Arctic è un film del 2018 diretto dal regista brasiliano Joe Penna. Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2018, è stato distribuito nelle sale nel febbraio 2019.
La pellicola, che vede come protagonista assoluto, in uno strepitoso one man show, l’attore danese Mads Mikkelsen, è stata definita dall’attore stesso come il film più difficile della sua carriera.
Un thriller sul dramma della lotta alla sopravvivenza che dimostra come l’attaccamento alla vita sia più forte di qualsiasi ostacolo da superare e un tour de force viscerale che vede la star Mads Mikkelsen brillare anche senza l’uso della parola.

Arctic è un film survival con un cuore umano sorprendentemente caloroso, che scava nella comprensione dell’animo umano.
Arctic – Trama
Un uomo bloccato nell’Artico dopo un incidente aereo deve decidere se rimanere nella relativa sicurezza del suo accampamento improvvisato o intraprendere un viaggio mortale attraverso l’ignoto nella speranza di uscirne vivo e aumentare le sue possibilità di essere salvato. Nella prima parte, il film è molto simile a un film muto, con Mads Mikkelsen (Overgård) che è completamente isolato e solo occasionalmente lo sentiamo parlare con sé stesso o grugnire o festeggiare per il pesce che cattura per nutrirsi.

Tutto cambia quando Overgård, assistendo ad un altro disastro aereo, deve prendersi cura di un secondo sopravvissuto; una giovane donna (interpretata dall’attrice María Thelma Smáradóttir) gravemente ferita che cade nell’incoscienza più profonda man mano che le sue ferite peggiorano. A questo si aggiunge la barriera linguistica del film tra i due e si vede come i due attori possano fare affidamento solo sui propri occhi per comunicare i propri bisogni e paure. Nei limitati momenti di comunicazione tra lei e Overgård, c’è una fiducia tenue e una comunicazione emotiva profonda e crescente, molto toccante da vedere. L’arrivo della giovane getta nello scompiglio il piano di Overgård. È preoccupato per le sue condizioni fisiche, che peggiorano costantemente. Decide così, con il solo aiuto di una mappa e della sua forza di volontà, di intraprendere un viaggio tanto più duro quanto rischioso ma che, si spera, li condurrà verso la salvezza.
Un viaggio dell’eroe che diventa un’esplorazione toccante ed emozionante di ciò che significa essere umani e dei piccoli passi che rendono possibile le nostre vite.
Arctic – Recensione
È un approccio austero ma il regista esordiente Joe Penna, ex youtuber, insieme al suo co-sceneggiatore e montatore Ryan Morrison, sfruttano abilmente le convenzioni di genere ma apportando un approccio nuovo. La meravigliosa inquietudine della pellicola sta nell’aver realizzato un film così ricco di significato e così avvincente dove accade così poco. Tómas Örn Tómasson ha fatto davvero un ottimo lavoro come direttore della fotografia, rendendo la bellezza del paesaggio artico, con le sue distese di neve, sublimi ma spaventose allo stesso tempo, poiché impiega sia ampie inquadrature di panorami lontani, sia modi fantasiosi di presentare tutte le diverse sfumature di bianco.
Il film meravigliosamente avvincente di Joe Penna è l’ultimo viaggio di sopravvivenza. È la classica storia dell’uomo contro la natura selvaggia.

Deve esserci una ragione plausibile per cui siamo sempre consapevolmente coinvolti da quelle storie, che si tratti di Tom Hanks in Castaway, James Franco in 127 ore o Leonardo DiCaprio in Revenant. Forse fa appello al nostro senso interiore di meraviglia nel trovarci in un paesaggio straniero e ostile. Forse amiamo l’idea di superare gli ostacoli che mettono a dura prova la nostra vita. O forse approfondisce le nostre paure persistenti, sperando che un giorno non ci troveremo mai in una situazione in cui la sopravvivenza è da difendere a tutti i costi. In Arctic, a queste domande viene data una risposta superba con una prestazione eccezionale di Mads Mikkelsen.
Girato in Islanda, c’è un apprezzamento automatico per l’ambiente, catturando la dualità tra bellezza e pericolo. Arctic sa come far vivere al pubblico un’esperienza drammatica, creando tensione e suspense in modo efficace e consapevole.
Il silenzio come elemento chiave del film
Senza l’uso di dialoghi ma concentrando il tutto sulle sole espressioni facciali, Mads Mikkelsen riesce a regalare una performance piena di arte, agonia e umanità in un ruolo tanto impegnativo dal punto di vista fisico quanto emotivo.
La musica nel film è usata con giudizio e con molta parsimonia. Il silenzio, anche qui, aiuta a trasmettere l’enormità e l’isolamento di una situazione così travolgente, ma la musica inquietante di Joseph Trapanese aggiunge anche stupore agli splendidi paesaggi innevati attraverso i quali Overgård deve viaggiare.

Mads Mikkelsen brilla in questa storia di sopravvivenza
Overgård, in quanto uomo qualunque senza background o motivazione contestualizzata per lo spettatore, è apparentemente alimentato solo dal naturale istinto umano di sopravvivere.
Il disastro aereo che coinvolge il personaggio di Mikkelsen non viene mai mostrato e nemmeno ricordato nei flashback. Il semplice fatto è che Overgård è lì e deve lavorare ogni giorno per sopravvivere e forse trovare un modo per essere salvato. Di solito in questo tipo di film si parla molto dell’orrore dello schianto e della disperazione dei passeggeri sopravvissuti, ma Overgård viene semplicemente mostrato come un uomo che trova ogni giorno un motivo per alzarsi e continuare senza alcuna garanzia che ci sarà successo.

Lo studio del personaggio di Mikkelsen è perfetto, anche in condizioni così difficili. Essendo il fulcro del film, Overgård ha bisogno di un attore del calibro di Mikkelsen affinché il pubblico possa identificarsi pienamente con la sua lotta. Oltre a meravigliarsi della sua ingegnosità e integrità. Il suo viaggio attraverso la neve e il ghiaccio, trainando la sua compagna di viaggio ferita su una slitta, è brutale, implacabile e pericoloso.
Arctic viaggia sulle montagne russe emotive mentre Overgård lotta con i nemici naturali e il peso della responsabilità per la vita di un’altra persona. Così come le sempre minori probabilità di sopravvivenza.
Arctic – Cast
La performance di Mikkelsen è un trionfo della fisicità, ritraendo un uomo che porta tutta la sua sofferenza nella sua barba sempre più innevata. Il suo aspetto duro e il suo carattere rude sono superati solo dalla sua innata capacità di dire molto con così poche parole.
L’attrice Maria Thelma Smáradóttir (di cui non conosciamo neanche il nome del personaggio che interpreta all’interno del film) regala una performance sofferta e commuovente.

I migliori film trasportano il loro pubblico in luoghi che potrebbero non aver mai sperimentato o addirittura luoghi ostili in cui non vorrebbero mai andare. I creatori di Arctic fanno di tutto per raccontare la loro storia straziante, offrendo al pubblico un’enorme ricompensa nel processo.
