The Good Place è sicuramente una delle comedy più amate degli ultimi anni. La serie (qui la nostra recensione) di Michael Schur ha saputo divertite e far riflettere, emozionare e farci affezionare a dei personaggi che tuttora ci restano nel cuore. Con una profondità sempre accompagnata da leggerezza, la serie ha riscosso un notevole successo proprio per il suo approccio leggero ai grandi temi dell’esistenza e per i legami tra i protagonisti che sicuramente sono il punto forte della serie.
Oggi andiamo a vedere 10 curiosità sulla comedy filosofica con Ted Danson e Kristen Bell.

1. Consulenza filosofica
Pamela Hieronymi, docente all’Università della California, è stata solo una dei filosofi che hanno aiutato gli sceneggiatori nella scrittura della serie. Il team di sceneggiatori è stato infatti accompagnato da docenti ed esperti di etica e filosofia, come ha dichiarato Ted Danson, che interpreta il demone Michael nella serie, nel podcast Where Everybody Knows Your Name. Questo approccio ricorda l’aiuto di Paul Ekman, psicologo pioniere del riconoscimento delle emozioni tramite le espressioni facciali, con la scrittura della prima stagione di Lie to Me.
2. The Good Place e Sartre
Conosciamo tutti la famosa massima di Jean-Paul Sartre, L’inferno sono gli altri. Questo è stato il pensiero alla base dell’intero concept della serie, che ruotava attorno a dei personaggi incastrati, costretti a rivivere le stesse dinamiche disfunzionali, a ricordarsi delle loro ferite, a rivedere nell’altro il loro incubo peggiore. Michael Schur, il creatore, ha infatti affermato di aver voluto unire filosofia esistenzialista e commedia, portando sul piccolo schermo dei personaggi che ricalcavano quanto l’agonia più grande sia il rapporto con un altro che sentiamo pericoloso, indecifrabile, giudicante e specchio di ciò che ci appartiene ma con cui non vogliamo avere a che fare.

3. I giochi di parole
Le insegne dei negozi nel “Good Place” di The Good Place sono note per i loro giochi di parole creativi e umoristici, che aggiungono un ulteriore livello di divertimento per gli spettatori attenti. Ad esempio, in una scena appare l’insegna “Bend It Like Bentham”, un gioco di parole che combina il titolo del film “Bend It Like Beckham” con il nome del filosofo Jeremy Bentham.
Questi dettagli dimostrano la cura e l’attenzione degli autori nel creare un ambiente ricco di riferimenti e umorismo sottile.
4. I riferimenti a Friends
A una certo punto della serie, il demone Michael cerca disperatamente di comprendere meglio gli umani e di vivere sulla sua pelle le loro esperienze di vita, tra cui il fare binge watching di serie tv come Friends.
Nell’ottava puntata della quarta stagione, Michael discute con ardore con la giudice dell’aldilà, la giudice Gen interpretata da Maya Rudolph. Durante la discussione il demone sostiene che tutti i protagonisti di Friends probabilmente finiranno all’inferno, eccetto per Phobe Buffay, interpretata da Lisa Kudrow. La stessa attrice si ritrova successivamente nella serie, nei panni della filosofa e matematica Ipazia d’Alessandria. Sembra che Michael avesse ragione, “Phobe” è finita in Paradiso!
5. The Good Place: Il problema del trolley
Uno dei momenti più memorabili della serie è l’episodio che affronta il famoso “problema del trolley”, un classico esperimento mentale dell’etica. La rappresentazione visiva del dilemma, in cui i personaggi si trovano letteralmente su una rotaia, rende la scena comica ma al tempo stesso si mostra quanto sia difficile fare scelte morali “corrette”, facendoci chiedere se corretto dovrebbe essere sinonimo di giusto per la mente (utilitarismo) o per il cuore. E se il cuore non sapesse decidere comunque?

6. Dettagli artistici nei quadri
Gli scenografi della serie hanno inserito opere d’arte che non solo decorano i set, ma arricchiscono la narrazione e richiamano a simbolismi. Un esempio è “Psyche Entering Cupid’s Garden”, che richiama i temi dell’amore, della crescita e della scoperta di sé.
Nel mito, Psiche, attraverso le prove impostele da Venere, intraprende un viaggio di crescita interiore per dimostrare la propria forza, il suo amore per Cupido e la sua capacità di superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Nella serie, i protagonisti, in particolare Eleanor, devono affrontare un percorso di trasformazione personale per diventare versioni migliori di se stessi. Ogni sfida nel Bad Place e nel Good Place rappresenta una lezione di vita che porta alla loro evoluzione morale.
7. The Good Place e il numero ricorrente 322
Il numero 322 appare frequentemente in tutta la serie: nei punteggi, nei codici e nei dettagli nascosti. Gli abitanti del quartiere progettato da Michael nella prima stagione sono 322. Gli oggetti a tema rana del custode dell’inferno sono 322. Il numero dell’appartamento in cui si trasferisce Michael nel finale della serie è 322, infine sono 3.22 i Jeremy Bearimy trascorsi da quando Chidi attraversa la porta dell’oblio alla scena successiva. L’Easter Egg è un riferimento alla Skull and Bones Society dell’Università di Yale, a cui il creatore Michael Schur ha voluto rendere un omaggio ironico. Schur non sa realmente quale sia il significato dietro al numero, ma dopo che l’argomento è diventato un fenomeno virale, il creatore della serie ha voluto giocarci un po’.

8. Scenografie realistiche
Il pilot è stato girato ai Pasadena Huntington Gardens, scelti per rappresentare un’utopia perfetta. L’attenzione ai dettagli nelle scenografie ha contribuito a creare un “paradiso” che appare incredibilmente reale, un aspetto fondamentale per il successo visivo della serie.
9. La creazione del finale nel tempo
Dopo il rinnovo di The Good Place per una quarta stagione, il creatore Michael Schur annunciò che sarebbe stata l’ultima. Durante un panel a giugno 2019, spiegò che, già dalla seconda stagione, lui e il team di sceneggiatori avevano iniziato a delineare la traiettoria della serie, decidendo che quattro stagioni avrebbero rappresentato la durata ideale per raccontare la storia.
Schur rivelò che il finale non era stato pianificato all’inizio della serie, ma fu sviluppato nel corso della terza stagione e subì solo minime modifiche durante la quarta. Prima dell’inizio delle riprese dell’ultima stagione, il cast fu informato dell’intero piano narrativo, compreso il finale.

10. Riconoscimenti critici
La serie ha ricevuto numerosi premi e nomination, tra cui riconoscimenti ai Golden Globe e agli Emmy. Kristen Bell, Ted Danson e Maya Rudolph sono stati particolarmente lodati per le loro interpretazioni, contribuendo a elevare la serie oltre il semplice intrattenimento, trasformandola in un’opera ricca di spunti di riflessione.

