Il regista è l’artefice dell’opera cinematografica. Si nasconde dietro ad essa, non mostrandosi mai interamente. Ogni tanto si lascia andare più di altre volte ma non vi è mai contatto diretto tra il pubblico e l’autore. Come il direttore d’orchestra, il regista collega tutti i pezzi del puzzle al fine di rendere il prodotto una coesione di idee e capacità, appartenenti a soggetti differenti. Il mestiere del regista risulta, dunque, estremamente delicato, poiché un pezzo fuori posto potrebbe compromettere l’intero puzzle. Il premio Oscar al miglior regista è un importante indicatore nel processo di valutazione dei contributi che i vari protagonisti della storia del cinema hanno apportato ad essa. Non è, ovviamente, l’unico indicatore. Sono celebri gli esempi di notevoli registi che, per diversi motivi, non sono riusciti mai a tenere in mano tale statuetta. Tra i più importanti troviamo sicuramente Stanley Kubrick e Alfred Hitchcock.
Questa lista di film premiati nasce dall’esigenza di affibbiare un volto ben delineato ad opere cinematografiche che, in particolare in tempi recenti, hanno contribuito enormemente al processo evolutivo dell’industria cinematografica.
5 film premiati con l’Oscar al miglior regista, la lista
Bong Joon-ho – Parasite

Siamo nel 2020 e durante la notte degli Oscar c’è un film che, più di tutti, ne esce vittorioso: Parasite riesce ad accaparrarsi ben quattro statuette, tre cui quelle per il miglior film e per il miglior film internazionale. Un autentico trionfo. L’oriente che bussa alle porte del conservatorismo occidentale e ne esce a mani piene. Bong Joon-ho dirige un film universale che racconta il conflitto sociale per antonomasia, le gerarchie che svaniscono, la morte delle canoniche classi statiche.
La famiglia Kim viva in un problematico seminterrato dove il telefono non prende e, durante le forti piogge, l’acqua riempie interamente l’appartamento. Un componente della famiglia alla volta, però, riesce a farsi assumere dalla ricca famiglia Park: la madre come domestica, il padre come autista, il figlio come docente privato d’inglese e la figlia come arte terapeuta. Inizierà, così, un gioco di menzogna che condurrà ad esiti catastrofici.
Michael Hazanavicius – The Artist

Riuscendo a sovrastare registi del calibro di Woody Allen e Martin Scorsese, Michael Hazanavicius nel 2011 vince la statuetta per il miglior regista con il film The Artist, una rappresentazione muta e in bianco e nero del periodo storico che ha preceduto il passaggio al cinema sonoro.
George Valentin, interpetato da Jean Dujardin, è un divo del cinema muto che, come molti, si ritroverà senza lavoro dopo l’avvento del cinema sonoro. Peppy Miller, interpetata da Bérénice Bejo, è, invece, un attrice che proprio grazie al cinema sonoro riuscirà ad avere successo.
Steven Spielberg – Schindler’s List

Non poteva mancare il nome di Steven Spielberg in una lista di registi che hanno vinto la statuetta. Vincitore in quel periodo di due premi Oscar, raggiunge l’apice della propria carriera negli anni Novanta, quando dirige Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan. Il primo dei due è un film senza tempo. In bianco e nero, con l’aggiunta non banale di un unico altro colore, Spielberg racconta le atrocità dei campi di concentramento aiutato dalle due grandi interpretazioni di Ralph Fiennes e Liam Neeson.
Neeson è Oskar Schindler, un imprenditore tedesco, che inizia ad assumere ebrei nella sua attività per salvarli dalla morte certa nei campi, rimanendo, però, sempre convinto di “non aver fatto abbastanza”. Fiennes è, invece, Amon Göth, generale delle SS incaricato di costruire il campo di concentramento di Kraków-Płaszów.
Alejandro González Iñárritu – Birdman

Il regista messicano detiene il notevole record di aver vinto il premio Oscar per la miglior regia due volte consecutivamente, nel 2015 per Birdman, l’anno dopo per Revenant. Birdman è un viaggio all’interno della mente di un attore di teatro, interpretato in modo magistrale da Michael Keaton. Una ritmata e minimalista colonna sonora accompagna i piani sequenza lungo i corridoi del teatro.
Riggan Thomson è un attore che cerca di dimenticare e far dimenticare alle persone il ruolo che lo ha reso celebre: il supereroe Birdman. Proverà a farlo, concentrandosi su un lavoro teatrale. La pressione, il rapporto con un altro attore, e le responsabilità nei confronti della figlia porteranno a dei risvolti inaspettati.
Damien Chazelle – La La Land

Il regista americano, prima di dirigere La La Land, si era fatto conoscere al pubblico grazie a Whiplash, che gli era valso una candidatura al premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Con il film successivo, però, Damien Chazelle riesce a mostrare le più intime sfaccettature della sua idea di arte. La musica e il cinema si fondono sia da un punto di vista tecnico che tematico. Il jazz, a lui molto caro, fa da sfondo a un viaggio nei sogni più nascosti di tutti noi.
Sebastian è un pianista jazz il cui sogno è quello di aprire un locale dove suonare musica dal vivo, Mia è un’aspirante attrice. Le loro vite si intrecceranno, facendosi forza e distruggendosi a vicenda, sullo sfondo fioco e, allo stesso tempo, vivacemente colorato della città di Los Angeles.
