Karla Sofía Gascón, la star candidata all’Oscar per Emilia Pérez ha ridimensionato e spostato le sue partecipazioni alle premiazioni. La causa risiede nelle rivelazioni controverse rilasciate in passato.
Da quello che sappiamo, la Gascón non sarà presente ai Critics Choice Awards di venerdì, dove è candidata come miglior attrice. Si tratta di una delle 10 nomination per il film diretto da Jacques Audiard e vincitore di Cannes. La votazione si è conclusa prima che i commenti controversi della Gascón venissero alla luce.
L’attrice non parteciperà nemmeno ai PGA Awards di sabato. Inoltre, la scaletta del panel FYC di Emilia Pérez, previsto per questo mercoledì, che originariamente includeva la Gascón, è stata modificata. L’attrice non è più prevista.

Karla Sofía Gascón – le controversie
Secondo alcune fonti, la prima candidata all’Oscar come miglior attrice trans si sta dirigendo verso i premi Goya di sabato nella sua nativa Spagna, dove Emilia Pérez è in lizza per il premio di miglior film europeo.
Si ritiene che l’attrice si trovi attualmente in Spagna. I suoi rappresentanti negli Stati Uniti (tra cui la UTA, la società di pubbliche relazioni Lede e Netflix, che ha i diritti di distribuzione del film negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito) non hanno studiato una strategia. O, probabilmente, non sono stati informati della campagna post-controversia della Gascón.
L’attrice, in un post sui social media e in un’intervista alla CNN, ha affermato di “non essere razzista” in seguito alla scoperta di alcuni suoi tweet razzisti e islamofobici.
La mancata apparizione della Gascón nei territori di Netflix dopo la controversia ha alimentato la curiosità. La nota piattaforma streaming ha preferito concentrarsi sull’attrice non protagonista Zoe Saldaña (From Scratch, Avatar, Avatar: la via dell’acqua) e sulle possibilità di Miglior Film e Miglior Canzone. Ciò è dovuto, almeno in parte, alle vittorie ai Golden Globes.

Il ruolo della polemica
La polemica sulla Gascón sta chiaramente giocando un ruolo importante. Una nuova pubblicità del film diffusa questa settimana non presenta affatto la candidata. Netflix sta cercando di limitare l’impatto dello scandalo. Non è sicura la sua partecipazione né ai SAG Awards del 23 febbraio né gli Oscar del 2 marzo.
Nei suoi tweet, poi cancellati, la Gascón ha definito George Floyd un “drogato e un truffatore” e la 93ª edizione degli Oscar un “festival afro-coreano”, dopo le vittorie di Daniel Kaluuya e Yuh-Jung Youn (oltre ad altri commenti razzisti).
Sarah Hagi, scrittrice freelance, ha scoperto i tweet il 30 gennaio. Lo stesso giorno in cui si sono chiuse le votazioni per i PGA Awards, dove Emilia Pérez era stata nominata per il miglior film. Per i Critics Choice Awards, ritardati dagli incendi di Los Angeles, le votazioni si sono chiuse il 10 gennaio.
Tutti gli occhi saranno puntati sul fatto che questo scandalo rallenti le possibilità di Emilia Pérez sia ai SAG Awards, che chiudono le votazioni il 21 febbraio, sia agli Oscar. Le votazioni inizieranno l’11 febbraio.
