NewsCasey Affleck esce allo scoperto e parla di Hollywood

Casey Affleck esce allo scoperto e parla di Hollywood

Lunedì è stata la volta di Casey Affleck di trovarsi sotto i riflettori a Zurigo: la star statunitense ha parlato con franchezza durante una masterclass prima della prima del suo terzo lungometraggio da regista, “Company“. La conversazione con il CEO dell’evento, Christian Jungen, ha ripercorso l’intera carriera dell’attore, dall’ascesa alla fama internazionale, dal trasferimento a Los Angeles come aspirante attore. Fino alla performance vincitrice dell’Oscar in “Manchester by the Sea“, nel 2016, e al suo esordio come regista.

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Jungen ha citato un vecchio profilo in cui Affleck veniva descritto come un outsider di Hollywood. All’inizio, Affleck era furioso per quella definizione. “L’ho letto e ho pensato: cavolo, sarò considerato per sempre un outsider, qualunque cosa faccia. Però Ci ho riflettuto per un attimo e ho pensato: “Ma sono pazzo? Mi piace da morire. Non voglio essere uno del giro. Adoro essere un outsider. Preferisco di gran lunga essere un outsider a Hollywood piuttosto che un insider. Non amo i film prodotti da Hollywood. Non amo il sistema di Hollywood.”.

In risposta, Jungen ha fatto notare alla star che lui comunque continua a vivere a Los Angeles e ha recitato in progetti di Christopher Nolan. In particolare “Interstellar” e “Oppenheimer“. L’attore diventato regista ha elogiato Nolan come regista e, pur ammettendo di non guardare a nessuno in particolare come fonte di ispirazione, ha citato sia Nolan che Gus Van Sant come autori che “realizzano semplicemente cose che li interessano davvero”. Ha proseguito: “Nolan è probabilmente un ottimo esempio di questo. Nonostante realizzi questi film giganteschi, estremamente popolari e di grande successo, non credo che faccia cose pensando di compiacere gli altri“.

Company, attualmente in tournée nei festival, è un thriller ambientato in una notte d’inverno del 1975, con il regista stesso e i suoi due figli. Presentato in anteprima a Venezia, ne ha proiettato una versione non ancora del tutto completata e sta utilizzando la reazione del pubblico come feedback. Il film è dedicato ai suoi genitori, entrambi scomparsi all’inizio di quest’anno.

Casey Affleck, parole anche su Matt Damon, DiCaprio e sull’Oscar

Si è parlato anche di Matt Damon, il migliore amico d’infanzia del fratello maggiore di Casey, Ben. Ha minimizzato con umorismo la rivalità tra i due, ma ha elogiato l’esperienza condivisa nel teatro durante la loro giovinezza sulla costa orientale. “Avevamo tutti lo stesso insegnante di teatro, e molti attori sono passati da quel dipartimento di teatro. Frequentavamo una grande scuola pubblica e avevamo questo fantastico insegnante di teatro, che ha fatto innamorare i ragazzi del teatro e della recitazione”. L’attore trova conforto nel fatto che tutti e tre abbiano intrapreso percorsi piuttosto diversi. “Matt è un attore di grande talento. È un caso particolare perché è un attore di grande talento che possiede al contempo una sorta di carisma da star del cinema, un fascino da idolo del grande schermo”.

Riguardo alla vittoria dell’Oscar di Affleck per il ruolo nel film “Manchester by the Sea” di Kenneth Lonergan, ha spiegato che è ancora piuttosto confuso e “leggermente traumatizzato“. L’attore ha dichiarato: “In questa categoria c’erano tutte queste persone che sono miei eroi, Viggo Mortensen e Denzel Washington. E poi miei colleghi che sono fantastici, Andrew Garfield e Ryan Gosling. Non mi aspettavo davvero di vincere perché pensavo che avrebbe vinto Denzel, e mi andava benissimo così”. Ha ammesso di non aver preparato nemmeno una parola del suo discorso e di essersi sentito mortificato dopo essere sceso dal palco.

Casey Affleck ha ricordato che proprio Leo DiCaprio è venuto in suo soccorso: “Ho semplicemente borbottato qualcosa fino alla fine e sono sceso dal palco, quindi è stata un’esperienza leggermente traumatica. Ma ricordo che, scendendo dal palco, ho visto, per qualche motivo, Leonardo DiCaprio lì in piedi dietro le quinte; io ero ancora bloccato in quel momento di terrore e disorientamento, mentre lui rideva e mi ha dato un grande abbraccio, e allora mi sono sentito un po’ meglio”.

Vincenzo Pennabea
Vincenzo Pennabea
Interfacciandomi con il cinema dall’infanzia, crescendo ho sempre più approfondito e alimentato una passione per il cinema di genere, scoprendo un particolare gusto in particolare per l’horror e il dark fantasy, che va da maestri del genere come Mario Bava e Dario Argento a Tim Burton. In un prodotto cinematografico mi affascina la potenza delle inquadrature nella loro resa visiva e quanto la scrittura di un personaggio riesca a toccare lo spettatore nella sua umana sensibilità.

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