La famiglia. Una complessa rete di relazioni, dinamiche interne ed evoluzioni continue, che il cinema ha da sempre raccontato. Il genere dell’animazione, in particolare, negli anni ha cercato di esplorare le trame familiari partendo da una ricerca visiva originale e creativa, prima ancora che da una narrazione parlata, contribuendo ad arricchire l’immaginario di titoli e personaggi che hanno cambiato la storia della cinematografia. Che sia rivolto ad adulti o a bambini, il cinema d’animazione ha quindi posto le basi per una comprensione totale delle storie intime e sfaccettate che ha voluto raccontare. Riconfermandosi uno strumento d’indagine essenziale per la comprensione della realtà e, soprattutto, delle sue evoluzioni.
Ecco quindi 5 film d’animazione, provenienti da produzioni di ogni parte del mondo, per esplorare la complessità del rapporto coi propri genitori a livello universale.

1. Red (2022) – Domee Shi, USA/Canada
Toronto, primi anni 2000. Mei è una vivace ragazzina di 13 anni di origini cinesi, divisa tra l’essere la figlia perfetta che la madre vorrebbe e il caos dell’adolescenza. A complicare improvvisamente le cose, un’antica benedizione (e maledizione) di famiglia: ogni volta che prova un’emozione troppo forte o intensa, Mei si trasforma infatti istantaneamente in un enorme panda rosso gigante.
Un film Pixar decisamente sottovalutato, che ha dalla sua non solo la volontà di parlare di pre-adolescenza da un punto di vista femminile originale, ma anche di esplorare a fondo temi culturalmente tabù come l’avvento della prima mestruazione. Il panda rosso, alla fine, non è altro che la metafora del menarca e dell’imbarazzo dovuto al sentirsi “ingombranti” durante lo sviluppo, degli elefanti dentro a una stanza resa fragile dal diverso rapporto col proprio corpo in cambiamento. Il rapporto tra Mei e la rigida madre si sviluppa quindi su piani di comprensione differenti. Le due non riescono a capirsi, e sono spesso in conflitto per via dei diversi background educativi, ma il film mostra anche come l’ascolto e l’empatia siano strumenti essenziali per poterli ravvicinare. Compiendo un vero e proprio studio sul trauma generazionale, e su come questa “maledizione” si possa spezzare tramite il confronto. Una perla da riscoprire su Disney+.

2. Bouchra (2025) – Meriem Bennani e Orian Barki, USA/Marocco/Italia
Bouchra è una regista lesbica marocchina che vive a New York, il cui design animato ricalca quello di un coyote antropomorfo. Decisa a realizzare un film semi-autobiografico sulla propria vita e sul proprio coming out con la madre, la protagonista cerca di riannodare i fili del rapporto con la madre Aicha, rimasta invece a Casablanca, attraverso un’intima corrispondenza a distanza e il confronto con gli amici e i parenti. Bouchra affronta quindi il peso dei tabù, della distanza e delle incomprensioni familiari.
Commissionato da Fondazione Prada, il film racconta uno spaccato inedito di vita vissuta metropolitana. L’opera è poi realizzata tramite una tecnica narrativa che mixa riprese dal vivo e animazione in CGI, creando un cortocircuito metanarrativo. Il rapporto tra Bouchra e Aicha è mutevole, discontinuo, e nonostante le due riescano a mantenere un rapporto tendenzialmente sano i non-detti e le conversazioni quotidiane rivelano un’inquietudine di fondo, causata dall’impossibilità per la prima di essere del tutto onesta riguardo la propria vita privata con la madre. Un lungometraggio che è un percorso di terapia, come spiegato nel film, che non solo indaga ma eviscera la realtà delle sue componenti insincere, concentrandosi sull’esposizione a 360 gradi di un’anima in urgente necessità di raccontare e raccontarsi. Un’opera intrigante e diversa dal solito, tra le favole di Esopo e un’estetica urban attuale. Disponibile su MUBI.

