Recensioni FilmCacciatore e preda in questo nuovo survival dal titolo Apex

Cacciatore e preda in questo nuovo survival dal titolo Apex

Charlize Theron è l’attrice protagonista di Apex, il recentissimo survival, disponibile su Netflix, diretto da Baltasar Kormákur, in cui lei è preda, in questa avventura tutt’altro che piacevole, del cacciatore Taron Egerton. I due si troveranno nella stessa immensità naturale del Wandarra National Park, in Australia. Tra montagne, cavità e rapide, dovranno dimostrare di saper affrontare la natura. E loro stessi.

Cacciatore e preda
Stagione di caccia

Il cacciatore e la preda in Apex-la trama del film

Charlize Theron interpreta Sasha, una norvegese innamorata di un australiano, Tommy. I due scalano un’ impervia montagna in Norvegia. Sono entrambi due scalatori professionisti, anche se lui è molto lontano da casa. Forse è proprio questo a causare la beffa del destino. Purtroppo vengono coinvolti in una valanga e lui perde la vita. Sconvolta da una simile perdita, Sasha, dopo mesi, tornerà in Australia per elaborare il lutto e iniziare un’altra estrema avventura. La sua destinazione da esplorare sarà il parco del Wandarra, in cui c’è qualcosa di molto più pericoloso dei serpenti velenosi e delle cascate senza fine. Si tratta di Ben, un cacciatore la cui preda non sarà del regno animale.

Il cacciatore e la preda in Apex- la recensione del film

Già la prima scena di Apex, quella che inquadra dall’alto la montagna scalata da Theron, svela una certa propensione del montaggio alla vertigine. La macchina da presa ruota attorno alla montagna, facendoci sentire parte della scalata. Questo sentore di caduta imminente ed adrenalina si estende anche nel secondo ambiente che andremo ad esplorare, ovvero quello della più calda Australia.
Le visuali aeree sono essenziali per la totale immersione nella natura, prima ambientale e poi umana. Theron e Egerton (Rocketman) sono entrambi due forze della natura, pazzi per l’adrenalina, solo a due lati opposti. Lui è il cacciatore e lei la sua preda, ma sarà tutt’altro che facile da cacciare.
La sceneggiatura di Apex, anche se scarna, poiché è la natura a parlare, descrive perfettamente la psicologia dei personaggi. Sono molto diversi, ma entrambi condividono la stessa vocazione al pericolo: provano paura, ma comunque agiscono verso di essa. Ed è ovviamente terrore quello che libera il cacciatore Ben dall’inizio alla fine del film. Siamo braccati dai dardi della sua balestra e dal suo ingegno, proprio come l’attrice.

La tana del cacciatore

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Un film survivalista

Questo non è il primo film in cui un killer psicopatico si diverte a dare la caccia agli esseri umani. Un personaggio simile lo aveva già interpretato Michael Douglas in The Reach-Caccia all’uomo. Non era però l’Australia il territorio di caccia, ma bensì l’altrettanto spietato deserto del Mojave. Egerton, poi, nell’interpretazione di Ben, risulta ancora peggiore di Douglas. Egli è un emarginato, un survivalista, lontano dal mondo civile, proprio come la sua preda, Theron(Non succede ma se succede).
Entrambi, anche se per uno non viene specificato, hanno subito qualcosa di terribile, qualcosa che li ha fatti allontanare dalla società.
Caccia e fuga diventano due motivi per sentirsi vivi e percepire l’adrenalinica brezza della sopravvivenza, contro ogni prognostico, al di lá, a volte, della normale razionalità. Anche se ragione e follia in Apex sono fattori che spesso si mischiano.

Il cacciatore è sì uno psicopatico, ma si comporta tutt’altro che in maniera irragionevole. Infatti, imbriglia la sua preda in una trappola ben orchestrata, avvantaggiato dal fatto che l’immensità dell’Australia è casa sua.

Tra le rapide

Le rapide dell’esistenza

Gli occhi azzurri di Theron, al pari delle rapide del Wandarra, riescono a trasmettere tutto il pathos che un personaggio come il suo può scaturire. Al contrario, quelli di Egerton, sembrano privi di empatia, almeno in certi momenti, pur essendo molto espressivi. Sono l’espressione di un uomo che conosce il suo territorio meglio che se stesso. Ma Sasha entrerà nei meandri dell’ anima di Ben, conoscendo qualcosa che pure lui aveva dimenticato. Le rapide la porteranno a contatto con i segreti più oscuri del cacciatore e proprio grazie ad uno di loro potrebbe avere una speranza di sopravvivenza.

Le scene in cui salpa tra le onde delle cascate velocissime, a bordo del suo kayak, sono girate in maniera molto coinvolgente e curata. La macchina da presa non ha paura di avvicinarsi ai remi, branditi con determinazione da Sasha. Gli schizzi d’acqua che sporcano la lente della camera trasportano in uno schermo il realismo della natura, della sua pericolosità, che bracca la protagonista prima del cacciatore.

Cacciatore e preda
La forza di una donna

Conclusioni

Apex dai primi minuti offre un senso di impotenza e pericolo, dinnanzi all’ ineluttabilità della natura, ma anche la forza di una donna che non ha paura di sfidarla. Non è una perdita di tempo seguirla in tutta la sua lotta, visionando questo film degno di essere guardato.

Cast

Charlize Theron fa parte del duo sinergico ed opposto con Taron Egerton, che prova la bravura recitativa di entrambi. C’è anche il, anche se breve, ritorno sotto i riflettori di Eric Bana (Munich), che interpreta Tommy, il compagno di scalate della protagonista che perderà tragicamente la vita.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazione
Emozioni

SOMMARIO

Apex è un film che tiene sulle spine dai primi fino agli ultimi minuti, grazie alle riprese aree dell'ambiente minaccioso e alla bravura degli attori, che riescono a trasmettere perfettamente l'opposizione dei loro ruoli: cacciatore e preda.

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