Con la nuova Legge Bilancio 2026, il cinema italiano non ha futuro. Il settore cinematografico era in piena ripresa, ma con questa nuova manovra il fragile universo è di nuovo in bilico.
Questo aspetto è denunciato da Mario Lorini, presidente dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), che afferma: “Di fronte a un comparto stabile, in buona salute, ma fragile, una riduzione di tale portata non solo per l’esercizio, ma per tutta l’industria, potrebbe causare danni forse irreparabili“.
Lorini fa presente in Italia si contano 1.658 cinema attivi con oltre 4.000 schermi. Queste strutture sono gestite in gran parte da circa 750 aziende, prevalentemente microimprese, e danno lavoro a oltre 20.000 persone tra impiego diretto e indotto.
Come aggiunge Lorini, il ruolo del cinema italiano va oltre il set: “Non siamo solamente dei luoghi di spettacolo, ma luoghi di aggregazione, presidi sociali“.

Cinema italiano: le proteste dai professionisti del settore
In occasione della Festa del Cinema di Roma, circa duecento tra attrici, attori, registi e maestranze del cinema hanno sfilato insieme a UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) per denunciare i tagli ai fondi destinati al settore cinematografico e audiovisivo italiano. Questo è il comunicato ufficiale: “Non siamo privilegiati: siamo lavoratori del Cinema. Difendere il cinema significa difendere il lavoro, la dignità e la libertà di espressione. Da oggi smettiamo di chiedere. Pretendiamo il confronto, il cinema italiano è vivo, libero, esportato nel mondo. Non lasciamo che si spenga questa vitalità“.
Per l’occasione, l’artista Marco Lodola ha realizzato il premio Charlotte, che diviene simbolo di luce e di resistenza artistica.
Gli operatore nel settore cinematografico italiano chiedono di avere un confronto con le istituzioni, ma finora non hanno ricevuto delle risposte chiare; si parla solamente di tagli, ma non c’è alcun accenno su come verrà ridefinito il sistema distributivo del cinema italiano.