3. Ponyo sulla scogliera (2008) – Hayao Miyazaki, Giappone
Sosuke, un vivace bambino di cinque anni che vive in un villaggio sul mare, trova una pesciolina rossa rimasta incastrata in un barattolo di vetro; egli la battezza Ponyo. Tra i due nasce subito un profondo legame di amicizia, ma Ponyo non è un pesce comune: è la figlia di un potente stregone dell’oceano. Desiderosa di diventare una bambina umana per rimanere accanto a Sosuke, Ponyo usa una magia primordiale per trasformarsi. Un’azione che scatena però involontariamente un cataclisma, che sbilancia le forze della natura.
Il legame tra Ponyo e i genitori, in questa favola ecologica targata Studio Ghibli, è la chiave per comprendere appieno il film. Il padre Fujimoto è protettivo e possessivo, ha paura del mondo al di fuori di quello acquatico e degli umani che lo inquinano senza rispetto. Sua madre Granmamare, invece, è molto più libera e accomodante, e cerca di mettersi nei panni della figlia. Il conflitto non può che essere naturale. Oltre al sottotesto ecologico, quindi, l’opera parla in modo sottile del conflitto presente tra i genitori e i figli e tra i genitori stessi all’interno della coppia, soprattutto nel determinare un’impostazione educativa comune. Ponyo sulla scogliera è quindi un film sul lasciar andare i figli, riflettendo sul confine tra crescita genitoriale e richiesta di auto-determinazione filiale. Il film è disponibile per la visione su Netflix.

4. Persepolis (2007) – Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, Francia
Tratto dall’omonima graphic novel autobiografica, il film segue la crescita di Marjane, una bambina ribelle che vive a Teheran alla fine degli anni ’70. Attraverso il suo sguardo ironico e curioso, assistiamo alla caduta dello Scià, all’avvento della Rivoluzione Islamica e al progressivo irrigidimento delle libertà personali. Per proteggere la figlia di fronte al nuovo regime e alla guerra con l’Iraq, i genitori decidono di mandare Marjane ad studiare in Europa. Un processo che innesca in lei un percorso di crescita atipico, tra l’isolamento culturale in Occidente e l’amore per la propria terra d’origine.
Al contrario di Ponyo, in Persepolis i genitori di Marjane cercano di proteggerla preparandola alla realtà, invece che precludendogliela. Ella cresce quindi con un sentimento di conflitto interiore, spesso anche rancoroso, che però è situato storicamente e politicamente e si intreccia alla dimensione familiare. Un’analisi del rapporto tra personale e politico che, come affermava Michela Murgia in relazione all’importanza del rivendicare i propri diritti civili e sociali, è in fondo la sintesi di due facce della stessa medaglia. Qui l’analisi viene poi estesa anche alle generazioni dei nonni, al contrario di altri titoli di questa lista, dipinti come fondamentali nel contribuire a tessere l’identità della giovane protagonista. Per un amore che sostiene a prescindere dal costo che richiede. Il film è disponibile su The Film Club Amazon Channel.

5. Kubo e la spada magica (2016) – Travis Knight, USA
Nel Giappone antico, il giovane Kubo vive un’esistenza tranquilla su una scogliera accudendo la madre malata e sbarcando il lunario come cantastorie. Con la musica del suo shamisen è infatti capace di animare magicamente dei fogli d’origami, per intrattenere gli abitanti del villaggio. La sua vita viene però sconvolta quando rompe la regola di non restare mai fuori casa dopo il tramonto: risveglia così un antico e vendicativo spirito del passato legato alla sua famiglia. Incalzato da forze oscure, Kubo intraprende un pericoloso viaggio alla ricerca dei tre pezzi di un’armatura magica appartenuta a suo padre, un leggendario samurai, accompagnato da una scimmia guardiana e da uno stravagante guerriero-scarabeo.
La tecnica dello stop-motion si unisce al racconto struggente di una maledizione intergenerazionale, che porta Kubo ad affrontare la perdita dei genitori e ad apprendere la propria storia familiare. Sariatu, la madre, è malata e cerca di proteggerlo dal mondo esterno. Il defunto padre Hanzo, invece, è una figura che vive dei ricordi della prima, che questa trasmette al figlio. La dimensione del ricordo, della ritualità e della memoria diventa quindi centrale in un’opera che fonde la tradizione orientale all’esplorazione di un’amore oltre le generazioni. Un legame che oltrepassa la Storia e il confine tra la vita e la morte; per costruire la propria identità, senza dimenticare le proprie radici. Il film è disponibile per il noleggio su Prime.
