NewsCannes 2026: 12 minuti di applausi per Her Private Hell di Refn

Cannes 2026: 12 minuti di applausi per Her Private Hell di Refn

La serata di lunedì al Festival di Cannes è stata dominata dal regista Nicolas Winding Refn, che ha presentato il suo nuovo film Her Private Hell. Sebbene il film sia stato proiettato fuori concorso, è riuscito comunque a conquistare il pubblico del Grand Théâtre Lumière, ottenendo una lunghissima standing ovation di circa dodici minuti, una delle più lunghe registrate durante questa edizione del festival. Soltanto poche ore prima anche il film Fjord aveva ricevuto una grande accoglienza, ma il tributo dedicato a Refn è stato ancora più caloroso.

Il regista e il cast hanno interagito con il pubblico subito dopo la proiezione, incoraggiando applausi e celebrazioni. L’attrice Sophie Thatcher, protagonista del film, è apparsa particolarmente emozionata durante l’ovazione e si è commossa fino alle lacrime.

Her Private Hell racconta la storia di un gruppo di donne dall’aspetto quasi futuristico che si ritrovano in un lussuoso hotel simile a una Los Angeles del futuro per lavorare a un film di fantascienza ispirato allo stile dello sci-fi del ’68 Barbarella. Tuttavia, la situazione prende una piega inquietante quando compare un misterioso assassino chiamato Leather Man. Nel cast del film figurano anche Havana Rose Liu, Kristine Froseth e Charles Melton.

Il discorso di Refn

Al termine della proiezione, Nicolas Winding Refn ha tenuto un lungo discorso personale e molto intenso. Il regista ha raccontato di aver vissuto un’esperienza vicina alla morte a causa di un intervento chirurgico al cuore, durante il quale sarebbe rimasto clinicamente morto per circa 25 minuti. Refn ha spiegato che quell’esperienza ha cambiato profondamente il suo modo di vedere la vita e il cinema. Ha raccontato di sentirsi come resuscitato grazie all’elettricità utilizzata dai medici per salvarlo, aggiungendo che questa seconda possibilità lo ha spinto a vivere con ancora più intensità e passione. Con tono ironico, ha dichiarato di avere ormai “solo altri 25 anni da vivere” e di volerli sfruttare al massimo, continuando a fare cinema e a tornare a Cannes.

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Durante il discorso, il regista ha anche reso omaggio al celebre compositore italiano Pino Donaggio, novantenne presente in sala, ringraziandolo pubblicamente per il suo contributo artistico.

Refn ha poi affrontato temi politici e sociali, sostenendo che il mondo moderno sia segnato da disuguaglianze, conflitti e divisioni causate dalla politica e dal potere economico. Secondo lui, l’arte e il cinema rappresentano ormai uno degli ultimi strumenti capaci di unire davvero le persone. Ha sottolineato l’importanza dell’esperienza collettiva della sala cinematografica, affermando che guardare un film insieme ad altri spettatori resta qualcosa di fondamentale, anche nell’epoca dello streaming e degli smartphone.

Refn aveva già lasciato il segno a Cannes nel 2011 con Drive (qui la recensione), che gli valse il premio come miglior regista. Quel film, interpretato da Ryan Gosling, Carey Mulligan e Oscar Isaac, ricevette a sua volta una standing ovation memorabile di quasi quindici minuti.

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La distribuzione americana di Her Private Hell sarà curata da Neon, mentre il film arriverà nelle sale statunitensi il 24 luglio.

Alessandro Bombace
Alessandro Bombace
Appassionato di cinema e filosofia da sempre, quando scrivo guardo ad entrambi per portare analisi il più profonde e originali possibili. Il giochino dei 4 film preferiti? 2001, Persona, Wall-E e Lilo & Stitch

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