NewsThe Last Photograph di Snyder, le prime critiche lo massacrano

The Last Photograph di Snyder, le prime critiche lo massacrano

Dopo un lungo periodo lavorando nell’Universo Esteso DC, ormai morto, il regista Zack Snyder si libera di queste catene degli studi e si dedica completamente all’indie con The Last Photograph, un western molto personale, da tempo in gestazione, che scambia i sontuosi set degli studi con gli spazi aperti delle riprese colombiane. Ma sebbene il cambio di ritmo sia stato senza dubbio liberatorio, almeno per il regista, il risultato finale pare esser risultato un pesante errore. (Qui il trailer del film)

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Le prime critiche lo definiscono “Pieno di simbolismi pretenziosi e di dialoghi piatti e vuoti che esagerano costantemente l’ovvio“. Queste sono parole dei critici dell’Hollywood Reporter. Il film è ultraviolento: su un agente governativo ribelle che si avvale dell’aiuto di un fotografo dipendente dall’eroina per vendicarsi dell’omicidio del fratello e della cognata e salvare i loro figli rapiti. Potrebbe risultare come una grande delusione dalla fanbase accanita di Snyder. Non che gli ultimi progetti abbiano brillato, anzi.

The Last Photograph – prime reazioni dagli States

Posizionato come un punto centrale di alta qualità per il mercato inaugurale del TIFF (Toronto Film Festival), dove spera di ottenere un accordo di distribuzione, il film di 135 minuti ha ottenuto lo status di “Evento Speciale”. Il che significa che non ci saranno ri-proiezioni oltre la prima mondiale di domenica sera. Molti di coloro che sono usciti dal cinema condividevano la stessa espressione di incredulità per ciò che avevano appena vissuto.

Una critica interessante riguarda l’aspetto visivo del film: “Non mancano immagini inequivocabilmente coinvolgenti per tutto il film, specialmente quelle che coinvolgono luci tremolanti e ombre cupe. L’intrusione costante di immagini di farfalle gialle, invece, inizia a sfiorare l’eccessivo molto prima di un’ultima apparizione che fa roteare gli occhi. In assenza della caratteristica tela gigantesca del regista, le tecniche abituali qui sembrano forzatamente fuori scala“.

Ennesimo tonfo di Snyder?

Snyder è sempre stato un regista divisivo. A parte gli esordi, da citare uno dei primi film 300, da quei tempi in poi… sono arrivati progetti molto discutibili. Watchmen che ha uno stato di Cult fu un flop economico e divisivo a livello critico. L’avvento de L’Uomo D’Acciaio non portò i risultati sperati e il progetto cambiò nell’inizio del fu DCEU con il suo sequel: Batman V Superman. Un film che è stato stroncato da pubblico e critica e segnò un punto di non ritorno per la DC.

Dopo che la Warner decise di rilasciare la versione integrale della Justice League diretta da Snyder (che non ha portato poi a granché), Snyder ha firmato per Netflix. All’epoca pareva un gran colpo per il colosso dello streaming. Ma il rumore di internet si dimostrò una bolla di sapone dato che Army of the Dead non ebbe neanche il sequel annunciato e l’entusiasmo attorno alla sua personale space-opera Rebel Moon morì dopo poco. Se non all’uscita del primo capitolo, al secondo film ci fu l’ecatombe di consensi e ascolti. Forse questo approdo all’indipendente può essere un modo per rialzarsi, ma flop dopo flop… il già miracolato regista potrebbe davvero stancare Hollywood.

Francesco Ombres
Francesco Ombres
Scrittore di romanzi, appassionato da tutta la vita della narrazione e soprattutto del cinema. Con uno sguardo attento alla sceneggiatura, cerco sempre di prestare attenzione a come l’intento dell’artista venga veicolato al pubblico. Per me ogni genere può essere intrattenente e avere potenziale, e soprattutto ogni recensione deve essere chiara e priva di dogmi.

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