

Elio e il solito viaggio alla ricerca di un posto nel mondo

È uscito il 18 maggio di quest’anno in tutti i cinema italiani il nuovo film Disney Pixar Elio (2025) di Adrian Molina, Domee Shi e Madeline Sharafian. Elio è il ventinovesimo film Pixar e non ha avuto però una buona campagna pubblicitaria, come per la distribuzione nelle sale. È sicuramente una mossa inedita per Disney / Pixar che forse, dopo il flop di Biancaneve, non vuole esporsi. Secondo la critica il film è promosso ma si sta rivelando un disastro commerciale.

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Il film Elio ha debuttato su Rotten Tomatoes con l’84% di recensioni positive da parte della critica e 91% da parte del pubblico.

Elio

Elio – Trama

Elio (con la voce italiana di Andrea Fratoni) ha undici anni e ha perso i genitori da poco. A prendersi la tutela e la cura del ragazzino c’è la zia Olga (Alessandra Mastronardi) che non sa come gestirlo. Elio vede nello spazio quel rifugio di cui ha bisogno, negli alieni quelle figure che potrebbero finalmente capire la sua diversità. Una sera il ragazzo viene prelevato dagli alieni, convinti che lui sia l’ambasciatore dell’intero Pianeta Terra. Il bambino non se la sente di dire la verità, perché finalmente si è avverato il suo sogno, perciò decide di fingere di essere ciò che non è. L’intero Comuniverso (la delegazione di tutti i pianeti) è minacciato dal potente e aggressivo Lord Grigon (Adriano Giannini) e il bambino si candida per parlargli e raggiungere un accordo di pace.

Elio, dopo un dialogo fallimentare, decide di prendere il figlio di Lord Grigon come merce di scambio per la pace interplanetaria. Il piano sarebbe perfetto se non fosse che il figlio, ovvero Glordon (Alexander Gusev), diventerà amico di Elio.

Recensione

Il nuovo film Pixar vuole fare emozionare mescolando i soliti ingredienti che hanno reso la casa d’animazione famosa. Ciò non vuol dire che il film sia brutto o non riuscito, ma si ha come l’impressione di rivedere la solita storia. Elio intrattiene e, soprattutto, diverte, su questo non ci sono dubbi.

Lord Grigon è interessante come antagonista, a tratti ricorda l’Imperatore Zurg di Toy Story, ma presto soccombe e di lui rimane il solito cattivo che non dà valore a chi gli vuole bene. Questo alieno malvagio viene presentato in tutto e per tutto come una potente creatura che vuole ogni cosa sotto il proprio comando. È con una battuta di tiro a volo che Lord Grigon contratta, come fanno i ricchi imprenditori: vuole mostrare la sua forza e precisione per intimidire il povero Elio. Il film è come se volesse dire “anche nell’universo si troveranno personaggi che vogliono tutto perché pensano di poter prendere tutto”.

Anche se ci sono diverse ingenuità a livello di scrittura, il film Elio vuole rendere omaggio allo spazio e alla sua esplorazione. La storia si sviluppa da una scoperta della sonda spaziale Voyager 1. Questa è stata realmente lanciata nello spazio nel 1977 con lo scopo di esplorare la galassia. Tra intercettazioni radio e comunicazioni con lo spazio, il film è anche un omaggio a quel cinema di fantascienza Anni Ottanta che ha segnato tutti noi.

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Il film è un’esplosione di risate grazie a un’animazione vivace e a personaggi scoppiettanti.

Il problema principale del film è lo scopo che esso vuole raggiungere. A fine visione si viene assaliti da una sensazione di déjà-vu, che ci spinge a pensare che quello che abbiamo visto sia stato già trattato più volte in casa Pixar.

Elio

Elio – Il nostro posto nel mondo

Il piccolo protagonista deve affrontare un lutto importante: entrambi i genitori sono morti e lui ora vive con la zia Olga. La donna lavora in una base spaziale ed Elio si affeziona da subito all’Universo e soprattutto vuole provare l’esistenza degli alieni. Il bambino non si sente parte del mondo, perché le uniche persone che credevano in lui non ci sono più. La zia Olga è frustrata perché non riesce a comunicare con lui e questo non fa altro che aumentare il divario tra i due. Il sogno di Elio è venire rapito dagli alieni: è sicuro che là fuori ci saranno delle creature che finalmente lo capiranno.

Elio è solo e vuole rimanere solo, s’impunta, crea collegamenti radio e si rifugia in una speranza. È nello spazio che finalmente sente di appartenere a qualcosa, soprattutto dopo l’incontro con Glordon. L’alieno è un bambino come Elio e anche lui ha delle difficoltà. La creatura infatti non vuole seguire il destino di tutta la sua razza, fatto di violenza e cattiveria.

Il padre di Glordon, il malvagio Lord Grigon, è speculare a zia Olga: entrambi sono tutori di due bambini con cui non riescono a entrare in contatto. La realizzazione e la maturazione dei due rapporti avvengono in contemporanea, ma la ricerca del proprio posto nel mondo ha la stessa conclusione di altri film Pixar. È questo il difetto principale del film.

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Sarebbe bello se si riuscisse a prendere una direzione diversa e con tematiche nuove.

Conclusioni

Elio nasce con ottime intenzioni ma nessuno ha creduto in questo film. In un certo senso, la pellicola stessa è come il suo protagonista: la casa produttrice non lo ha accompagnato nel mondo.

Il film ha un buon messaggio che però ricalca troppo altri titoli Pixar, pur essendo una storia originale e non un sequel. Il personaggio di Elio non riesce a sentire di appartenere a qualcosa e questo è un tema importante da trattare per le nuove generazioni. Stiamo vivendo in un’era tecnologica in cui se non fai o parli come i coetanei non riesci ad essere parte integrante di un gruppo. In questo momento di spaesamento, Elio ci vuole ricordare che forse non dobbiamo andare su un altro pianeta per trovare chi ci vuole bene per quello che siamo.

Il film è attualmente in sala e, anche se non si tratta di un capolavoro dell’animazione, è bene sostenerlo per rendergli un minimo di giustizia.

Elio – trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Elio è il classico film Pixar che diverte ed emoziona. L'avventura spaziale ci insegna che ognuno di noi ha un posto nell'universo.
Giorgia Ferraro
Giorgia Ferraro
Laureata in Dams, Hugo Cabret mi ha fatto scoprire l'amore per il cinema. Amo Bong Joon-ho, Villeneuve, Hitchcock e il giallo all'italiana degli Anni Settanta. Guardo volentieri i film d'animazione e gli horror (a volte nella stessa giornata). Per piangere un po' una commedia romantica è quello che ci vuole.

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