News'Pendle 1612' il nuovo film con Maddie Evans

‘Pendle 1612’ il nuovo film con Maddie Evans

Pendle 1612, il nuovo horror britannico diretto dai gemelli Liam e Kyle Bashford, si prepara a entrare in produzione con un cast guidato da Maddie Evans, attrice conosciuta per House of the Dragon. Al suo fianco ci saranno la giovane esordiente Ella Moss e Gemma Laurie, interprete della serie Shetland. Il progetto nasce dall’interesse dei due registi per una delle pagine più oscure della storia del Lancashire e promette di trasformare il territorio di Pendle Hill in uno scenario inquietante per una storia ambientata ai giorni nostri.

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Il film viene descritto come un docu-horror e prende ispirazione dai processi alle streghe di Pendle del 1612, tra i più famosi processi alle streghe della storia inglese. Non si tratterà però di una ricostruzione storica degli avvenimenti: secondo l’esclusiva di Deadline, l’obiettivo dei fratelli Bashford è piuttosto utilizzare quella vicenda come punto di partenza per interrogarsi sulla persistenza del passato e sulle tracce che può lasciare nei luoghi e nelle comunità.

Pendle 1612: il mistero nel paesaggio del Lancashire

Maddie Evans interpreterà Amy, mentre Ella Moss vestirà i panni di Hannah e Gemma Laurie quelli di Meg. Le tre protagoniste sono delle giovani donne che stanno realizzando un documentario sulla misteriosa scomparsa della sorella maggiore di Amy. La loro ricerca le porta proprio nell’area di Pendle Hill, un luogo strettamente legato alla storia dei processi per stregoneria che ebbero luogo nel Lancashire all’inizio del XVII secolo.

Il viaggio delle protagoniste finirà così per trasformarsi in qualcosa di molto più inquietante. Il territorio che circonda Pendle Hill, caratterizzato da ampie zone rurali e da un forte senso di isolamento, diventa parte essenziale della narrazione. Il passato del luogo sembra infatti continuare a esercitare la propria influenza sul presente, alimentando una tensione che attraversa l’intera vicenda.

I processi del 1612 portarono alla condanna per stregoneria di diverse persone e all’impiccagione di dieci individui. È proprio questa memoria storica a costituire il nucleo dell’immaginario del film, senza però trasformarlo in un racconto ambientato nel passato.

Pendle 1612

Un horror contemporaneo sulle tracce delle streghe

Liam e Kyle Bashford hanno scelto infatti di non ricreare direttamente gli eventi del 1612.

La scelta è particolarmente significativa per i due registi, entrambi originari del Lancashire. Crescendo nella zona, la storia dei processi di Pendle è stata per loro una presenza costante, legata non soltanto ai libri di storia ma anche all’identità del territorio. Secondo Liam Bashford, sono proprio il paesaggio, l’isolamento e il passato di Pendle ad aver alimentato l’idea alla base del progetto.

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Il film cercherà quindi di sfruttare gli elementi caratteristici del docu-horror, combinando la dimensione investigativa del documentario con quella più propriamente inquietante del cinema dell’orrore. La vicenda delle tre protagoniste permetterà così di esplorare un territorio reale attraverso una prospettiva sempre più ambigua, nella quale la ricerca sulla scomparsa potrebbe condurre verso qualcosa di difficile da spiegare razionalmente.

I due fratelli hanno iniziato a realizzare film insieme già durante l’adolescenza a Blackburn, prima di trascorrere otto anni all’interno dei Pinewood Studios, uno dei principali centri dell’industria cinematografica britannica.

Nel corso della loro carriera hanno lavorato a diversi progetti, tra cui il cortometraggio Waiting For Time, che ha visto la partecipazione dell’attore e vincitore del BAFTA Ariyon Bakare.

Con Pendle 1612, i due registi intendono quindi compiere un ulteriore passo nel cinema indipendente, portando sul grande schermo una storia horror profondamente legata alle proprie origini.

Francesco Pinto
Francesco Pinto
Cresciuto silenziosamente tra i dialoghi di Allen e il sangue di Scorsese. Amo i film: specchi magici che riflettono e indagano la realtà. Dalle commedie ai drammi, dagli horror ai romance senza distinzioni perché, in fondo, “il cinema non è un mestiere. È un’arte”.

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