Damon Lindelof, noto soprattutto per aver co-creato la serie Lost, partecipò attivamente al progetto di World War Z. Il film è un survival con protagonista Brad Pitt, in lotta contro un esercito di zombie. Il compito di Damon Lindelof fu quello di ripensare completamente la conclusione del film. Egli propose di eliminare parte del materiale già girato e sostituirlo con una sequenza completamente nuova, una decisione insolita considerando l’elevato budget già investito.
Damon Lindelof in soccorso nell’apocalisse zombie
Per adattare un’opera così particolare, gli sceneggiatori decisero di concentrarsi su un unico protagonista, Gerry Lane, interpretato da Brad Pitt.(F1-il film). Gerry attraversa diversi paesi nel tentativo di comprendere l’origine dell’epidemia e trovare una soluzione. Questa scelta permise al film di mantenere una dimensione internazionale pur offrendo al pubblico una narrazione più tradizionale e accessibile.
Durante le riprese emersero numerosi problemi creativi e organizzativi, tanto che il terzo atto del film non convinceva né il regista né i produttori. Secondo diverse ricostruzioni, Brad Pitt riteneva che il finale avesse perso lo spirito dell’opera originale e non riuscisse a valorizzare i temi centrali della storia. A questo punto allora, Damon Lindelof (Watchmen-la serie) fu coinvolto nella sceneggiatura. Egli riscrisse completamente il finale.
L’epilogo originariamente previsto comprendeva una gigantesca battaglia ambientata a Mosca tra migliaia di zombie e civili. La nuova versione, invece, abbandonò lo spettacolo su larga scala per puntare sulla tensione. Gerry, il protagonista, si ritrova così all’interno di un laboratorio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità infestato dagli zombie, dove, grazie all’osservazione e all’ingegno, scopre il comportamento delle creature e individua un possibile metodo per sfuggire alla loro aggressività.
Questa decisione trasformò il climax del film in una sequenza più di suspense che d’azione, restituendo maggiore importanza all’intelligenza del protagonista e recuperando, almeno in parte, l’approccio più riflessivo e globale immaginato da Max Brooks nel romanzo originale. Molti ritengono che proprio questa riscrittura abbia contribuito a rendere World War Z uno dei film di zombie più memorabili degli ultimi anni.

